Gennaio 17, 2021

Mediazione, Gestione dei conflitti e pandemia Covid-19_di Antonello Caria

Questo il tema al centro del confronto del V° Congresso Internazionale organizzato in modalità a distanza dall’Università di Cagliari nell’ambito della rete Cuemyc (Conferencia Universitaria International para el Estudio de la Mediacio’n y el conflicto)

Sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri; del Presidente del Senato; del Presidente della Camera dei Deputati; dell’Autorità Nazionale Anticorruzione; del Comune di Cagliari; della Camera di Commercio e di tantissime altre importanti Istituzioni pubbliche e private, martedì 17 novembre u.s., nell’ambito delle attività di studio e ricerca scientifica in materia di mediazione e risoluzione stragiudiziale dei conflitti, ha avuto inizio il V Congresso Internazionale organizzato e promosso, in modalità a distanza,  dall’Università di Cagliari che, al pari di numerose altre università straniere, aderisce alla rete Cuemyc (Conferenza Universitaria International para el Estudio de la Mediacio’n y el conflicto).

Maria Del Zompo Rettrice dell’Università degli Studi di Cagliari

Purtroppo, quest’anno la pandemia causata dalla diffusione del corona virus ha impedito ai relatori, ai docenti, ai professionisti, agli studiosi e ai maggiori esperti di tutto il mondo in materia di mediazione e gestione dei conflitti di potersi incontrare in questo capoluogo, ma l’emergenza epidemiologica non è riuscita comunque ad impedire all’Università di Cagliari di organizzare questo importante appuntamento internazionale, durato ben tre giorni, nel corso del quale sono state presentate e discusse interessanti e dettagliate relazioni sul tema “Mediazione, Gestione dei conflitti e pandemia Covid-19”.

Essid abdelaziz premio Nobel per la pace 2015

E così, attraverso numerosissimi collegamenti in videoconferenza, il mondo accademico anche quest’anno si è potuto dare appuntamento, seppur in modalità a distanza, per condividere, con grande generosità e passione, un immenso patrimonio di conoscenze scientifiche e culturali in materia di mediazione e gestione amichevole dei conflitti. Per potervi dare un’idea anche in termini di grandezze e distanze, vi preciso subito che stiamo parlando di una rete accademica internazionale, nata nel 2012, oggi composta da oltre 50 università spagnole e da numerose università europee e americane.

 Leticia Valleluenga  Presidente Cuemyc (Conferencia Universitaria International para el Estudio de la Mediacio’n y el conflicto).

Nel corso del convegno internazionale si sono confrontati quasi duecento relatori, appartenenti a un centinaio di atenei, dislocati principalmente nel bacino del Mediterraneo e nell’America Latina. Altrettanto significativa è stata la partecipazione di magistrati, esperti e titolari di cariche istituzionali che hanno animato il dibattito ed il confronto davanti ad una numerosa e attenta platea virtuale di studenti e di tanti professionisti italiani e stranieri interessati alla materia.

Giacomo Cao, Presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna, collabora con la Agenzia Spaziale Italiana Agenzia spaziale europea e con la NASA di Houston nel progetto Cosmic
e nel progetto small Mission to MarS.

Con un approccio interdisciplinare aperto all’innovazione, sono state trattate le principali novità e prospettive di sviluppo della mediazione, ormai ritenuto dai maggiori esperti della comunità di studio internazionale un indispensabile e moderno strumento di risoluzione stragiudiziale e amichevole delle controversie capace di raggiungere accordi conciliativi da applicare nei vari ambiti pubblici e privati dei conflitti: familiare, civile, commerciale, amministrativo e penale.

Professor Carlo Pilia, presidente del comitato scientifico del convegno, grande tessitore di questa vastissima rete di mediatori europei e internazionali, in qualità di moderatore, nel dare inizio ai collegamenti congressuali, ha ceduto subito la parola al Rettore dell’Università di Cagliari, prof.ssa Maria del Zompo, che ha inaugurato l’apertura dei lavori. Nel suo autorevole intervento, il Rettore ha ricordato a tutti i partecipanti, in collegamento da numerose altre parti del mondo, che proprio quest’anno l’ateneo cagliaritano ha celebrato i 400 anni della sua fondazione. Correva, infatti, l’anno 1620 quando Filippo III di Spagna faceva nascere l’’Università degli studi di Cagliari. Nel rievocare il ruolo storico svolto nel corso dei quattro secoli dall’ateneo cagliaritano e le comuni radici spagnole con i relatori in collegamento dalle altre diverse università della Spagna, il Rettore ha poi precisato che il V Congresso internazionale ha rappresentato una importante occasione convegnistica che ha consentito all’ Università di Cagliari di poter consolidare il suo ruolo internazionale di centro di ricerca, formazione e divulgazione scientifica da tempo svolto nel campo della mediazione e della gestione amichevole dei conflitti, grazie anche alla centralità che essa occupa nel bacino del mediterraneo.

