Novembre 27, 2020

Marisa Allasio, il padre allenatore del Cagliari e le passeggiate al Poetto_di Attilio Gatto

Raf Vallone al piano, Federico Allasio al violoncello. Il Torino fine anni trenta, in ritiro, pensa alla sfida della domenica con l’accompagnamento musicale. Sorridono quei calciatori che si sono formati nelle giovanili, i “Balon Boys” della squadra granata. A indicarli nella foto storica è la figlia di Allasio, Maria Luisa Lucia, in arte Marisa, un’attrice ch’è un mito, sex symbol anni cinquanta, ma anche ragazza impetuosa, che sa imporsi sull’universo maschile dei “Poveri ma belli”, il film del successo, diretto da Dino Risi. Il ruolo che significa la fortuna dei suoi vent’anni.

Marisa Allasio indica prima il padre e poi Raf Vallone che suonano durante il ritiro del Torino

Dicembre 1991. Marisa Allasio è nel salotto di “Harem”, Raitre, insieme a Catherine Deneuve e Claudia Mori. Risponde alle domande di Catherine Spaak. E commenta con le foto una pagina di storia, un’Italia che non c’è più: stupefacenti e anche commoventi quelle note che corrono, pallone e musica, sport e cultura. Ma arriva la guerra, vite sospese, non spezzate. Quei giovani sanno reagire. Raf Vallone si unirà alla Resistenza e, dopo la Liberazione, giornalista, responsabile della pagina culturale de “L’Unità”, prima della scelta di vita, attore di cinema e teatro, a cominciare da “Riso amaro”,1949, regia di Giuseppe De Santis, con Vittorio Gassman e la splendida Silvana Mangano.

Intanto Federico Allasio resta sulla scena di gioco e per diversi anni presidia, con buona tecnica e fisico imponente, il centrocampo granata. Si sta già formando il primo nucleo del Grande Torino, ma Allasio lascia per vestire la maglia rossoblu del Genoa, e quando diventa allenatore abbraccia anche il rossoblu del Cagliari. Dal 1951 al 1954 il tecnico torinese si prende cura, nel campionato di serie B, della squadra che di lì a una decina d’anni sarà di Gigi Riva, sulla strada che porterà allo scudetto.

Marisa Allasio con la madre

Allasio è stimato come tecnico e anche per carattere e sensibilità. A Cagliari vive solo. La moglie e le figlie – con Marisa c’è la sorella minore, Fiorella – lo raggiungono d’estate, quando la Sardegna cambia volto, la città splende e la spiaggia del Poetto è il posto giusto per trascorrere vacanze tra sabbia candida e mare verdazzurro. E anche per passeggiate, bagni di mare e di sole. La ragazza Marisa ha 16 anni, ma è evidente che il suo sorriso, la sua sensualità, non possono essere confinati nella dimensione dell’adolescenza.

Marisa Allasio con la sorella

Già comunica qualcosa che ha a che fare con un palcoscenico affollato di gente famosa, attori, personaggi, un mondo di eleganza e bellezza. Marisa Allasio è una di quelle creature capaci di dare all’attrazione un significato indefinibile, quasi impossibile da catturare. È un amico di famiglia che la convince a muovere un passo nella direzione del cinema. Nel ‘53 fa la comparsa in “Perdonami!”, diretto da Mario Costa, e anche ne “Gli eroi della domenica”, regia di Mario Camerini. Il protagonista dei due film è Raf Vallone, l’ex compagno di squadra di suo padre, quello che suonava il piano, mentre Federico Allasio era al violoncello. Raf Vallone – che proprio ne “Gli eroi della domenica” mette in scena il mondo del calcio – è già famoso, dopo il successo di “Riso amaro”, capolavoro del neorealismo, un film realizzato perché Giuseppe De Santis e Carlo Lizzani sono incuriositi da una sua inchiesta sulle mondine per “L’Unità”. Poi lo sentono dire gli amati versi di Garcia Lorca e si convincono che anche Raffaele Vallone detto Raf deve essere nel cast del film.

