Novembre 27, 2020

Il Lazzaretto e le epidemie di secoli fa_di Edoardo Scarpetta

Passeggiando per Cagliari, arrivando al borgo Sant’Elia, sotto il colle di Sant’Ignazio c’è un edificio oggi completamente ristrutturato, che guarda al mare da posizione invidiabile: Il Lazzaretto

A volte il nostro difetto è quello di guardare avanti e mai intorno e quindi talvolta passiamo quasi sempre indifferenti davanti alla storia dei luoghi, sappiamo dove sono ma non conosciamo mai veramente i luoghi, non viviamo la storia di cui si sono nutriti e si nutrono, anche se fanno parte della sceneggiatura della nostra vita.

Mi soffermavo a riflettere su alcune pagine del libro di Camus “la Peste”, quasi una predizione di quello che stiamo vivendo  e di cui consiglio la lettura. Un pomeriggio inoltrato ma ancora assolato di novembre che solo la nostra terra ci sa regalare…

Ero davanti al Lazzaretto, luogo tristemente famoso per la Quarantena che i sardi  e anche coloro che provenivano da zone infette hanno periodicamente dovuto sopportare per epidemia come la peste, il vaiolo, il tifo e altro ancora. Fu re Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1720 che trasformò il Lazzaretto in Ospedale per malattie contagiose  ed era considerato anche il luogo dove chi ritornava da viaggi in zone interessate dalle epidemie venivano rinchiuse per un periodo variabile ma che di solito durava 40 giorni. Esistevano già i regolamenti di salute pubblica.  Lentamente il degrado si impossessò dell’edificio… Subito dopo la seconda guerra mondiale venne adibito a ostello per gli sfollati.. ed e’ ormai consolidata l’opinione che  da li’ nacque un nuovo quartiere… quello di Sant’Elia appunto.

Poi e’ storia recente.. oggi ospita manifestazioni culturali di vario genere  e  attività di ristorazione. Nel suo piazzale si passeggia con le famiglie, ci si trova, e altro ancora. Lo spettacolo del mare che si apre dona al visitatore un’immediata sensazione di libertà e il tramonto  regala veramente un’emozione particolare.

Ma purtroppo al momento anche questa è storia, o quasi. La triste attualità è che oggi tutto è limitato e che il rinnovato splendore del luogo si trova rinchiuso nella nuova campana della pandemia COVID 19, tutto si e’ dipinto di malinconia.

E allora pensi che la storia si ripete e il Lazzaretto può oggi essere assimilato agli ospedali Only-Covid e che i regolamenti dei Savoia possano essere associati nella mente ai recenti DPCM del Governo o alle disposizioni della Regione.

La Sardegna è sopravvissuta nei secoli  a molte epidemie dalla peste alla malaria, la sua insularità che a volte o quasi sempre ha rappresentato un elemento negativo e ostativo, ma nel caso della malattia l’ha sempre difesa dal contagio o almeno ne ha limitato i danni.

Il Lazzaretto e’ ancora qui, immobile, quasi indifferente … ricordandoci chi è stato ma anche come si è trasformato… non più luogo di dolore ma diventato meta di ritrovo e svago e loisir, direbbero i francesi.

Spetta a noi una volta superato il Covid,  ritornare a vivere compiutamente, a rientrare in una normalità che  oggi si e’ trasformata in  incomprensibile straordinarietà, in un innaturale sovvertimento di valori e di abitudini .  Dovremo ripensare al nostro mondo in termini di ambiente, qualità della vita e sostenibilità.. pensando che siamo pur sempre uomini, curando un po’ di più il benessere vero della popolazione a dispetto di un freddo PIL. Fossi un politico rileggerei il discorso di Kennedy che mi piace qui richiamare brevemente.

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.  “e ancora …” Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta…. Etc

Se terremo bene a mente questo piccolo grande pensiero, a dire il vero sempre superficialmente dimenticato,   non possiamo più sbagliare nella programmazione economica, sociale e nelle scelte politiche che devono guardare  per essere veramente sostenibili  all’Uomo e ai suoi reali bisogni, e all’ambiente che ci circonda.

E allora sì che torneremo a passeggiare con le nostre famiglie, a parlare con gli amici  ad ammirare i tramonti  e a vivere all’ombra del Lazzaretto serenamente. A vivere veramente  i nostri luoghi con più fiducia nel futuro.

Cagliari è una città bellissima che deve essere vissuta totalmente e che deve riappropriarsi di tutti i suoi luoghi, taluni  in forte degrado, veri “relitti” urbani che navigano o sono sepolti dall’indifferenza politica  e che invece potrebbero rappresentare risorse importanti da valorizzare per le esigenze del popolo e anche per dare vigore e sostegno a una economia locale e regionale asfittica.

Facciamoci contagiare… ma dal buon senso e dalla voglia di fare e di far crescere la nostra Isola, socialmente, culturalmente ed economicamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *