Febbraio 26, 2021

Psicopillole: “Io sono così, non posso cambiarmi”_ di Tamara Collu

Nella mia professione di Psicologa ho visto molte persone stare male che mi hanno chiesto un metodo veloce al loro disagio. Ma quando erano di fronte a me, ciò che realmente dicevano era:”Io sono cosi, non posso cambiarmi, sono gli altri e quello che mi succede che devono cambiare per farmi stare bene”.

Questa è un’idea che molti hanno, non molto facile da sradicare.

Ci hanno abituati ad essere sempre concentrati su gli altri, al di fuori di noi.

Ma il primo dovere che abbiamo verso noi stessi è essere tranquilli e sereni.

Un obiettivo non facile da raggiungere. Lo So!

È raro che qualcuno ti dica: “Guarda quella persona: vedi come è serena?”.

La maggior parte di noi pensano che se gestiscono gli altri, possono stare più tranquilli. Come dicevo prima: Gli altri devono cambiare per poter essere sereno!

Le richieste più ricorrenti sono state: come gestire i figli, la moglie che chiede come deve fare con il marito, le aziende come gestire i collaboratori.

Per tanto tempo ho spiegato e insegnato come capire e ascoltare gli altri, come usare l’attenzione, come motivare gli altri, come risolvere problemi e prendere decisioni, non criticare, non opporsi subito all’altro.

Ma non molti sono riusciti a realmente a fare proprie queste abilità e ad applicarle nella vita quotidiana.

Come fare infatti a dare attenzione all’altro se sono concentrata/o sui miei problemi?

Come posso motivare gli altri se faccio difficoltà a sorridere?

Se sono teso/a o nervoso/a è molto più facile che io mi opponga all’altro senza neanche ascoltarlo.

Per diventare un po’ tranquilli è necessario concentrarsi su noi stessi!

Dobbiamo lavorare sui nostri bisogni, le nostre idee ed emozioni. Passo dopo passo è possibile imparare a diventare persone positive.

1 Richiesta

Fanno tutti schifo, nessuno ha più quell’ empatia, quel contatto…non c’è più niente e quindi tutto quanto non ha senso, perché la vita non ha senso e io direi proprio questo, tutte le cose che le persone fanno, per me…non hanno un senso e quindi bho… le guardo tipo spettatrice di un film…noiso. Perché è noiso. Non ti dà nessun tipo di emozione, no!! E’ tutto falso.

Dal giorno in cui noi siamo nati siamo messi in questa società a fare le cose… ma le cose le decidi veramente tu?… no in realtà no secondo me, perché sei nata in un certo posto, in un certo anno, con una certa famiglia, in una certa città, tutte queste cose insieme ti fanno diventare qualcosa. Sei fossi Maria, Marco, però nata o cresciuta a Parigi e fossi figlia di una persona famosa con tutte le cose più fighe del mondo, magari la mia idea della vita sarebbe diversa, però il punto è che la vita non cambierebbe, anche se…avrei l’illusione di qualcosa, cioè magari non vedrei tutte le cose negative che vedo ora, però la condizione sarebbe la stessa, la condizione di tutti gli esseri umani, secondo me, noi siamo buttati nel mondo e non sappiamo cosa fare, quindi ci inventiamo di fare cose, ci siamo inventati talmente tante c….secondo me, futili…perché si sono dovuti inventare…bho i soldi, perché ci siamo inventati le guerre, ci sono tante cose che non hanno completamente senso e se ci pensiamo invece, vengono tutte da noi…più o meno.

