Febbraio 26, 2021

Supertifosi/La partita che verrà_di Edoardo Scarpetta

Una volta chiesero all’Ing. Ferrari quale fosse la sua migliore “Ferrari” e lui  serafico rispose: “ la prossima”.

E allora io non voglio richiamare quello che è stato, ma voglio sperare in quello che sarà. Sicuramente l’esonero di Di Francesco era nell’aria da tempo, ma rinunciare a  un progetto non è mai una cosa facile. Si devono riconoscere gli errori e soprattutto cercare soluzioni nuove, alternative, che possano ridare luce alla fine del tunnel  e intravvedere una via d’uscita.  

Sicuramente è stata una decisione sofferta, sicuramente Mister Di Francesco non è l’unico ad avere responsabilità per l’attuale situazione, ma il calcio è così e il professionismo impone scelte dolorose e radicali, con unico obiettivo, cioè quello  di arginare il fiume che ci sta precipitando a valle, di ricreare nuove motivazioni, di dare una scossa emotiva, di generare spirito di rivalsa e una reazione del collettivo.  Gli uomini saranno sempre quelli, ma li vogliamo con uno spirito da predatore e non da vittima sacrificale.

I tifosi del Cagliari sanno bene che non è finita fino alla fine e che tutto può cambiare in un attimo.

Per fare il miracolo non ci vogliono Santi, ma solo l’impegno di tutti nella consapevolezza che può succedere e anche se lo ripeto da tempo, il sostegno di tutti, dentro e fuori dal campo  

La partita che verrà sarà una finale, e quella dopo un’altra finale, e cosi via….non possiamo più sbagliare.

Ci sono stagioni che nascono bene e finiscono male , ma si deve lottare con tutte le forze , sempre. Sicuramente l’attuale situazione pandemica  ha influito sulla squadra, ma i critici direbbero che questo vale per tutti. Vero, ma non tutti reagiscono allo stesso modo. E allora possiamo trovare alcune spiegazioni a performance deludenti di giocatori che sino a ieri tutti ci invidiavano.  Le scelte sbagliate ci sono state, è innegabile. Ma io invito tutti a non guardare al passato e dimostrare compattezza come quando si andava allo stadio per giocare la partita, come dodicesimo uomo in campo .

Io non so se ce la faremo, ma quello che come tifosi richiediamo è vedere il massimo sforzo per raggiungere il risultato e fare di un campionato deludente, un’esaltante “remontada”, che alla fine ci possa far tirare a tutti un grande sospiro di sollievo. Non  voglio parlare di singoli, ma ci sono giocatori che potrebbero fare la differenza.

Io amo il Cagliari,  come sono sicuro molti di Voi. E’ qualcosa di più di un team, è una passione. E come tutte le passioni crea anche a volte  pesanti delusioni ma poi ci sa riconquistare con poco.

 In matematica si chiama punto di flesso ed  è quello dove la funzione cambia direzione. In Storia  o in Economia punto di svolta ed e’ quell’episodio, magari insignificante nel contesto generale, che però è capace di cambiare gli umori e  creare nuove speranze. Scrivo una cosa banale ma nel nostro caso sono convinto che una vittoria ci darebbe tutto questo ! Quindi giochiamocela e riprendiamo consapevolezza delle nostre qualità, imparando dai nostri errori, riconoscendo i nostri difetti.  

Le cose non saranno Semplici ,  ma sono convinto che riusciremo a ritrovare la via ! La società è intervenuta, ora però tocca alla squadra . Vogliamo vedere gente che “ ha fame”, che butta il cuore al di là dell’ostacolo.

 E qui voglio ricordare la parte finale del discorso, ormai diventato pietra miliare del cinema che Al Pacino , allenatore , fa alla sua squadra prima della partita decisiva ( dal film “ Ogni Maledetta domenica”);

In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

Forse è un po’ troppo drammatico , ma rende bene l’idea… direi che è un buon progetto da seguire!

E  ora spero che il lettore mi perdoni , d’altronde sono un’opinionista non un giornalista  e posso quindi cadere in tentazioni personali!

Colgo l’occasione per rappresentare la mia  vicinanza  e  sostenere il mio, il  nostro grande amico Andrea Cossu nella sua battaglia, dopo il grave incidente dell’altro giorno.  Pronta guarigione” guerriero”, siamo tutti con te. Sono sicuro che ci farai vedere come si combatte.

Sempre Forza Cagliari… e Forza Andrea , Forza Vecchio Cuore Rossoblu.

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