Febbraio 26, 2021

È arrivato il Diavolo e Siamo finiti nell’Abisso dell’Inferno_di Edoardo Scarpetta

E quasi alla fine del girone di andata arrivò il Milan, il DIAVOLO, un Milan quasi  sorprendente che, ormai da tempo, è  in vetta alla classifica di questo strano  campionato a porte chiuse (quasi da Play Station),  che parla  milanese visto che ormai è  praticamente una sfida al vertice all’ombra della “Madonnina”, “che te brillet de lontan”, almeno per noi tifosi del Cagliari. Ormai siamo quasi all’inferno!

Un Cagliari abbattuto da una serie consecutiva di sconfitte, cinque consecutive, e che palesa tutte le sue difficoltà in un gioco sterile, prevedibile e sotto il profilo dei risultati inconcludente.  Ormai relegato nelle sabbie mobili della zona retrocessione, si deve aggrappare al calcio mercato e anche un po’ alla  sorte.

E poi a Cagliari arriva lui,  l’Highlander del calcio Italiano , Slatan Ibrahimovich.  Alla veneranda età di 39 anni ha saputo dare una svolta , con il suo carisma e la sua leadership, a un Milan fatto di ottimi giocatori ma che non si può definire certo stellare, come quello dell’era Berlusconi e quello dove giocava un certo Gianni Rivera . 

Svedese , anche se il suo nome tradisce origini jugoslave che ne hanno forgiato un  carattere duro anche se un po’ costruito per il personaggio, ha girato almeno dieci squadre, tutte al vertice del calcio italiano (Juve, Inter e Milan) e internazionale ( Barcellona, Paris Saint Germain, Manchester United) , oltre al suo primo amore,  l’AJAX, che lo lanciò come enfant prodige  a vent’anni nel panorama calcistico mondiale.

Per il Milan è stata una scommessa vinta ! Against All Odds, direbbe Phil Collins, contro ogni probabilità. Dopo il 2012 i destini sembravano separarsi invece ecco il grand “coupe de theatre”. Rieccolo al Milan dopo quasi un decennio  , con una carriera costruita sapientemente e talvolta  in modo spregiudicato dal suo procuratore Mino Raiola. Lo hanno definito il mercenario del calcio, ma il calcio è  soprattutto business e lui ha saputo cavalcare la sua onda!

Purtroppo per il Cagliari è proprio una vera e propria pecora nera, colpisce sempre e in modo decisivo. E anche ieri dopo solo 7 minuti ci ha abbattuto con un calcio di rigore, causato dall’ingenuo Lykogiannis. ( ieri non è piaciuto ). Sicuramente l’età lo ha un po’ debilitato, visto che, perdonate l’ironia dello scrittore impenitente, al minimo contatto  purtroppo cadeva; ma è indubbio che ancora una volta le punte avversarie non hanno trovato  molta resistenza negli inserimenti. Il ritmo lento della partita ci porta al  minuto 7 del secondo tempo, sì avete capito bene ! sempre 7! Ieri numero non proprio fortunato per i rossoblu.

 Ibrahimovich si trasforma  di nuovo in arma letale, segnando in un iniziale e illusorio sospetto fuorigioco che però il Var non conferma.  E quindi il Milan raddoppia.

Nel durante una partita  confusa , imprecisa del Cagliari, anche se una qualche reazione c’è stata, si è visto per esempio  un buon Marin ma poco altro . Anche Donnarumma, altro pupillo dallo stipedio super milionario  del signor Raiola, ha avuto modo di farsi vedere, ma abbiamo fatto poco per infastidire seriamente il Milan.

Solo dopo 8 minuti dal suo ingresso in campo (66’), il belga rossonero Saelemakers, ha il buon gusto di farsi espellere per doppia ammonizione e al 74’ ci fornisce la carta della superiorità numerica.  

Ora perdonatemi, ma devo fare, a beneficio di tutti i tifosi rossoblu, un piccolo Amarcord che questo episodio mi ha richiamato alla mente… Anche un altro belga fu espulso dopo pochi minuti  di gioco, successe a Verona, in Chievo-Cagliari di molti anni fa….doppia ammonizione.  Indovinate chi era? Era Radja Nainngolan…sì proprio lui. Si vede che in Belgio si usa così, quando si è giovani!

Torniamo alla triste realtà. A circa dieci minuti dalla fine entra in gioco anche il Sig. Abisso di Palermo, noto Rosario per gli amici. Conduzione che non è apparsa sempre lucida e bipartizan.

E’ vero,  siamo tifosi , e quindi ci possiamo permettere questa divagazione , ma onestamente , il fallo su Sottil dell’82’ , non sembrava meno grave di quello del primo tempo di Lykogiannis ,  che ha portato al goal taglia-gambe del Milan. Il Var gira la testa , non interviene e si va avanti

Il calcio è fatto di episodi e un rigore a 10 minuti più recupero dalla fine in superiorità numerica, avrebbe potuto reindirizzare la partita su binari diversi. Ma non è stato così.

Il Cagliari comunque ci prova ancora  ma è troppo tardi.

Ora, ancorchè utile per il titolo ad effetto dell’articolo,  i problemi del Cagliari non si possono certo ricondurre  e confinare  all’operato dell’arbitro! Sarebbe un grave errore trovare questo tipo di alibi a questo punto della stagione. Certo non era  sicuramente la partita più adatta  per verificare le effettive possibilità di ripresa e l’efficacia del nuovo acquisto Duncan  e di nuove soluzioni tattiche, ma ancora una volta il Cagliari ha dovuto fare i conti con fragilità difensiva e imprecisione in attacco e un po’ anche con la sua paura “mentale”.

Dobbiamo quindi  continuare a lavorare ( sia in campo sia a livello tecnico -societario)  con determinazione per trovare la quadratura del cerchio, che appare al momento quasi impossibile, di un campionato  deludente  viste anche le attese e l’inizio,  per essere buoni.  Oserei dire che ci dobbiamo ritrovare.

Le prossime due partite non saranno solo determinanti per il futuro del tecnico, almeno penso, a cui non si devono però addossare tutte le responsabilità, ma anche per il nostro campionato che appare compromesso.  Ora però si deve fare in fretta… siamo quasi al punto di non ritorno e  al  Game Over!

Sempre Forza Cagliari

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