Uno dice perché per esempio ci sono gli spot pubblicitari tipo dei bambini dell’Africa che non mangiano..bla bla bla, quando basterebbe vendere anche solo tutta la roba che c’è dentro il Vaticano e sfamerebbero tutta l’africa. Cioè..ci sono tantissime cose che…bho

Perché qualcuno ha il privilegio di fare determinate cose e invece un altro, mischino, si ritrova in strada, uno al padre in prigione…è sfiga…quello è!!! Però siamo tutti nella stess condizione, ovvero siamo tutti esseri umani che cerchiamo di dare un senso alle giornate che un senso non hanno, perché siamo noi che le facciamo, però se ci pensiamo bene qual è il senso…noi praticamente veniamo al mondo, facciamo cose, mangiamo, andiamo a dormire, in bagno, bla bla bla, tutto così per tantissimi giorni, finchè, un giorno crepi. Fine!!!…e che senso ha avuto tutto ciò????? Non ha un senso. E allora uno dice…perché devi trovare per forza un senso…. e allora che vita è???bho perché uno veramente non va e non si ammazza a quel punto…cioè…va bhe…so che non ha senso neanche quello che sto dicendo effettivamente, però, nel mio cervello ha un senso, in qualche modo è cosi. Non so se si capisce quello che dico. Forse no, però va bene. Nei social, poi, la gente la vedi…sono tutti dei falsi di m…, è inutile per esempio che mettono la foto del libro che stanno studiando, se poi, nei gruppi dell’Università, scrivono “ miii…che brutto questo esame di m…”. Ma almeno sii coerente non mettere quella foto. A me questo da fastidio…perchèèè???? Non ho voglia di fare niente, non mi applico in niente, non so fare niente, non mi frega di niente, non mi piace niente, è questa la cosa preoccupante. Invece a gli altri si. A gli altri si, anche se magari non sono contenti, sono interessati alle cose, si impegnano, hanno la voglia. Se avessi io quella c…di voglia che hanno loro di fare le cose, sarei chissà, già, dove, perché, mi chiedo, come fanno??? Invece faccio schifo. Niente, non ci provo, non mi viene la voglia.

M.S.

Risposta

Cara M. la sensibilità di cui sei dotata è lo strumento con cui potrai cambiare le cose. La sofferenza che provi è data dal fatto di non aver compreso e trovato ancora il tuo ruolo. Mi chiedo cosa ti abbia portata a pensare che la vita sia una fregatura, una cattiveria. Cosa è accaduto nella tua vita e nelle relazioni che hai vissuto? Esprimi molti pensieri, emozioni, giudizi. Questa è la tua parte cognitiva che parla. Ma qual è la forte emozione che ti ha portata ha sentirti triste, costantemente in ansia e vuota? O meglio quale esperienza così importante hai avuto tale da trasformarla in un vissuto negativo che ha svalutato radicalmente e tolto ogni senso a tutto il resto?

Credo ti debba concentrare su di essa, osservarla meglio e lasciandoti guidare da essa potrai capire come sei arrivata a questo punto. E’ evidente l’energia che traspare nelle tue parole e la tensione a ritrovare un senso. Chiedi aiuto. Vale la pena ritrovarsi!

2 Richiesta

Mi sento in ansia e confusa: ho paura per il fatto che alla mia età io non abbia avuto ancora rapporti sia un problema…. per questo mi sento molto “sbagliata” e ho paura di essere forzata per queste cose, che desidererei fare con una persona che mi “prenda” veramente e non con il primo che capita. 

Se io le faccio -per esempio da questa età in poi, nel senso del sentirmi pronta- anzichè averle fatte prima [16/17 anni] è davvero un problema??

 C.M.

Risposta

Carissima C. nella mi esperienza di Psicoterapeuta, mi sono resa conto che molti problemi psicologici, nonché fisici, sono causati da rapporti malsani tra genitori e figli e tra partner. Nella nostra cultura infatti manca un’educazione a i sentimenti, con la conseguenza che in molti rapporti prendono piede idee sbagliate fonte di sofferenza. Sottolineiamo subito che il sesso è una delle cose più naturali che ci siano, come il respirare, il bere…

L’atteggiamento verso il sesso però deve essere equilibrato. (Chi mangia troppo o troppo poco o troppo velocemente sta male). Il sesso non è ginnastica, prestazione, strumento di potere, metodo o dipendenza.

