Gennaio 17, 2021

Ma c’è tanta sofferenza nell’isola

In politica chi prova a dare una spallata di solito si fa male e rende più tonico il bersaglio. Infatti, nei Paesi dove c’è la sfiducia costruttiva, insieme al documento bisogna presentare il nuovo premier e i nomi della maggioranza che lo sostiene. Se no, meglio niente.

Christian Solinas

Forse anche per la Sardegna sarebbe stato meglio niente, anziché un lungo dibattito in Consiglio regionale sulla vicenda della riapertura delle discoteche l’estate scorsa, che non ha aggiunto niente (appunto) a quello che già si sapeva. L’opposizione, spinta da un Massimo Zedda sempre alla ricerca di spazio, è rimasta con i suoi voti in mano, anzi non è riuscita a portare a casa nemmeno quelli, mentre la maggioranza ha fatto il pieno. Palla al centro.

Massimo Zedda

Dispiace però che, per buttarla in “caciara”, come dicono a Roma, la minoranza si sia prestata al rilancio su scala nazionale di uno sputtanamento che la Sardegna non meritava ieri come non merita oggi. Oggettivamente, quando Solinas aprì le discoteche per ultimo e poi le chiuse per primo, la Sardegna era la Regione migliore d’Italia in rapporto a tutti i parametri Covid.

E, nostante la presenza di turisti, ben poco a paragone non solo della riviera romagnola ma anche delle masserie del Salento, dei Navigli o di Trastevere.C’è così tanto da fare (purtroppo) e così tanta sofferenza nella nostra terra, piuttosto che mischiare “il nulla col niente”.

In copertina il Presidente del Consiglio Regionale Michele Pais

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