Novembre 27, 2020

Le donne artiste in Sardegna/3_di Angelo Liberati

Proseguendo nel percorso tracciato nelle due puntate precedenti dedicate alle Donne dell’Arte in Sardegna, con particolare attenzione per le nate tra gli anni ’40 e gli anni ’90, vorrei avviarmi alla conclusione affrontando un tema e un problema che accomuna queste artiste (so bene che potrebbe riguardare anche le generazioni precedenti) e cioè come si pongono e come risolvono la questione dei linguaggi visuali liberati dalle strettoie imposte dai canoni tradizionali. Artiste che nel loro operare affrontano oggi con la libertà che l’epoca, la loro, giustamente mette a disposizione, le opportunità (le nuove frontiere) che l’arte degli ultimi 100 anni ha conquistato *.

Barbara Ardau – nata a Cagliari risiede a Cagliari
“Erotic chocolate”, 2018, (cioccolato fondente).

Libertà esecutiva e concettuale che, nelle opere dei grandi maestri del secolo passato, ma anche in alcuni del primo decennio degli anni duemila, affondano le radici nella indiscussa consapevolezza del necessario rinnovamento, imposto dalle vicende artistiche di un Novecentismo ingessato da tradizioni mal comprese e mal coniugate, consapevolezza necessaria, che invece gli artisti delle generazioni in questione, dimostrano spesso e volentieri di non possedere, con il risultato di condurre noiosamente i fruitori, osservatori e spesso amanti deH’arte, verso territori abbondantemente esplorati dagli artisti delle generazioni precedenti. Generazioni di artiste-artisti, va sottolineato, che avevano sicuramente molto indagato, se non del tutto azzerato, quanto ancora lasciato loro in eredità dalle generazioni delle avanguardie storiche del primo e secondo novecento.

Marta Anatra – Cagliari 1972 – risiede a Nizza
Fotogramma dal film in 16 mm Kodak color “Progresso Renaissance” 2018.

Questa spesso noiosa sciatteria viene presentata, non di rado, accompagnata da testi letteralmente inconsistenti o, molto più spesso presuntuosi, con il risultato di produrre nei visitatori, ancora disponibili a visitare i luoghi deputati alle arti visive, un senso di rifiuto del già visto. Un già visto, presentato troppo spesso con supponenza e ancor più spesso accompagnato e supportato da curatori che, con i loro testi che tutto dicono fuorché quanto sarebbe opportuno e necessario dire. Rimasticazioni che non mostrano il necessario controllo da parte degli autori, gli artisti in questo caso, dei materiali e dei non materiali, che troppo inconsapevolmente vengono offerti alla pubblica ammirazione.

Lucia Balzano – nata ad Olbia risiede ad Olbia.
Mamma con bambino in gabbia, terracotta e ferro. Foto di Paolo Curto.

Ovviamente non sempre le proposte sono catalogabili nel vuoto creativo ed esecutivo che ho appena accennato. Ciò non toglie che il problema della inconsistenza di molte operazioni artistiche, impone una serie di riflessioni non eludibili con le solite risposte che tutto esauriscono senza entrare nel merito.

Giulia Casula, 2013 – Cagliari
Vive a Cagliari – Foto di Michela Mereu.

I territori dell’arte sono oggi discretamente complicati, intricati e compieta- mente disponibili per operazioni libere, liberate e libertarie ma non per questo disinvoltamente praticabili con semplici strumentazioni camuffate da ricerche che a nulla conducono.

Francesca Randi – Nata a Cagliari Risiede a Cagliari -“My Monster”.

Il condurre al nulla richiede capacità che non tutti hanno e proprio per questo sarebbe il caso di astenersi quando non si hanno buone ragioni per scomodare le intelligenze altrui. Altrimenti saremmo costretti a dare ragione, e spesso ha ragione, aH’amico sociologo che stanco di leggere l’abusato Work in progress si è munito di uno “sticker” per lasciare un commento: “Allora awisame quan- no hai finito!” Con tutto il rispetto che meritano quei pochi che operano disciplinatamente nei territori tumultuosi delle arti visive del nostro tempo e che non di rado ci consentono di avvicinarci a mondi visivi che spesso ci sfuggono; a loro siamo grati.

Francesca Randi – Nata a Cagliari Risiede a Cagliari – “My Monster”.

In copertina: Daniela Frongia – nata a San Gavino Monreale, residenza: San Gavino Monreale. – “Monade” (Installation site specific) – Materiali: Fili di cotone Foto di Daniela Frongia

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