Gennaio 22, 2021

Ci hanno fatto…Viola!_di Edoardo Scarpetta

“Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritrovai per una selva oscura,

Chè la diritta via era smarrita” 

Purtroppo non è solo il primo verso della Divina Commedia di Dante , fiorentino doc,  incipit del primo canto dell’Inferno, ma anche un’efficace sintesi dell’attuale situazione del nostro Cagliari, che a metà del campionato ( vita), si ritrova in piena zona retrocessione (selva oscura) e che al momento appare senza una guida precisa e senza grandi prospettive.( che la diritta via era smarrita)  Ma come Dante riuscì a uscire dai gironi infernali, anche noi speriamo che dopo un girone d’andata assolutamente povero di soddisfazioni per il viandante tifoso rosso-blu, ci possa essere un moderno Caronte o un Virgilio, uomo virtuoso come definito da Dante, che ci possa accompagnare al di là della crisi di risultati, almeno in un purgatorio accettabile. Ormai infatti il Paradiso è molto lontano e quasi irraggiungibile, ma ancora c’é tempo per rimediare a una stagione partita sotto i migliori auspici e che invece oggi ci vede tristemente lottare per restare in serie A. 

Firenze, accarezzata paternamente  dall’Arno, città di storia e cultura, città d’Arte per eccellenza,  come la definiscono a pieno titolo le guide turistiche, dopo essere stata la città che vide la partita che ci consentì di salvarci all’ultima giornata anni fa , oggi ci affossa e ci relega al momento  al 16° posto, quasi 17° posto,  a soli due punti dal baratro. Ma come detto siamo solo alla fine del girone di andata. E’ ancora presto per arrendersi!

E tutti noi speriamo che sia ancora valido il detto che “i cavalli buoni si vedono all’arrivo” e ci attendiamo quindi che vengano prese idonee contromisure per salvare la stagione. Act fast ( agire in fretta) direbbero gli americani, ma si deve avere coraggio di cambiare ( soprattutto la testa)  da parte di tutti .  Bisogna ritrovare la via, lo spirito giusto. 

Oggi va di moda un termine che ben si addice ai tifosi del Cagliari, la resilienza. Ma cosa significa  questa parola tanto importante nella moderna società:  in sintesi, nella sua versione psicologica, è  “la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.” E vale anche per  i gruppi e quindi calza a pennello per la squadra, e per i tifosi. 

In economia, e non solo, si è soliti dire che la resilienza è quello stato d’animo   atteggiamento mentale che consente non solo di superare l’evento ma anche di ribaltare il problema in opportunità. 

Il termine e’ stato “scomodato” per problemi ben più seri come quelli che tutti noi viviamo proprio in questo momento ma , senza apparire irriverenti,  lo usiamo anche per un Cagliari che deve trovare nuovi stimoli , motivazioni e deve fare necessariamente nuove scelte che possano invertire la direzione della famosa ruota che gira . E non mi riferisco esclusivamente alla guida tecnica. Molti giocatori oggi mancano all’appello, forse debilitati fisicamente e anche e soprattutto psicologicamente dal Covid fortunatamente superato .  Molte le mine sotto i piedi di Di Francesco , forse è stata una guerra preparata più sul generale che non sulla truppa. E per cortesia non tiriamo fuori il discorso della nuova caserma , intesa come nuovo stadio .

Oggi si deve dare priorità alla squadra , senza distogliere l’attenzione su progetti sicuramente importanti e ambiziosi, che la città richiede da molti anni ,  come al tempo del gruppo Facebook “Tifosi del Cagliari dateci lo stadio “ , di cui mi onoro di aver fatto  parte qualche anno fa,  ma che oggi passano in secondo piano , vuoi per l’attuale situazione di porte chiuse a tempo indefinito e di crisi sanitaria ed economica che ha cambiato le priorità , e anche perché  poi  si rischia di creare solo cattedrali nel deserto. 

 Un mago del calcio come Ferguson, creatore della favola del Manchester United, diceva:” Gli stadi devono essere riempiti “ . Frase che oggi suona male ma incontestabile ed eloquente . E cosa riempie gli stadi? La passione e i risultati , diceva lui .  E anche noi . Noi ci mettiamo la passione ma i risultati li deve fare la squadra 

Bene , oggi fare la cronaca di uno stanco zero a zero poi tramutatosi in una sconfitta appare fuori luogo . Le emozioni forse le ha date all’inizio più l’arbitro che non le squadre in campo .  

E come non richiamare il Calcio Fiorentino , antesignano del moderno calcio, anche se a ben guardare assomiglia più al rugby.

Pochi sanno che Firenze nel 1400 fu la culla del “calcio fiorentino” , di uno sport a volte anche violento ma pieno di grinta , agonismo , passione e che a Firenze era tradizione e la cui pratica durò sino al 1700. Si giocava dappertutto nelle strade di Firenze ( così raccontano gli storici) .Il suo periodo era il Carnevale , tempo di maschere e mascherine, quasi come oggi , la sua sede era  Porta al Prato ( anche se partite storiche furono giocate  in Piazza Santa Croce).  Il gioco derivava dall’Harpastum ( figlio della Sferomachia ,  sport praticato nell’antica Grecia ) , come lo definivano i Romani che “rubarono” lo sport e anche la parola al greco . Harpastum deriva infatti dalla latinizzazione del greco “ἁρπάζω (harpázō)  e significa letteralmente “ strappare, acchiappare, portare via con la forza” .

 Ieri di botte di tanto in tanto ne abbiamo visto , ma non siamo riusciti ad acchiappare nemmeno un pareggio , nonostante addirittura l’occasione di un calcio di rigore tirato da Joao Pedro in modo alquanto svogliato e prevedibile ( non da lui , onestamente) . I cambi , francamente in ritardo, non hanno portato alcun beneficio.

Una Fiorentina che non vinceva da ottobre. Il Cagliari ormai è diventato la panacea di tutti i mali delle altre squadre in crisi . Deve avere doti miracolose e taumaturgiche, senza scomodare esempi che derivano dai Vangeli e mi riferisco alle vicende di un certo Lazzaro .

 Qui finisce quindi l’avventura del Cagliari a Firenze, con l’ennesima sconfitta .

Ma voglio chiudere il pezzo con un altro verso poetico , un verso che da ottimismo 

“Chi vuol essere lieto sia, del  doman non v’è certezza “  come scriveva Lorenzo il Magnifico , Padrone e Signore di Firenze della metà del ‘400, mente illuminata del Rinascimento . Ma lui scriveva della giovinezza. 

I tifosi del Cagliari invece vorrebbero tornare a essere lieti , con qualche certezza in più sul domani .E allora con ottimismo , direi molto ottimismo almeno allo stato attuale, speriamo nella nostra Rinascita !

SEMPRE FORZA CAGLIARI

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