La parola è passata poi, per un breve intervento di saluto, al Professor Giacomo Cao, Direttore del Dipartimento di Ingegneria meccanica dell’Università di Cagliari e Presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna. Esperto coordinatore a livello internazionale di avanzati progetti di ricerca scientifica e tecnologica che trovano proprio qui in Sardegna le loro basi di elaborazione e studio, professor Giacomo Cao oltre a collaborare con la Agenzia Spaziale Italiana e con la NASA di Houston nel progetto Cosmic e nel progetto small Mission to MarS, dal 98 si occupa di studi di materiali in assenza di gravità per progetti dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Dopo aver portato i saluti di tanti altri importantissimi centri di eccellenza scientifica e tecnologica, in seno ai quali riveste un importante ruolo di direzione e coordinamento, il professor Giacomo Cao ha dichiarato la propria disponibilità a fornire un adeguato e concreto contributo di fattiva collaborazione impegnandosi a far sì che i mediatori della rete europea e internazionale possano riuscire a dotarsi in tempi brevi di una specifica e condivisa piattaforma digitale in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza di studio, formazione e ricerca a distanza.   

Al termine degli interventi di saluto da parte dei numerosi appresentanti di alte istituzioni pubbliche e di diversi ordini professionali si è passati ad ascoltare gli interventi dei relatori del convegno. Il primo intervento è stato riservato al celebre avvocato tunisino Essid AbdelAziz, premio Nobel per la pace 2015, che ha illustrato e argomentato la sua tanto attesa quanto appassionata relazione “Dialogo per la pacificazione dei conflitti”. Il premio Nobel per la pace si è anche soffermato sul ruolo svolto dall’avvocatura quale presidio di legalità e tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, evidenziando come questi purtroppo, ancora oggi, vengono troppo spesso violati e minacciati da guerre non volute e da regimi oppressori, come accade, ad esempio, in luoghi a noi molto vicini, nel difficile e intricato “caso Libia”. Altro importante contributo ai lavori lo ha offerto la Presidente della Cuemyc (Conferencia Universitaria International para el Estudio de la Mediacio’n y el conflicto), prof.ssa Leticia Villaluenga, che ha incentrato il suo ricco e interessante intervento sulla collaborazione sinergica tra università e società nella costruzione dei sistemi di gestione pacifica dei conflitti, ponendo la sua attenzione sulla necessità avvertita da tutto il territorio, e da ogni sua singola componente produttiva, sociale e istituzionale, di poter acquisire le conoscenze sviluppate nell’ambito dei processi di ricerca scientifica. Il Presidente del Comitato scientifico del Convegno internazionale, prof. Carlo Pilia, nella sua brillante relazione ha evidenziato che, in considerazione anche del particolare momento di emergenza epidemiologica da covid-19, la responsabilità sociale nella mediazione dei conflitti non dovrebbe essere imputata solo ed esclusivamente in capo alle istituzioni pubbliche, ma appare sempre più indispensabile, oggi più che mai, che essa venga  declinata anche dalle imprese e dai cittadini per contribuire a realizzare una sostenibile gestione della conflittualità in grado di garantire una maggiore coesione e giustizia sociale.

Il diverso approccio culturale e metodologico ha riguardato anche le nuove modalità di mediazione da applicare per gestire la conflittualità sociale nelle organizzazioni e nelle dinamiche relazionali della comunità, completamente uscite stravolte nei loro schemi tradizionali per gli effetti invasivi prodotti dalle misure sanitare adottate in via straordinaria per contenere e contrastare il Covid-19.

Per quanto riguarda la prospettiva universitaria, come ha ribadito il professor Carlo Pilia, si continua a lavorare con il massimo impegno per costruire un alto profilo formativo ed una eccellente competenza professionale della figura del mediatore internazionale, anche sviluppando, unitamente agli studenti delle altre università che aderiscano alla rete Cuemyc (Conferenza Universitaria International para el Estudio de la Mediacio’n y el conflicto), progetti europei in tema di partecipazione e responsabilità attiva, coesione e inclusione sociale.

La crisi pandemica si è abbattuta in maniera devastante non solo sul sistema produttivo e sociale, ma anche sugli istituti e sui meccanismi di tutela giuridica e legale, sia stragiudiziali che giudiziali. Per entrambi, si pone l’esigenza di profondi cambiamenti di funzionamento e organizzazione, a cominciare dall’utilizzazione delle tecnologie a distanza.

Alla luce di questa nuova ondata di emergenza, non solo sanitaria, la mediazione diviene, quindi, sempre più necessaria e costituisce uno strumento giuridico multidisciplinare che consente, in relazione ai diversi livelli e aree di intervento, una più efficace ed economica gestione del sempre più complesso conflitto sociale. Per questo, il mondo accademico con il sistema produttivo e dei servizi pubblici devono declinare la mediazione come processo partecipativo di crescita e sviluppo sociale, specie per le fasce di popolazione più emarginate e più in difficoltà.

In copertina Carlo Pilia, Presidente del Comitato scientifico del convegno

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