Maggio 6, 2021

Psicopillole_di Tamara Collu

Questo spazio nasce con l’idea di approfondire i temi che più vi interessano, di affrontare da un diverso punto di vista i problemi che tutti abbiamo e i quesiti che tutti ci poniamo, su noi stessi, sulla nostra vita, sulle nostre relazioni con gli altri, su quello che ci succede attorno. In un momento in cui non ci sentiamo ascoltati, lasciati soli, sia fisicamente che psicologicamente. In un momento in cui la paura prende piede.

Quanto ci conosciamo?
Quante volte perdiamo noi stessi?
Quante volte siamo sovraccarichi?
Sembra strano, ma accade, perché la vita non è del tutto lineare. La frustrazione, i difetti, il crollo delle aspettative, le avversità che tendono ad aggiungersi e ad avere un impatto maggiore per coloro che non si organizzano, non pianificano. Ed è in queste incertezze o a volte nelle sorprese, che abbiamo davanti a gli occhi l’opportunità di scelta, di cambiamento, di sbagliare, di imparare…
In altre situazioni, magari, non vediamo le risposte, nessuna via d’uscita addirittura, le ignoriamo pensando di essere perduti.
Non troverete, qui, risposte risolutive.

Introdurrò singoli argomenti in modo molto semplice, come spunti di riflessione, con lo scopo di mettere un po’ in discussione le tue convinzioni, le conoscenze e i modi di affrontare la vita e offrirti suggerimenti pratici per apportare qualche piccolo cambiamento nella quotidianità e riscontrarne gli effetti. Il tutto chiaramente con l’obiettivo di star meglio con te stesso e con le persone a cui tieni.
Vuole essere un momento e un luogo per fermarci a riflettere, per sentirci accolti, un luogo dove poter chiedere aiuto e non sentirsi più soli.

Partecipate attivamente alle discussioni inviandomi le vostre domande o i vostri punti di vista nella sezione “commenti”oppure inviate una mail all’indirizzo lapsicologarisponde79@gmail.com, descrivendo il problema o l’argomento che volete affrontare. Vi aiuterò a porvi le giuste domande, in grado di farvi intuire altri possibili, più utili, punti di vista.

Psicopillole” è curata da Tamara Collu, Psicologa, laureata presso l’Università degli Studi di Cagliari, specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, presso la Scuola di Psicoterapia, Palermo, Istituto Tolman, Coordinatrice Nazionale Psicologi A.V.R.I., Psicologa presso Centri D’ascolto Stalking e Mobbing UIL Sardegna, Coordinatrice Dipartimento Pari Opportunità e Disabilità, Camera dei Deputati, Sardegna.

Importante: La rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni e le risposte fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive alla regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

“La Vita al tempo del Covid”

Ormai online troviamo e leggiamo solo testimonianze di vita quotidiana, dello scorrere del tempo rinchiusi nelle nostre case, appartamenti, che se prima li consideravamo il nostro “posto sicuro” che ci accoglieva, dopo una faticosa giornata di lavoro, trovando l’abbraccio amorevole dei nostri cari, ora è diventato un luogo di obbligata “reclusione”. Per qualcuno è diventata una prigione, per qualcuno è diventato l’unico posto sicuro, da cui non uscire più.

I bambini, i ragazzi, stanno pian piano stanno dimenticando il significato della condivisione, dell’arrivo del primo giorno di scuola come cammino ricco di emozioni diverse: gioia, speranza, ma anche ansia e paura per ciò che li attenderà.
Stiamo dimenticando la sensazione di un abbraccio, di un bacio.
“Ormai ci fanno quasi paura”.
Tutto è iniziato a febbraio di questo nuovo 2020 che attendavamo con mille propositi, mille speranze. Siamo passati da un lockdown totale, ad una semilibertà dove ogni comportamento non è stato più spontaneo, naturale. Abbiamo dovuto chiederci ad ogni gesto: “Lo posso fare, o contaggerò me stesso o qualcun’altro?”,
L’impatto psicologico della pandemia da Covid 19 si muove tra paura e vulnerabilità. Le persone hanno iniziato a vedere la diffusione del Virus come la “fine del mondo”. Il panico rappresenta un elemento ricorrente nelle fasi iniziali di tutti i contesti di crisi ma la conseguenza della quarantena di massa, il cosiddetto lockdown, è la paura. La paura di infettarsi, alla paura di infettare, la paura per i figli o per i genitori anziani, la paura della crisi economica, la paura di perdere il lavoro, la paura di perdere l’amore, le violenze domestiche in aumento, i disabili e i più fragili abbandonati a se stessi. Questa è stata alimentata e amplificata inevitabilmente dalla narrativa che ha accompagnato l’aumentare dei casi, delle morti e di un bollettino quotidiano che molto spesso è stato rappresentato come un bollettino di guerra. I fattori che in questo contesto ne hanno condizionato l’evoluzione sono stati molteplici.

Ansia, depressione, sensi di colpa, rabbia sono emozioni che proviamo quotidianamente. Quando queste iniziano ad essere troppo intense, possiamo prendere in considerazione il fatto di avere un problema emotivo.
Partendo, dunque, dalla nuova realtà che ci obbliga a convivere con questa sconosciuta pandemia, questa narrazione vuole stimolare le persone a raccontare il loro vivere quotidiano in questo particolarissimo momento, svelando emozioni, riflessioni, paure, ansie.

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