Febbraio 26, 2021

Musica e letteratura a Cagliari. Le “Tuttestorie” musicali di Bruno Tognolini e Antonello Murgia_di Federica Landis

C’è la sorpresa per ciò che accadrà, l’esaltazione dell’eroismo quotidiano, la discesa nelle profondità primordiali della Terra. Nei canti del Festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie la vita, il mondo sono celebrati in tutti i loro aspetti, nei loro pregi e nei difetti. E questo a suon di valzer, marcette, inni e canti nati nei sette anni di collaborazione fra Antonello Murgia e Bruno Tognolini. Musicista, compositore, regista di teatro e cinema, il primo; poeta, autore e traduttore di libri per ragazzi, nonché padre del Festival, il secondo.

Antonello Murgia

Non è usuale, però, che un festival letterario si doti di un motivo, una sigla. Eppure Tuttestorie ha scelto di farlo. «La musica e il canto hanno un potere di aggregazione molto forte, creano legami nella comunità del Festival» spiega Manuela Fiori, libraia Tuttestorie e fondatrice del Festival cagliaritano insieme a Cristina Fiori e Claudia Urgu. «Tuttestorie è un festival di comunità. A fine giornata il canto aiuta a ritrovarsi, è la memoria della manifestazione, un filo rosso che lega le giornate». 

La proposta di una canzone che accompagnasse le edizioni del Festival è arrivata per caso nel 2013, con l’ottava edizione. Canzoni nate da quella che gli stessi protagonisti Murgia e Tognolini definiscono «un’alchimia», «un dialogo fra persone che parlano lingue diverse ma si capiscono».

«La melodia nasce ed è un germoglio – spiega Antonello Murgia – e cresce come un albero». «Prima è nella mia testa – racconta – arriva come un rapimento, improvvisamente. Poi la suono con la chitarra e mi registro». È qui che avviene la traduzione in note di un’idea musicale. In genere le melodie sono più di una e poi si sceglie. «Le melodie che manda Antonello sono sempre interessanti –  spiega Bruno Tognolini – e quando dobbiamo scegliere, lo facciamo pensando al ruolo che la canzone dovrà avere nel Festival».

Una volta scelta la melodia si crea il testo che deve rilanciare il tema della manifestazione. Un lavoro non nuovo per Tognolini, che dopo 72 canzoni per la Melevisione e altre traduzioni di testi cantati, si occupa anche qui di far parlare la musica. Lavora con la metrica che deve seguire quindi l’universo del tema: «È un lavoro di ricamo non solo metrico, ma anche immaginifico» precisa Tognolini. «A volte le parole vengono da sole. Come con la Marcia della Terra (14° Festival). Ci sono stati casi, l’Inno del coraggio (11° Festival) ne è un esempio, in cui il ritornello è nato al primo ascolto della melodia».

Ma trattandosi di canzoni, è l’unione fra testo e musica a creare un unicum, un quadro in cui questi due elementi si raccontano a vicenda: «C’è la discesa infinita o uno squarcio aperto all’improvviso sul mondo nella Marcia della Terra; il giocoliere che insieme alle lune fa volare le note nell’Inno dell’Extra» citano i due autori. Testi non semplici nei quali però bambini e ragazzi trovano degli appigli per capirli, sui quali appoggiano la memoria. «La cosa più bella è sentire bambini e adulti canticchiare la canzone nel corso del Festival» raccontano.

Dopo il testo si ritorna sulle note per prendere in mano gli arrangiamenti e la scelta degli strumenti che eseguiranno il brano. «Anche su questo aspetto c’è una ricerca accurata – riprende Murgia; negli anni abbiamo avuto tante bellissime collaborazioni con bande musicali e cori». Dalla Banda “G. Verdi” di Sinnai alla Crazy Ramblers Hot Jazz Orchestra; dal Coro di voci bianche “Verdi Melodie” dell’Istituto Salesiano Don Bosco, al Black Soul Gospel Choir. Poi c’è l’esecuzione, affidata ad attori e cantanti; da Fabio Marceddu, voce storica del Festival Tuttestorie, a Maria Loi, Cristiana Cocco, Tiziana Pani e lo stesso Antonello Murgia, che ha prestato la voce in alcune canzoni.

Da questo repertorio di brani, nati per raccontare l’universo di Tuttestorie, si apre un racconto del mondo. E non c’è da stupirsi se ogni anno chi aspetta Tuttestorie aspetta anche il suo canto. «Ricordo quando è stato composto il primo brano e ora non riesco a pensare al Festival senza canzone» ammette infine Manuela Fiori.

*Nella foto di copertina da sx Fabio Marceddu, Tiziana Pani, Bruno Tognolini e Antonello Murgia.

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