Gennaio 22, 2021

Miseria e nobiltà_di Edoardo Scarpetta

Miseria e Nobiltà…. direbbe il mio illustre “quasi” omonimo  Eduardo Scarpetta, come non ricordarlo, ma lui era il Re della commedia napoletana, un autore veramente importante del patrimonio culturale italiano  e padre dei  più famosi( per i nostri tempi)  Eduardo de Filippo, con i fratelli Peppino e Titina. Figli  che nacquero da una relazione lunghissima e all’epoca quasi scandalosa e illegittima  e  quindi mai perfezionata con il matrimonio con Luisa de Filippo, nipote della moglie).

Ma qui dobbiamo parlare di calcio e allora dobbiamo ammetterlo,  Il Napoli oggi ha dominato e c’e’ ben poco da commentare. L’arbitro può aver commesso qualche errore veniale ( come l’espulsione di Lykogiannis un po’ affrettata  per il tifoso , ma non sicuramente decisivo). 

L’ acquisto di Radja Nainggolan ci ha dato in settimana   forse qualche speranza in più e ci ha riportato un po’ di sorriso , ma la sconfitta di oggi suggerisce o meglio urla con forza che ci  vuole molto di più.  L’ingranaggio è debole , falcidiato da infortuni e Covid, e non si riesce a capire come Di Francesco possa uscire da una situazione abbastanza critica, se non con nuovi innesti.  Il mercato non è ancora ufficialmente  aperto ma per ora si parla solo di cessioni come quella di Pavoletti e di sfoltire la rosa… forse il focus andrebbe posizionato di più  su come rinforzare tutti i reparti che appaiono indeboliti  per evitare e lo dico senza problemi, il peggio .

L’infortunio di Rog ha sicuramente peggiorato la situazione e oggi si è visto. Non voglio svilire l’impegno dei nostri giocatori ma il Napoli ha dimostrato in tutta la partita di essere di altra categoria e di poterla controllare agevolmente , ma non vi posso nascondere che il goal di Joao Pedro ha rappresentato per qualche secondo l’illusione  di riprendere in mano la partita . Anche oggi l’asse Cragno – Joao Pedro ha funzionato ma non è bastato

Cagliari Napoli non è più una partita, per il tifoso del Cagliari rappresenta di più, dai tempi di quel Cagliari Piacenza giocata in campo neutro al San Paolo, dove migliaia di Sardi accompagnarono la squadra e tornarono mille volte delusi. Dal risultato del campo ma anche dall’ambiente che li accolse a Napoli, dove alla fine il pubblico residente  fece notare una indiscutibile preferenza per il Piacenza. Ci fu a mio avviso una spirale di incomprensioni che generò poi conseguenze e recriminazioni che ancora oggi sono attualità per chi visse quell’esperienza e mando all’aria Il gemellaggio implicito o quantomeno  l’amicizia e la simpatia  tra le due tifoserie che finì  con quella partita , il 15 giugno del 1997 .Da allora le sfide con i Partenopei rappresentano insieme a quelle con la Juve le piu’ attese  e sentite del Campionato per i tifosi del Cagliari

Certo l’Eduardo Scarpetta si stupirebbe che un Edoardo Scarpetta nel 2021 possa tifare il Cagliari e non il Napoli  e mi rimproverebbe con un “ Ue’ Guagliò Stai a pazzià” e poi mi  direbbe comunque  “che la vera miseria è la falsa nobiltà” e su questo bisogna concordare con lui .  Per tirarci fuori da questo , forse inatteso pantano solo qualche giornata fa , bisogna tornare ad essere umili.  La Nobiltà , quella vera , quella della passione , del sacrificio , dell’ impegno, del lavoro è fatta di questo .  Noi non siamo invero né miseri né nobili , ma dobbiamo necessariamente riprendere il cammino a testa alta , come il Cagliari sa e può fare ! Dobbiamo però tornare a fare punti . E’ una necessità.

Il povero Giuseppe in Miseria e Nobiltà continuava a ripetere “ Vincenzo  m’e’ padre a me” , ma non era suo padre e allora io mi chiedo e vi chiedo:  

“Ma questo Cagliari è veramente il figlio voluto da Eusebio (Di Francesco) ?”

Oggi ho  rinunciato volutamente alla cronaca , quella di tante partite non giocate a pieno  e chiudo con questa frase dello Scarpetta che sapeva scrivere bene e scriveva alla fine della commedia:

“Torno nella miseria , però non mi lamento ; mi basta sapere che il pubblico è contento”

Io invece scrivo

“ Non voglio Tornare  nella miseria , per questo  non mi accontento ; e mi basta sapere che il pubblico sarà contento “

E’ giunto il momento di dire che vogliamo di più, che ci attendiamo di più ! Per poter poi dire come Don Gaetano  : “ Brindo alla salute di questa bella nobilità”

 Voglio chiudere in un altro modo

“ chi ha avuto avuto avuto , chi ha dato ha dato ha dato,

scurdammoci ‘o passato”

Lasciamo il passato alle spalle e ricominciamo,

perché come diceva il mio amico napoletano “ O munno è na’ rota, pigliammo ‘o minuto che sta pe’ passà “ ,  e che  questo minuto  sia  speso per  capire come arginare l’attuale  crisi di risultati  e di gioco,  per fare in modo che la ruota giri a nostro favore

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