Febbraio 26, 2021

Questo cervello non deve funzionare!_di Antonio Maria Masia

Questo cervello non deve funzionare!

Nei tuoi pensieri:

il mondo grande e terribile!

 Che tu volevi diverso,

più giusto, equo, solidale.

 E sognavi…

masse di cittadini, di lavoratori,

uniti a sovvertire l’arrogante egemonia al potere.

E sognavi…

 i contadini e i pastori della tua Isola,

nuragica e muta,

tenersi per mano e avanzare.

E sognavi…

schiere di nuovi intellettuali

maestri per gli oppressi.

Il tuo cervello non deve funzionare!

Piano piano quel sogno,

alimentato solo dall’ottimismo della tua volontà,

riposto nelle lettere d’amore e di malinconia

e nei sofferti quaderni d’alti pensieri,

s’affievoliva nel carcere,

giorno dopo giorno,

come la tua vita.

Non piangere, carissima Mamma!

Non sono in carcere per infamia,

sono qui perché combatto a mani nude

per la libertà, per la giustizia, per i fratelli vicini e lontani…

Ditelo a tutti, Teresina mia:

Nino, non si piegherà mai al tiranno di turno.

E siatene fieri.

Non piangere carissima mamma!

Non mi dimenticate bambini!

Nei tuoi amari e rari sorrisi,

c’è il piccolo viso di Delio

appena intravisto e carezzato,

c’è quello piccino piccino mai carezzato di Giuliano.

Niente vergogna bambini.

Papà, un giorno, tornerà da voi, 

nella vasta e fertile Russia,

finalmente sottratta alla protervia degli Zar,

e allora…

vi racconterò le fiabe,

vi canterò le nenie e i mutetti della mia terra,

vi reciterò i versi “a boghe ‘e luna”

dei miei poeti improvvisatori.

Non mi dimenticate bambini!

Julca mia che fai?

Perché non mi scrivi più spesso?

Nel tuo quotidiano soffrire:

il silenzio talvolta struggente,

talvolta angosciante e insopportabile

della tua dolcissima Julca.

Lei graziosa, fragile, malinconica,

che rivedevi nelle cure continue

della generosa Tatiana.

Tu piccolo e curvo, da sempre,

eppure bello, fiero e romantico il viso.

Julca mia che fai?

Perché non mi scrivi più spesso?

Questo cervello va chiuso!

Odia chi non è comunista

odia il capitalismo,

odia gli indifferenti,

odia Dio.

Ama i deboli,

ama la rivoluzione rossa d’ottobre,

pensa che Gesù

sia stato il primo socialista rivoluzionario dell’umanità,

ama soffrire, ama morire.

E allora…  che muoia lentamente,

e lo si dimentichi per sempre!  

Colpevole di cospirazione,

incitamento all’odio di classe,

 all’insurrezione,

al mutamento violento della Costituzione e della forma di governo! 

Bastano vent’anni-quattro mesi-cinque giorni di carcere

al parlamentare sovversivo,

Antonio Francesco Sebastiano Gramsci, noto Antonio, in famiglia Nino,

sardo di Ghilarza, di anni trentacinque,

padre del Partito Comunista Italiano?

Più che sufficienti!

Questo cervello va chiuso.

Sì, a quarantasei anni!

La misera polvere non abita qui.

Dentro quest’urna,

in questo piccolo lembo di terra romana,

ricco di artisti e cervelli rari,

non c’è la polverefango attesa dai tuoi aguzzini.

Qui ci sono le tue ceneri!

Ancora ardenti e vive!

E da qui riparte e si espande il tuo pensiero

nel mondo grande e terribile.

La misera polvere abita altrove! 

22 gennaio 2021 (per i 130 anni dalla nascita di Antonio Gramsci (Ales 22-1-1891, Roma 27-4-1937)

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