Novembre 29, 2020

Guai all’isola se ha bisogno di padroni e di eroi_di Giorgio Ariu

Il nostro giornale in perfetta solitudine si schierò negli anni ’70 contro la monocultura della industria petrolchimica.  Anzi lo fondai nel febbraio del ’73 lasciando la vice direzione di un altro periodico perché in dissenso sulla linea editoriale vicina all’adorato Sir Rovelli. E non a caso il “Cagliaritano” acquistò subito autorevolezza, indipendenza e prestigiosi collaboratori come Francesco Masala e Michelangelo Pira eppoi via via Sergio Atzeni e Giuseppe Podda, Michele Schirò, Enrico Endrich, Luigi Cogodi, Francesco Macis, Gianfranco Anedda, Antonello Angioni, Eugenio Orrù, Giovanni Lilliu e Maurizio Santoloci (magistrato di Cassazione, giudice unico penale presso il Tribunale di Terni e consulente giuridico del Ministero dell’Ambiente per le Strategie di contrasto sui crimini ambientali). Negli anni ’80 ci battemmo, ancora in solitudine, contro la “bistecca al petrolio” fatta abortire alla Italproteine eppoi contro la Megaporcilaia di Suni e Sindia. Mai stati integralisti dell’ambientalismo a gettone o a quello delle ricche consulenze. Mai tessere dei vincitori secondo la lezione di Francesco Masala, in schieramenti pregiudiziali, ma rinunce anche sofferte e dolorose sul piano del marketing, inseguendo la “passione per la verità”. Da qualche tempo sono scesi in campo gli apostoli integralisti dell’ambientalismo e lacchè dell’autoritarismo che ha messo in ginocchio la nostra Terra.

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