Gennaio 22, 2021

Questa o quella per me pari sono_di Edoardo Scarpetta

“Questa o quella per me pari sono” Recitava una aria  del Rigoletto. E come non citare Verdi in un articolo su Parma, la città del granducato, vera capitale “in” dell’Emilia negli anni 80-90,  periodo di boom per la città, dell’espansione di Parmalat, la Parma del Saper Vivere, del festival verdiano ma anche del Tardini, uno stadio che racconta la storia di una squadra che ha subito due rifondazioni, la prima negli anni 70, la seconda più clamorosa nel recente passato, nel 2015 dopo il fallimento della società dell’imprenditore bresciano Gherardi, solo un anno prima del sesto posto con Antonio Cassano, ultimo sogno  con la qualificazione incompiuta del 2014 alle competizioni europee.  La storia del Parma si collega in un fil rouge a volte complicato con la storia dei Tanzi.

Ma la storia del Parma e’ fatta anche di eventi e campioni , di successi in campo nazionale e internazionale , passati alla storia del Calcio. Tra le storie più belle vi e’ da raccontare quella del nostro Gianfranco Zola.

Rifondata praticamente dal nulla,  dalle polveri delle carte del Tribunale, partendo dalla serie D, come un’araba fenice oggi la ritroviamo in pochissimo tempo a ricalcare il palcoscenico della serie A.

La partita di ieri e’ finita 0-0, in una sera  quasi svogliata e inconcludente. 

Ci sarebbero diverse occasioni da raccontare, ci sarebbe da elogiare il solito C-Ragno, ci sarebbe da capire il perché della formazione iniziale del Cagliari poi corretta in corsa… ma oggi voglio credere che il Cagliari di Parma abbia preso una boccata di ossigeno, in questo periodo di costante convalescenza.

Un mio amico giornalista di via Solferino, di tanti anni fa a Milano, mi disse che ci sono 0 a 0  diversi dagli altri e che non si deve poi alla fine guardare il risultato, ma come è andata la partita.

Bene, allora si può affermare che un punto a Parma è comunque prezioso, ma si poteva fare di più 

Una volta quando da Milano ci spostavamo al Tardini ci fermavamo prima della partita in Piazza Garibaldi per mangiare o meglio degustare il gnocco fritto con il locale prosciutto Doc, un vero piacere della gola, ci ripetevamo “oggi un pari andrebbe di lusso”, “speriamo di pareggiare”, “questi sono proprio forti”.  Dopo una passeggiata al parco Ducale si entrava allo stadio… Oggi non è più così sotto tanti aspetti.

Di fronte avevamo sicuramente una squadra alla nostra portata ma pericolosa, composta da giocatori interessanti su cui spiccano Gervinho e Kucka, la coppia offensiva che ci farà soffrire in marcatura , ma anche un nostro ex Bruno Alves, che fu il Godin di un tempo del recente passato  che fu. 

Una squadra ben organizzata da Liverani, più volte accostato al Cagliari, quando si parlava della sostituzione di Maran. Poi non se ne fece più nulla.  Il Cagliari parte con una formazione che sorprende soprattutto nell’inserimento di Cerri dall’inizio. Atteso e scontato il rientro di Nandez dal primo minuto. Il tentativo Cerri finisce a partire dal secondo tempo, infatti entra Simeone e da segnalare il rientro di Ceppitelli  al posto del giovane difensore polacco Walukiewicz che ormai è diventato titolare fisso e che interessa molti club inglesi.  Buon ritmo, occasioni da goal interessanti per il Parma soprattutto ma anche un paio per il  Cagliari potevano trovare miglior sorte,  rossoblu più attivi  nel secondo tempo, un goal correttamente annullato ai gialloblu per fuorigioco, qualche palpitazione… 

Ma poi  si chiude in un pareggio a reti inviolate nella caratteristica foschia della Parmigiana… “Questa o quella per me pari sono” riecheggia… e anche se nelle discussioni del pre-partita si ipotizzava anche un cagliari corsaro a Parma per la posta piena, ci portiamo a casa un pari che fa classifica in uno stadio difficile per tutti.  

Una volta si rientrava a casa passando dalla via Emilia , oggi si spegne mestamente la tv!

SEMPRE FORZA CAGLIARI. 

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