So che è difficile mantenere un atteggiamento equilibrato e sereno di fronte alla sessualità, poiché da un lato siamo figli di una cultura repressiva ed imprecisa e dall’altra siamo bombardati da stimoli sessuali alla tv, cinema, web, cartelloni pubblicitari. La nostra società ci blocca emotivamente alla fase adolescenziale ed abborrisce la vecchiaia.  Si pone in più la crisi nel rapporto uomo-donna e l’ignoranza in campo sessuale.

È importante comprendere che l’obiettivo per una buona vita sessuale rimane il vivere serenamente il piacere. Per vivere serenamente la sessualità è opportuno ricevere informazioni corrette in modo da liberarsi dalle aspettative irrealistiche o da concezioni scorrette e cercare di esprimere le proprie emozioni. Quindi cara C., anche se il discorso andrebbe approfondito, ASCOLTATI…quando sarà il momento, in maniera naturale sarai pronta!

Me la prendo con me stessa (rabbia e insoddisfazione!) Perché non riesco a superare ciò che è successo 4-5 anni fa: sono un fallimento visto che le ferite sembrano più fresche di prima e non è passato per niente. Ho sempre la voglia di primeggiare su tutto e tutti; c’è anche una barriera di orgoglio che non ne vuole sapere di andare via (non riesco a fidarmi più di nessuno, nessuno riesce a buttarla giù, nemmeno io con tutta me stessa da sola). Sempre riguardo questo adotto questo atteggiamento anche in un altro contesto: se per esempio sto male o soffro per qualsiasi motivo, tendo a “nascondere” l’emozione non gradevole [in questo caso la sofferenza/tristezza] a me stessa, risultato?? Sto 10 volte male, più di prima. E’ quello che *in questo istante* vorrei debellare e eliminare più di tutti [per primo]. Credimi, sto molto male per questo!

Per quanto riguarda il mio “nuovo” carattere vengo in questi giorni criticata/rimproverata: mi si dice che non è giusto che io mi comporti da st…za; ho anche precisato che mi comporto in questa maniera con chi me ne fa di tutti i colori e mi discrimina, se una persona però mi tratta bene allora inizio anch’io a essere gentile.

Rispondo che al mondo se vuoi “sopravvivere” devi comportarti così anche per difesa dai pericoli [nel mio caso, in questo periodo sarebbero il difendersi dall’incontrare gente che ti fa soffrire/tratta male] -ma sembra che nessuno li veda, allora mi sono inca…ata e ho ribattuto: “Ma dove vivi?? Esci da questa realtà fatta di arcobaleno e unicorni.

M.D.

Carissima M. il bisogno di rispettare se stessi è basilare e inevitabile. Il fatto stesso di esistere comporta di per sé domande come: “Che tipo di persona devo diventare? Su quali principi e valori devo basare la mia vita? La preoccupazione di essere giusti o sbagliati non è solo un condizionamento sociale. La preoccupazione della morale nasce ai primi stadi del nostro sviluppo e va di pari passo con la nostra maturazione. Quando, infatti, valutiamo le nostre azioni, le nostre attitudini morali fanno inevitabilmente parte del nostro contesto implicito. E’ impossibile sfuggire all’ambito dei valori e dei giudizi di valore. Che i valori secondo i quali giudichiamo esplicitamente o implicitamente noi stessi siano consci o subconsci, razionali o irrazionali, funzionali o dannosi per la vita, ciascuno di noi giudica se stesso secondo qualche standard. Se non riusciamo a soddisfare quello standard, se c’è una spaccatura tra ideali e pratica, il rispetto di sé ne soffre. Se abbiamo rispetto per noi stessi, tendiamo ad agire in modi che confermano e rafforzano questo rispetto. Il rispetto di sé e la convinzione del proprio valore, non deve essere l’illusione di essere perfetti o migliori degli altri, ma la convinzione che la nostra vita e il nostro benessere valgono la pena di essere sostenuti, protetti e nutriti, che valiamo qualcosa, che meritiamo il rispetto degli altri e che la nostra felicità e realizzazione personale sono abbastanza importanti da spenderci della fatica. Per ciò, RISPETTA te stessa e non agirai mai in modi che abbasseranno il senso del tuo valore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *