Maggio 6, 2021

Di Natale…l’Udinese!_di Edoardo Scarpetta

A quelli un po’ più maturi e appassionati di calcio non può sicuramente sfuggire l’associazione tra il nome di una squadra, l’Udinese, e quello che per molti anni e’ stato il suo gioiello offensivo e vero leader e uomo squadra, Di Natale. Dodici anni di militanza nella squadra bianconera,  sempre al top, buona presenza in  nazionale, un vero campione  in terra friulana, esempio dentro e fuori dal campo. Senza sembrare irriverenti, il Gigi Riva dell’Udinese, la bandiera.

A quelli ancora più maturi invece all’Udinese si associa il nome del grande Zico, breve ma intensa parentesi carioca nella storia del calcio italiano, e per i tifosi del Cagliari quello di Franco Selvaggi, una perla offensiva che ha dato un grande contributo ai fasti del calcio rossoblu e di Andrea Carnevale che  è  oggi dirigente dell’udinese, e, spesso lo dimentichiamo, giocò con noi all’inizio degli anni 80.

Enzo Bearzot con Paolo Rossi.

Friuli terra di allenatori con grinta tra i quali spiccano e meritano un posto d’onore,  l’indimenticabile Bearzot, proprio oggi  21 dicembre nel 2010 ci lasciò, e  il grande Nereo Rocco.

Come non ricordare quindi l’Udinese del patron Pozzo, che nel tempo ha creato una vera e propria multinazionale del calcio e si è costruito  in tempi record anche un vero  stadio, e che manca tuttora alla nostra città. D’altronde una partita, usando una metafora matematica, non e’ altro che una derivata presente del passato delle squadre in campo. Certo oggi sono squadre con dei talenti ma che ancora si devono fare spazio nel calcio. Oggi parliamo di media classifica. Si sono molto rinnovate nel recente passato e quindi devono necessariamente scontare l’abituale periodo di rodaggio.

Un vero giornalista non deve mai personalizzare… ma io invero sono un dilettante e questo mi consente tante cose tra cui quelle di ricordare un mio grande amico che oggi non è più, Stefano, grandissimo e orgogliosissimo tifoso dell’Udinese.

Stefano era una gran bella persona… ma lo ricordo perché ognuno di noi ha sempre qualche amico che tifa per quella squadra o per l’altra. L’amicizia però  termina temporaneamente scherzosamente davanti al pallone e riprende, quando prendi falsamente coscienza, che il calcio è solo uno sport.

In occasione degli scontri con l’Udinese il lunedi’ era di solito il giorno della nostra “analisi tecnica” della partita e si faceva nell’ora di pranzo. E quale miglior interlocutore di un grande tifoso competente, equilibrato (anche se i tifosi non lo sono quasi mai), intelligente della squadra avversaria, come te? In più mi piace ricordare che hai sempre parlato bene della nostra terra, in tutte le occasioni, pur rivendicando con forza senza ipocrisia, come giusto che sia, le tue origini.

 Caro Stefano, oggi il pari sta bene a tutti e due ma tu mi diresti… certo che il Cagliari non le sa proprio “uccidere” le partite. Statisticamente, e tu eri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e quindi te ne intendi, il Cagliari con l’Udinese ha avuto vita sempre difficile perché i Friulani sono gente dura, che lotta sino alla fine .

Partita sempre aperta infatti , di buona intensità, ma per il Cagliari  un ennesimo pareggio. Ottimo rientro di Godin ma attacco da registrare.

Mentre con il Parma potevamo dire un punto d’oro, qui possiamo tranquillamente dire, da tifosi,  due punti persi… sempre d’oro. Soprattutto se ripensiamo alla immensa occasione da rete del Cholito proprio alla fine della partita.

AI più i cambi del secondo tempo del nostro allenatore sono sembrati azzardati, invece hanno comunque dato nuovi spunti a una squadra che fa fatica ad imporsi in modo netto sugli avversari.

Purtroppo il calcio è fatto di episodi e i risultati sono importanti. Scivoliamo al tredicesimo posto, però  la strada è ancora molto lunga. Certo è fondamentale trovare la via di uscita da questo “filotto” di pareggi, che nella classifica dei tre punti possono condannare il campionato all’anonimato, anche se muovono pur sempre la classifica.

L’Udinese se l’è giocata con uomini di qualità,  e anche noi, ma ancora una volta facciamo la figura dei buoni samaritani che si accontentano.

Sarà un Natale diverso, una Natale complicato. Questo maledetto Covid ci sta rubando anche il Natale ma noi saremo più forti e alla fine vinceremo noi, riappropriandoci gradualmente, con intelligenza e pazienza, con responsabilità, della nostra vita e dei nostri affetti

Riprendiamoci la vita e sempre forza Cagliari!

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