Novembre 27, 2020

Le Donne in Musica di Maggie_di Michaela Dotta

Maggie S. Lorelli è un’artista poliedrica che ama indirizzare i suoi progetti culturali verso la valorizzazione del femminile nelle arti. Promotrice del progetto “Donne in Musica/Women in Arts” attraverso il quale, con diversi ensemble musicali, si occupa della riscoperta ed esecuzione di musiche di compositrici di ogni epoca storica, comprese quelle contemporanee, è impegnata nell’organizzazione di numerosi eventi che pongono al centro dell’attenzione la figura femminile. “Non si tratta di settorializzare l’attività artistica e culturale delle donne – ci racconta l’artista – che nella storia è stata ricca e copiosa, e racchiuderla in una nicchia. Il mio intento è quello di proporre progetti e iniziative in cui la produzione femminile sia presentata in misura equa e paritaria rispetto a quella maschile, in un dialogo fecondo tra i generi nel linguaggio universale dell’arte”.

A questo scopo ha fondato l’ensemble femminile “Le Musæ”, che propone musiche di compositrici e compositori, alcuni dei quali hanno scritto opere espressamente per questo ensemble, costituendo una rete di collaborazioni internazionali. Riguardo al genere musicale proposto, la musicista spiega: “non lavoriamo solo per l’abbattimento dei muri fra i generi sessuali considerati come vasi separati e non comunicanti, ma anche per l’abbattimento dei confini fra i generi musicali. Il repertorio che proponiamo – continua – pur mantenendo una base classica, spazia fra i generi e si muove in un ambito contemporaneo che non consente alcuna definizione musicale specifica, ponendosi l’unico obiettivo di interessare e emozionare il pubblico”.

L’artista, che in questo momento è impegnata nella stesura del suo secondo romanzo dopo “Automi”, romanzo d’esordio pubblicato per la Catartica Edizioni, sta per lanciare un nuovo progetto, in cui comparirà nella doppia veste di pianista e scrittrice, che vedrà la sua prima rappresentazione a Roma in settembre, presso la Casa Internazionale delle Donne: un reading del suo testo teatrale “I silenzi del disamore”, che sarà interpretato dall’attrice Francesca Garioni e musicato dall’ensemble “Le Musæ”, cui seguirà una conferenza della criminologa Cinzia Mammoliti, ritenuta tra i massimi esperti nazionali in materia di manipolazione relazionale e violenza psicologica. Il monologo tratta proprio il delicato tema delle diverse declinazioni della violenza psicologica nell’ambito delle relazioni affettive. “Si tratta di un problema che si annida spesso nelle relazioni d’amore – continua l’artista – che spesso definirei piuttosto “di disamore”, perché si spaccia per amore il terreno di conflitto psicologico, se non addirittura fisico, e quella anaffettività sordida e latente che spesso è riservata in particolare alle donne. Ho scritto di una delle armi più taglienti e feroci del disamore, che è il silenzio abusante, dietro il quale si nascondono spesso turpi segreti e tare psicologiche o comportamentali che vengono sfogate nella coppia. Si tratta di un tema – conclude – di cui si parla ancora poco in Italia, e di cui ho voluto scrivere perché ritengo che le ferite inferte all’anima non siano meno dolorose di quelle fisiche”.

Viaggiano dunque in parallelo i diversi progetti dell’artista, che si divide fra la professione di insegnante di ruolo in un Liceo, musicista, scrittrice, giornalista e blogger per diversi portali e periodici web perché, come ci rivela, “amo essere nel dibattito e rendere pubblica la mia opinione, perché credo che ognuno debba farlo, in quanto la parola è un atto politico, e come tale può contribuire, come una goccia che scava la roccia, a cambiare la società”. Nonostante l’artista si spenda in molte direzioni per promuovere la creatività femminile, le piace ribadire che ogni persona è importante nella sua unicità, e considera del tutto insensato in un’epoca moderna e evoluta, avere ancora pregiudizi di genere, razza, natura o cultura. “L’unica cosa che conta – conclude l’artista – è l’originale e creativo apporto dell’individuo alla società”.

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