Febbraio 26, 2021

A Roma piove sul bagnato, mentre l’Aquila prende il volo_di Edoardo Scarpetta

Un’altra sconfitta, ma la stessa storia. La storia di un campionato dove il Cagliari non riesce a decollare , non dico volare come l’Aquila della Lazio, ma neanche  staccarsi dal terreno paludoso della zona retrocessione.  Un Cagliari più volte rivisitato, che ha cambiato numerosi attori o quanto meno si è dotato di attori diversi, in quanto solo uno ieri è sceso in campo. Un mercato che non ha portato il terzino sinistro e men che meno un regista, come reclamato dalla folla, e che ha visto partire nomi di belle speranze, nulla di più, come Oliva e Ounas.

Il Cagliari ieri ha pensato a non prenderle? E’ sceso per il pareggio? Si possono scrivere fiumi di parole su questo , ma si deve sempre ricordare che , quasi sempre  nel calcio, quello che fai dipende anche da quello che ti permette l’altra squadra. La Lazio non ha brillato, ha volato.. ma volato non troppo alto  ma è pur sempre una squadra che ormai da anni è ai vertici del campionato e si deve dare atto che il Cagliari ha tenuto con ordine e come avrebbe detto il Gladiatore, ha serrato bene i  ranghi con attenzione ma quando ti chiudi a testuggine e non avanzi, di solito basta il minimo errore per soccombere. Factum est! Così fu!

La pioggia di Roma ha bagnato le polveri dei nostri attaccanti, poche a dire il vero. Ieri proprio Pavoletti, chiamato da Di Francesco sin dal primo minuto, non ha colpito , anzi in assenza di quei cross per lui vitali, si è spento anzi a dire il vero non si è mai acceso. Ha deluso.

Ci si attendeva un Radja Nainggolan di altro e alto  profilo, invece la stella che ha brillato a Roma dall’altra parte del Tevere per un paio di anni, si è eclissata , forse in un ruolo che non sente suo, a copertura . Esperimento non riuscito e da non ripetere. Anche Joao ha badato più a non prenderle che a darle.

A volte ci dobbiamo aggrappare alla fortuna o sfortuna per giustificare le sconfitte . Ieri abbiamo perso per scarsa convinzione. Ancora una volta una squadra che, pur giocando sino alla fine, non è riuscita nemmeno  a convincere, nemmeno sé stessa,  se non a vincere. Certo ieri non era la partita per attendersi grandi svolte per il blasone del contendente  , ma in un campionato dove si vedono certe realtà sorprendenti come lo Spezia o come il “resuscitato “ Genoa di Ballardini, che passa da vincitore sotto il Vesuvio, ci si può attendere di tutto.

Come al solito non voglio scendere troppo in una cronaca che non ha visto grandi occasioni per il Cagliari, se si eccettua quella di Marin sullo zero a zero e  che poteva  dare una svolta diversa alla partita e un tiro improbabile da ottima posizione di Pereiro.  Si segnala, ormai non fa più notizia, la prestazione eccellente di C-Ragno. Però Boskov ammoniva , tra le tante massime calcistiche: “quando il portiere è sempre il migliore in campo, squadra non gioca  bene”. Come non essere d’accordo!

La Lazio è sempre più Immobile. Scusate il gioco di parole ma ormai è sempre lui l’uomo del destino, quello che si fa sempre trovare pronto, in area, anche quando si tratta di deviare una palla sporca sul quale Cragno non può fare molto. E la Lazio di Simone Inzaghi, un ottimo gruppo,  vola al quarto posto.

Certo le assenze possono aver pesato oggi. Attendiamo ancora quindi tempi migliori, per vedere se i nuovi acquisti Duncan, Asamoah e i ritorni, come quello di Deiola, incideranno sul futuro del Cagliari. Abbiamo però bisogno di tutti, proprio di tutti. Gli uomini chiave devono prendere per mano la squadra!

Il Gladiatore Di Francesco avrebbe voluto gridare “Al mio via scatenate l’Inferno”, ma il “via” deve ancora venire. E per ora l’Inferno, calcistico ovviamente,  lo vede solo il Cagliari. E allora ci dobbiamo accontentare di un ben più modesto “Morituro te salutant”, come i vecchi gladiatori che però, sebbene consapevoli del loro destino, lottavano sino in fondo, sino alla fine.

Ora ci aspetta un’altra finale e l’avversario e’ l’Atalanta, un’altra avversaria difficile ma si gioca il 14 febbraio , giorno di San Valentino , dedicato agli innamorati… e chi sa che il Cagliari non faccia ai suoi “innamorati”, ai suoi tifosi, il regalo che attendono da ormai molto tempo, quella vittoria scaccia-crisi, che potrebbe invertire la rotta di un campionato orami in ripida salita.

I tifosi si attendono prove ben diverse e chiedono alla loro squadra di lottare sempre e non mollare neanche un centimetro, quel centimetro che come direbbe Al Pacino nello spogliatoio del film “Ogni maledetta domenica”, può far vincere o perdere le partite, può segnare i nostri destini.

Sempre Forza Cagliari

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