Febbraio 26, 2021

SEMPRE FORZA CAGLIARI… ora più che mai_di Edoardo Scarpetta

Nella vita  volte capita  di trovarsi ad un bivio,  ci sono momenti dove la bilancia può pendere da una parte o  dall’altra e altri, dove il destino si decide in pochi secondi. E questo in estrema sintesi la cronaca della partita .

Ieri Mr. Di Francesco affrontava il suo passato, guardando al futuro. Un futuro incerto che esige  risultati per poter andare avanti, dopo la rinnovata fiducia del Presidente  e tutto appariva andare per il verso giusto, quando l’ultimo cross, l’ultimo tiro, spezzava in gola  il grido  di vittoria. Insomma un pareggio ancora più bruciante di una sconfitta, che poteva sicuramente dare fiducia e rigenerare il gruppo, con due punti pesanti lasciati inermi sul terreno.

Di fronte due squadre, fondate entrambe nel 1920 , che raccontano però  due storie diverse. Due simpatiche provinciali di lusso.  Sul Cagliari sappiamo tutto o quasi  mentre dobbiamo sottolineare che il  Sassuolo e’ stato “piastrellato”  sui giovani, scusate il verbo che richiama la vocazione industriale di produzione di piastrelle della città, cementato  sul gioco spavaldo e impertinente, portato in terra emiliana  proprio da un allora emergente e sorprendente Di Francesco che con umiltà e determinazione ha saputo scalare la classifica e raggiungere risultati incredibili. Tutto o quasi si deve all’incredibile intuizione  e scommessa del suo grande compianto patron Squinzi  della Mapei, che ha costruito una realtà importante nel calcio, come già fatto nel ciclismo.

Certo i limiti sono ancora tanti ma non c’è che dire la Dea bendata non è proprio dalla nostra parte.

Neanche si inizia ed ecco la brutta notizia dell’infortunio di Duncan che, necessariamente, porta il Cagliari a giocare con una formazione diversa.  Un infortunio che pesa sulle aspettative di rinforzo dei rossoblu e che speriamo non si debba protrarre per molto tempo.

Deiola, di nuovo benvenuto in terra sarda , uno dei figli della nostra Primavera, del nostro Vivaio, richiamato ancora una volta a casa per dare supporto al centrocampo, parte titolare e fa la sua parte.

Certo il Sassuolo non sta certo a guardare. De Zerbi ci ha abituato a formazioni giovani,  sempre molto attente , ordinate, ma votate all’offensiva, con quella voglia di fare tipica di chi “vuol dire la sua”.

Il Cagliari ha contenuto bene le folate del Sassuolo , ma deve sicuramente ringraziare anche il suo portiere, sempre più C-ragno, che, almeno in un paio di occasioni, evita il peggio. In un intervento è proprio sembrato Spider Man, con un salvataggio che appariva impossibile e che ai più poteva dare l’illusione del goal.

A dire il vero sono i nero-verdi emiliani a fare la partita , puntando sul possesso palla,  ma il Cagliari ha saputo gestire bene le azioni in contropiede e soprattutto essere pungente nelle azioni che gli sono capitate, dal palo di Radja allo scadere del primo tempo  fino al goal di Joao Pedro al 75° minuto.

Sembra fatta quando un signore di nome BOGA, terza persona singolare del verbo sardo bogare che  ,come ben sappiamo, significa  togliere, la mette invece dentro, in piena contraddizione con il proprio cognome, approfittando di una “Sottil “leggerezza della difesa, che però potrebbe pesare come un macigno ( con ironia diremmo un Sassuolo) sull’umore della squadra sarda.

Anche se si deve  doverosamente ricordare  che Sottil sarebbe stato acquistato per dare una mano all’attacco e  a mio  avviso si dovrebbero ricercare altre soluzioni difensive. Devo fare una nota per Lykogiannis che mi è sembrato più attento e migliorato rispetto alle precedenti partite  fino a quando non è stato sostituito per crampi. Incolore la prestazione di Simeone e Pavoletti non ha saputo incidere particolarmente. Il Ninja ha cercato di prendere per mano la squadra ma tutto sarebbe più facile con Rog e Nandez in campo.

Un pari non è da disprezzare, muove la classifica e interrompe il vortice di sconfitte consecutive, ma francamente ormai era fatta e il calcio ha dimostrato ancora una volta che la tenuta fisica è importante, ma quella mentale è fondamentale. Il Cagliari avrebbe dovuto giocare negli ultimi minuti, senza vergognarsi , come si faceva in oratorio, tenendo palla e eventualmente rilanciandola alla Viva il Parroco, lontano mille miglia dall’area rossoblu. Invece abbiamo consentito l’ultima stoccata al Sassuolo che non ha esitato a ringraziare e a portare via un punto ormai quasi insperato. Pareggio come all’andata!

Insomma siamo ancora al bivio , anche se ci attendono due partite difficilissime, ma ormai sono tutte finali e noi dobbiamo ritrovare la testa e tornare a giocare da Cagliari e imporre il nostro gioco.

Ora, proprio ora, dobbiamo stare vicini alla squadra, dobbiamo essere veramente  il dodicesimo uomo in campo. Lasciamo stare le nostre opinioni,  critiche , recriminazioni  quello che poteva essere ma non è, o se volete,  quello che non è ma che poteva essere. La voce o le voci dei tifosi sono importanti,  ma non possono incidere come invece il nostro sostegno in un momento veramente delicato da un punto di vista mentale.

I giocatori sono importanti , vanno riconosciuti sicuramente i meriti e demeriti individuali, ma io personalmente ho sempre tifato sempre e solo Cagliari, ho sempre tifato per la squadra , per la maglia, per i nostri colori, non per le singole persone. A me interessa il destino del Cagliari.

Il tifoso rossoblù  sa soffrire e incitare la squadra anche quando tutto sembra andare storto! In passato lo abbiamo sempre fatto e dimostrato.

E quindi ora è il momento di scendere con passione  in campo  gridando.

“Sempre Forza Cagliari”

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