Gennaio 22, 2021

Il modo migliore per ricordare Roberto Frongia

È difficile scegliere il modo migliore per ricordare Roberto Frongia. Si potrebbe provare a farlo raccontando la sua esperienza politica, da appassionato referendario della prima ora, da vicesindaco di Iglesias, da assessore regionale. Oppure si potrebbe parlare delle “cose fatte” da Roberto, da quelle per il turismo, alle ultime accelerazioni nelle opere pubbliche e nella nuova progettazione in Sardegna, alla grande sfida sull’insularità. Ma si potrebbe anche partire dal suo metodo di lavoro, tutto “maniche rimboccate e concretezza”.

Ogni aspetto della vita pubblica di Roberto consentirebbe di far emergere fatti ed episodi che aiuterebbero a far conoscere il suo personalissimo modo di vivere l’impegno civico per la comunità sarda.

Nel raccontare Roberto, preferiamo invece partire dal momento più triste, quello della sua morte.

Non è un mistero che -tra i Riformatori- siano scattati spesso legami interpersonali che vanno ben oltre la politica. Per molti di noi, Roberto era dunque un familiare. La sua malattia, la dignità operosa con cui ha affrontato l’ultimo, accidentato pezzo del percorso, ci ha scosso e provato tutti. La morte, a ridosso del Natale, ci ha lasciato frastornati.

Nel dolore del momento, abbiamo però beneficiato di un regalo largamente inaspettato. Il mondo della politica non è un posto per educande. In politica, le pulsioni sono forti, senza sconti. I legittimi interessi in gioco non aiutano i buoni sentimenti e neanche i romanticismi. Eppure, per la morte di Roberto, si è realizzato intorno a noi Riformatori un piccolo miracolo. Centinaia di persone della politica, ma anche tra la gente “normale”, si sono dimostrate colpite e -davanti alla tragedia- hanno sentito il bisogno di tendere la loro mano, di dire una parola buona a noi amici e ai familiari di sangue.

Attraversando gli schieramenti, vincendo il disincanto dei cittadini verso la politica e i politicanti, tanti sardi semplici (come era semplice Roberto), gli hanno idealmente portato un fiore, gli hanno dedicato una preghiera, hanno ricordato un episodio positivo di cui lui era stato protagonista.

Non è facile che questo succeda. E’ vero che la morte, di solito, azzera le colpe e moltiplica i meriti del defunto. Perdoniamo tutto a chi è sceso definitivamente dal pullman. Ma è anche vero che è facile distinguere il cordoglio scontato dal dispiacere vero.

Il dispiacere vero è quello che si è diffuso in tutta la Sardegna alla notizia della scomparsa di Roberto. Per quasi tutti è stata una notizia improvvisa: per scelta sua (da noi soltanto assecondata), era rimasto sul ponte di comando della nave sino all’ultimo istante, quando pure la malattia lo aveva incredibilmente divorato fisicamente.

Ciascuno di noi, che abbiamo condiviso con lui l’ultimo pezzo di strada senza enfasi, ma anche senza amnesie, ha ricevuto mille -per tanti versi straordinarie- attestazioni di affetto.

Certo, sono arrivate da parte di chi aveva avuto occasione di apprezzarlo sino in fondo e ne ricordava i modi e l’operato, ma anche da parte di tanti che lo avevano conosciuto solo superficialmente o addirittura per sentito dire. Per la morte di Roberto, la vita della nostra Isola si è fermata: soltanto per un istante, come è giusto che sia ma, in piedi davanti a lui, la Sardegna si è fermata sul serio, senza ipocrisia.

Per quelli che gli vogliono bene, è stata una consolazione immensa, di cui siamo grati alla nostra comunità, ma più ancora a Roberto, perché a lui va il merito.

Non aggiungo altre parole, sarebbero superflue e lui non le apprezzerebbe. Umanamente, Roberto era sobrio, schivo e schietto, non amava le sceneggiate fasulle, le parate di gala. Aveva una grande ironia e non avrebbe mai tollerato l’accompagnamento con fanfare e fuochi d’artificio. Gli piaceva ben altro. Per cui, la “gente dei Riformatori”, che continua un po’ più stanca il cammino, sa bene cosa desidera da noi in questo momento. Roberto vuole che andiamo ancora avanti con lui, operosamente, senza mai perdere di vista la stella polare che ci ha sempre guidati.

Gli amici Riformatori di Roberto

4 thoughts on “Il modo migliore per ricordare Roberto Frongia

  1. Come Assessore al turismo capì l’importanza strategica delle Pro Loco e ne raddoppiò il contributo annuale.
    Mi nominò Commissario della Pro Loco di Orotelli che riformai anche grazie al determinante contributo del sindaco Marteddu e di tutti i calciatori incontrati durante la mia azione di arbitro presenti nei vari gruppi locali.
    Oggi la proloco di Orotelli è una di quelle che produce il maggior fatturato in Sardegna.

  2. Buongiorno, faccio i miei complimenti a chi a scritto l’articolo, ha spiegato molto semplicemente chi è Roberto. Io sono Renato, un suo cugino di Sassari, un fratello per me. Grazie per averlo ricordato.

  3. L’ On. Massimo Fantola non poteva ricordar meglio il mio amico Roberto, con parole giuste e pesate Grazie On. Fantola.
    ho sempre voluto bene a Roberto con cui ho iniziato la mia piccola esperienza Politica.
    Roberto era ed è prima di tutto un Grande Uomo un figlio che non ha mai, dico mai, per un solo minuto lasciati soli i suoi meravigliosi Genitori che lo hanno sempre coccolato come Roberto ha fatto a loro standogli sempre vicino fino alla fine dello loro Viaggio.
    Si un Uomo con veri sentimenti e grandi Valori che veniva da una famiglia meravigliosa.
    Quando ho avuto bisogno di conforto in un momento difficile della mia Vita Robi mi è stato vicino come solo un vero amico sa fare.
    Grazie Robi.
    Ci sarebbe tanto da dire in favore di Roberto ma come ha detto giustamente l’On. Fantola si potrebbe scadere… Buon Viaggio Robi ancora oggi non ci credo! ❤️

  4. Per ricordare Roberto Frongia bisogna ricorrere ai concetti della amicizia vera ,della correttezza e della grande innata gentilezza. È stato un uomo che ha sempre seguito un percorso di vita lineare ,seguendo i principi e i valori che stanno alla base della nostra vita di relazione. A lui va il mio tributo per il suo grande senso civico e per il suo essere speciale nei rapporti umani e professionali.

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