Gennaio 22, 2021

Il 2020 del Cagliari: più ombre che luci nell’anno del centenario, ma anche qualche elemento di speranza_di Fabio Salis

L’anno del centenario del club rossoblù è stato un appuntamento atteso con trepidazione sia dalla società che dai tifosi e in calendario sarebbero dovuti essere previsti diversi eventi per festeggiare la storica ricorrenza della fondazione della società e anche del cinquantenario della storica conquista dello Scudetto da parte dei ragazzi guidati da Manlio Scopigno.

Tuttavia l’emergenza sanitaria ha costretto il club di Tommaso Giulini a rivedere ampiamente i piani, rimandando tutti gli appuntamenti all’anno venturo, nella speranza che la pandemia possa allentare la sua morsa. Questo si è rivelato quasi come un beffardo segno del destino, in quanto questo 2020 è stato un anno tutto tranne che memorabile anche per ciò che concerne i risultati sul campo della squadra: nel corso dell’anno solare i ragazzi prima di Rolando Maran, poi di Walter Zenga e infine di Eusebio Di Francesco hanno raccolto pochissime vittorie (appena 6 su 35 partite giocate di campionato) e punti (appena 30 in totale). In Serie A ha fatto peggio soltanto il Torino, che occupa l’ultimo posto in classifica nell’attuale campionato.

L’annata si è aperta il 6 gennaio con la sconfitta per 0-4 rimediata all’Allianz Stadium contro la Juventus e si è chiusa con il K.O. di mercoledì scorso all’Olimpico di Roma, dove i rossoblù hanno ceduto ai giallorossi di Fonseca con il punteggio di 3-2.

Il 2020 si è portato via con sé anche i sogni europei del Cagliari: i 29 punti conquistati nel girone d’andata dello scorso campionato, frutto di ottime prestazioni e di una costanza di risultati che non si vedeva dai tempi in cui al timone della squadra c’era un certo Massimiliano Allegri, avevano caricato l’ambiente di un certo ottimismo in vista dell’anno nuovo, ma purtroppo il “giocattolo” di mister Maran ha finito di rompersi dopo che già nelle ultime gare del 2019 aveva mostrato qualche scricchiolio. Fatale per il tecnico trentino la sconfitta rimediata il 1^marzo alla Sardegna Arena contro la Roma, in quella che tra l’altro, altro segno del destino, è stata l’ultima partita in assoluto giocata in Serie A con uno stadio aperto totalmente al pubblico, prima che la morsa del Coronavirus colpisse con decisione anche la nostra isola e portasse alla sospensione del campionato. Nelle restanti gare della scorsa stagione, tutte giocate senza il prezioso supporto del caloroso tifo cagliaritano, i ragazzi guidati dal nuovo tecnico Zenga hanno tenuto botta portandosi a casa una salvezza tranquilla, ma senza più tornare ai fasti della prima parte del campionato e con la vittoria in casa contro la Juventus che è stata una delle poche note di rilievo.

Quest’estate è andata in scena un’importante rivoluzione con l’addio al DS Marcello Carli, protagonista decisivo nella rocambolesca salvezza del 2017/2018, e l’arrivo al suo posto di Pierluigi Carta, tornato alla base dopo l’esperienza all’Olbia, ma soprattutto lo sbarco ad Elmas del nuovo tecnico Eusebio Di Francesco, desiderato tantissimo dalla proprietà e dal nuovo direttore sportivo. Con l’ex allenatore della Roma si è deciso di aprire un progetto a lungo termine, incentrato su un tipo di calcio propositivo e volto alla valorizzazione dei giovani. Se in queste prime quattordici giornate dal punto di vista del gioco si è visto a sprazzi qualcosa di interessante, dall’altro lato i risultati ottenuti, soprattutto nell’ultimo periodo, indicano che la strada da fare è ancora tanta per cercare di imprimere una svolta all’attuale stagione in cui il Cagliari ha ottenuto in media un punto a partita (14 punti in altrettante giornate).

Se quest’anno si è chiuso mestamente, così come si era aperto, è comunque doveroso cercare di guardare al futuro con fiducia, ripartendo da alcuni elementi positivi che il 2020 ha dato al club: Joao Pedro ha confermato di essere il punto fermo del reparto offensivo, fornendo un rendimento molto positivo sia a livello di prestazioni che di reti realizzate; il “cholito” Simeone, a parte l’ultimo periodo post-covid, ha evidenziato una grande crescita e sarà sicuramente una carta da giocare fondamentale da qui a fine stagione; il rilancio di Cragno e Pavoletti dopo i rispettivi infortuni e il lancio di giovani come Walukiewicz, Carboni, Zappa e Sottil che faranno sicuramente tanto parlare di sé in futuro sono due elementi che fanno guardare al futuro con un pizzico di ottimismo. Inoltre, se da un lato il mancato ritorno di Radja Nainggolan ha destato quest’estate la perplessità dei tifosi (in attesa magari di un colpo di scena nella finestra di calciomercato che si aprirà a breve), dall’altro non si può non essere felici della permanenza del giocatore tutto cuore e polmoni, Nahitan Nandez, e dell’arrivo di un campione come Diego Godin che sta fornendo tutta la sua esperienza al reparto arretrato, nella speranza che nel 2021 il reparto riesca a mostrare più solidità.

Inoltre in questo contesto, nonostante i mancati introiti di abbonamenti e dei biglietti delle partite, il bilancio societario è solido, nella speranza che il più presto possibile si possano nuovamente vedere i supporters colorare di rossoblù gli spalti della Sardegna Arena ed esultare dopo un gol.

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