Marisa Allasio con Nunzio Filogamo e Fiorella Mari al Festival di Sanremo del 1957

Un set cinematografico frequentato da due amici, Cesare Pavese e Italo Calvino. Così comincia la carriera di un mito del cinema, che nel ‘58 incanta Parigi, recitando in francese “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, regia di Peter Brook. E la carriera di Marisa, la figlia di Federico Allasio? È come un sogno quando nel 1956 “Poveri ma belli” – amori giovanili non senza vena umoristica nella Roma dei tempi andati – conquista il pubblico e lei diventa una diva applaudita e adorata.

Marisa Allasio con Alessandra Panaro e Lorella De Luca

Nel 1957 la ragazza torinese è protagonista di “Belle ma povere”, diretto ancora da Dino Risi, “Camping” di Franco Zeffirelli, “Marisa la civetta” che il regista Mauro Bolognini scrive con Pier Paolo Pasolini, “Susanna tutta panna” di Steno con la sceneggiatura di Marcello Marchesi e Vittorio Metz. E c’è anche la ribalta del Festival di Sanremo, che Marisa Allasio presenta con Nunzio Filogamo e Fiorella Mari.

Marisa Allasio con Alberto Sordi

Nel ‘58 la Allasio interpreta “Arrivederci Roma” di Roy Rowland, “Venezia, la luna e tu” di Risi con Alberto Sordi e Nino Manfredi, “Carmela è una bambola” di Gianni Puccini. E però incredibilmente, a 22 anni, Marisa abbandona il successo, chiude la pagina del cinema e apre la porta a un altro sogno, il matrimonio. Sposa il conte Pierfrancesco Calvi di Bergolo, figlio della principessa Iolanda Margherita di Savoia, primogenita di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena.

Insomma diventa nobile la ragazza schietta e tutta forme che ha incantato gli italiani e le italiane insieme a Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Maurizio Arena e Renato Salvatori. Va in Piemonte ad abitare in un castello, diventa anche consigliera comunale, poi si trasferisce a Roma nel parco di Villa Ada, Casale delle Cavalle Madri, un tempo residenza dei Savoia. Due figli, la separazione dal marito, resta nella dimora aristocratica, ma nel 2000 il Comune di Roma la sfratta.

Marisa Allasio con Renato Salvatori e Maurizio Arena

Oggi ha 84 anni e una popolarità intatta. Troppo forti quelle immagini, troppo bella e irresistibile Giovanna, la ragazza interpretata da Marisa nel film del grande successo. Nel salotto di “Harem” si scopre una donna d’una bellezza che non ha fine. E anche d’una serenità assolutamente non artificiale. Dice:”Ho lasciato il cinema con molta naturalezza. Forse mi era più congeniale occuparmi della famiglia, dei figli.” Visconti la voleva per “Il Gattopardo”: il ruolo di Angelica, affidato a Claudia Cardinale, sarebbe stato suo:” Questo film bellissimo…Ricordo di aver sofferto un poco, però…” Però Marisa ha dato spazio alla solidarietà, ha collaborato con il centro di ematologia dell’Università La Sapienza di Roma, dopo aver assistito il suo “splendido padre”, malato di leucemia.

arisa Allasio durante la trasmissione “Harem” nel 1991

Non racconta di più Marisa. Son passati 33 anni dalla morte di Federico Allasio, centrocampista di talento, come il suo amico Raf Vallone, e tecnico di tante squadre, compresi i colori rossoblu di Cagliari e Torres. E ne son trascorsi 29 da quell’apparizione tivù dell’ex attrice. Nel 2012 è tornata su “Poveri ma belli”, l’occasione della vita:”Ebbe un tale successo che fu un salto di qualità. Si lavorava in un’atmosfera diversa da quella di oggi. Oggi fanno più fatica. Perché era una vita molto più semplice, meno complicata. Non pensavamo alla nostra immagine, ma alle sorti del cinema italiano.” Non più, dalle parti di Piazza Navona, amori ed amicizie tra giovani umili e maliziosi quel tanto che basta. Non più quell’aria facile e canzonatoria da “Poveri ma belli”.

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