Settembre 21, 2020

Jacaranda, così sensuale e sorridente,dal Largo apre le porte al mondo_di Attilio Gatto

Lei ha occhi viola, come Liz Taylor. Si chiama Jacaranda, Jacaranda e basta, perché una bella donna deve mantenere un alone di mistero. Jacaranda abita a Cagliari, largo Carlo Felice, il grande viale che scivola verso il porto. Ha capelli che corrono nel maestrale e danno un senso di protezione, di pace mista a cortesia. La gente ricambia con affetto tutt’altro che ipocrita, non certo ingannatore. Per Jacaranda è passione vera. Anche se lei è amica eccentrica. Spesso riceve nella sua casa accogliente ospiti a decine, senza pregiudizio di razza e di censo. Jacaranda è così, libera e anche democratica. Le sue feste incantano la città perché ricordano quelle di Holly in “Colazione da Tiffany”. Donna ingombrante, Jacaranda. Ha la fissa del buon rapporto con l’ambiente, con la natura. E quella chioma che corre nel vento è bella come un’immagine letteraria, come l’affascinante ragazza che accompagna Hemingway “Di là dal fiume e tra gli alberi”. A Jacaranda piace il mare, la spiaggia del Poetto. A Jacaranda piacciono i libri, le avventure. “La bellezza – dice – è un racconto con mille sfumature.” La bellezza di Jacaranda è un oggetto difficile, complicato. Un oggetto invisibile. La bellezza di Jacaranda si rivela solo a sguardi indagatori. Lei mette d’accordo tutti sui capelli, viola come quelli di Lucia Bosè. E naturalmente sugli occhi, di un colore che, se non lo si vedesse, si crederebbe inesistente in natura. Ma il viso diverge parecchio dalla bellezza considerata classica. Naso aquilino, zigomi sporgenti, sopracciglia folte, quasi una foresta. Un volto irregolare ma, a ben osservare, miracolosamente ben costruito, di un fascino magnetico, in grado di dare nuovo senso al significato di bellezza. Come se comprendesse insieme protezione e sensibilità e casa. Ma anche intelligenza e ironia e saggezza. Ogni volta che vedi Jacaranda, in quel suo viale che s’affaccia sulla via 

Roma e sul mare, trovi in lei qualche nuova parola che accompagna il significato di bellezza. Qualche volta la parola non si trova, la sensazione non arriva alla maturazione linguistica. Ma in fondo è bene che sia così, perché tutto quel che è bello deve avere qualcosa di incompleto, di insondabile. Di misterioso, come Jacaranda. Che lavoro fa Jacaranda? Bè, questo è facile. Jacaranda porta la bellezza in città. Cagliari senza Jacaranda sarebbe come la terra senza il sole, come una casa senz’acqua, come Cochi senza Renato. Jacaranda ama molto il cabaret, il teatro, e vorrebbe che la sua splendida strada fosse come un enorme spazio scenico, pronto ad accogliere donne e uomini da tutto il mondo, con spettacoli e divertimenti di ogni genere. Sì, Jacaranda vorrebbe…ma non può, perché pare che dovrà lasciare la sua bella casa. Lì, in largo Carlo Felice, non lontano dalla statua del vecchio sovrano, al numero zero. Jacaranda ne soffre. Quella capigliatura viola è un po’ arruffata. Gli occhi leggermente gonfi. Ma l’hanno educata a dignità e rispetto. Forse è di origine nobile. Sicuramente è nobile di sentimenti. Se soffre non lo dà a vedere. Jacaranda non parla, non si muove. Ondeggia al vento di maestrale. E sorride, aprendo le porte al mondo. 

Foto di copertina da  youtg.net.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *