Gennaio 22, 2021

Padel, che passione! In crescita a Cagliari il numero di campi e appassionati della disciplina_di Fabio Salis

Il 2020 è stato un anno di transizione che ha portato con sé, a causa dell’emergenza pandemica, numerosi stravolgimenti e restrizioni che hanno rivoluzionato la nostra vita quotidiana, anche quella sportiva. Se da un lato l’emergenza Coronavirus sta costringendo gli sportivi amatoriali e dilettanti a tenersi momentaneamente lontani dalle palestre e dagli sport di contatto e di squadra, come il “classico” calcetto con gli amici, dall’altro non si può negare che la pandemia sia uno dei fattori che sta facendo “da volano” alla passione per una disciplina (compatibile con il distanziamento sociale), peraltro già in grande crescita anche a Cagliari e hinterland, che aveva fatto il suo ingresso in città per la prima volta nel gennaio del 2018 nei campi della Ferrini Cagliari.

Lo scorso anno il capoluogo sardo ha tra l’altro ospitato una tappa del World Padel Tour e la “Cupra FIP Tour 2020”, due dei circuiti mondiali che riuniscono i migliori atleti della disciplina.

Ad oggi le strutture che ospitano campi nel capoluogo sardo sono 8, con 23 campi in totale, e questo sport va diffondendosi in maniera talmente capillare che trovare un campo da prenotare sta diventando un’impresa più difficile, soprattutto in orario pomeridiano, e spesso per poter giocare occorre muoversi con largo anticipo. I tesserati ai circoli cittadini del padel sono attualmente circa un migliaio e le persone che occasionalmente si dilettano in questo sport sono almeno dieci volte tanto.

Nato alla fine degli anni Sessanta su invenzione del messicano Enrique Corcuera che ebbe l’idea di considerare le pareti come parte del campo di gioco del paddle tennis, disciplina da cui il padel trae le proprie radici, questo sport risulta uno dei più popolari nel Sud America, in particolare in Argentina, e in Spagna, nazioni nelle quali vi sono milioni di giocatori amatoriali e anche numerosi campioni di livello mondiale.

A padel si gioca in campi che misurano 20 metri in lunghezza e 10 in larghezza, separati al centro da una rete, e ogni incontro si apre con la battuta da effettuare dietro la riga del servizio, facendo prima rimbalzare la palla al suolo. Se da un lato il calcolo del punteggio è pressoché identico a quello del tennis, dall’altro la racchetta è differente perché è più piccola di dimensioni e non ha corde, ma è formata da una serie di buchi nella parte centrale. La differenza più sostanziale rispetto al tennis consiste tuttavia nella presenza di pareti in plexiglass nei quattro lati del campo che sono considerate parte integrante del gioco e che il giocatore può sfruttare per far rimbalzare la palla ai fini del punteggio.

A partire dagli anni Novanta il padel è sbarcato anche in Italia, in particolare in Emilia Romagna, ma nel nostro paese ha cominciato a vivere un boom negli ultimi sette anni, a partire dai circoli sportivi romani, per poi diffondersi gradualmente in tutto il territorio nazionale e anche nella nostra isola. Ora addirittura sono sempre di più le strutture che hanno deciso di convertire gran parte dei terreni di gioco da calcio a5 in campi in cui giocare a padel, complice anche la pandemia che ha costretto a rivedere il business delle varie società.

Le ragioni del successo di questa disciplina risiedono nel fatto che si tratti di uno sport alla portata di chiunque (uomini, donne, bambini, adolescenti, anziani), in cui ci si diverte facendo del sano movimento, ed è praticabile da quattro giocatori. Inoltre dal punto di vista economico è alla portata di tutte le tasche. Il costo per il noleggio di un campo per un’ora e 30 minuti varia dai 6 agli 8 euro a testa a cui bisogna aggiungere, qualora non la si possieda, il costo di 2 euro per il noleggio della racchetta. A Cagliari, così come nelle altre città italiane, ci sono anche sportivi che si affidano a degli istruttori per giocare a padel con tariffe che si attestano sui 30 euro per un’ora di lezione.

Un altro punto di forza per nulla trascurabile della disciplina, specie in tempi come questi di contatti sociali limitati, è quello della socialità: sono numerose le occasioni in cui tra giocatori ci si conosce per la prima volta appena si arriva al campo, con la concreta possibilità di stringere amicizie. I vari circoli hanno aperto le proprie chat di WhatsApp in cui gli appassionati hanno la possibilità di comunicare attraverso i messaggi con i gestori dei campi o tra di loro per organizzare tornei, partite o cercare partecipanti all’ultimo momento. Un altro fattore che sta parzialmente contribuendo alla maggiore notorietà del padel è la passione dei personaggi del mondo dello sport, del giornalismo e dello spettacolo per questa disciplina: per citarne alcuni “di casa nostra” le bandiere del Cagliari Andrea Cossu, Daniele Conti e anche l’attuale allenatore dei rossoblù, Eusebio Di Francesco, il quale nelle interviste non ha mai nascosto il suo forte interesse in merito.

A proposito del fenomeno padel abbiamo sentito ai nostri microfoni Claudio Cugusi, il presidente della società SSD Dopolavoro Ferroviario Cagliari che ha inaugurato, proprio alla fine del 2020, i nuovi campi di padel ubicati tra Viale La Playa e Via San Paolo: “nonostante la pandemia e il maltempo stiamo ottenendo tante soddisfazioni. Gli appassionati non mancano e quando finirà l’emergenza Coronavirus siamo sicuri che saranno ancora molti di più. Ogni giorno vengono una cinquantina di sportivi a praticare non solo il padel, ma anche lo Spartan OCR, un allenamento ad ostacoli da svolgersi all’aria aperta. Siamo soddisfatti non solo per aver concretizzato la nostra passione per lo sport, ma anche perché siamo una società che ha deciso di investire il budget per contribuire a ripulire e rilanciare un pezzo di territorio abbandonato che rappresenta la porta d’ingresso alla città per chi arriva dalla SS 195. Per il prossimo futuro organizzeremo il campionato sardo di quarta categoria di padel che sarà dedicato alla memoria del tennista, Angelo Murtas, che ha vinto tantissimi campionati negli anni Sessanta e Settanta. L’altro nostro obiettivo è quello di ospitare nella nostra struttura una fase del campionato italiano di OCR.”

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