Maggio 6, 2021

La storia del Dj Anicetto e dei tanti malati di SLA_di Fulvio Tocco

Il fondatore di “Radio Sardinia” aveva 68 anni e dal 2008 combatteva contro la misteriosa malattia 

In data 02 marzo 2021 è deceduto a 68 anni Anicetto Scano, da 13 anni, lottava contro la SLA (Sclerosi laterale amitrofica). Anicetto era molto conosciuto nel Medio Campidano.  L’annuncio l’ho appreso dalle pagine Facebook che i suoi amici, con grande tristezza, han subito fatto rimbalzare nell’informazione del giorno.

Era noto come speaker di Radio Sardinia, come fotografo dell’Unione Sarda, come creativo per diverse aziende agro alimentari, ma io l’ho conosciuto come tecnico che dava assistenza, con le sue attrezzature di registrazione, nelle riunioni del Consiglio della nuova Provincia del Medio Campidano. Per la sua innata predisposizione al dialogo era diventato uno di noi.

Con la confidenza che si era creata avevamo sempre argomenti di conversazione e così, un pomeriggio che venne per parlare del suo lavoro, nella sede di Sanluri di Via Carlo Felice, e alla fine del colloquio con i dirigenti mi chiese di accompagnarlo a prendere un caffè al bar. Fatti una ventina di metri sulla strada, di fronte all’ingresso del Castello di Sanluri, scoppiò improvvisamente a piangere. Fu in quel momento che mi comunicò che gli avevano ufficialmente diagnosticato la Sla. Ecco come seppi della sua malattia.

Anicetto sapeva benissimo di che cosa si trattasse perché in quel periodo nel Medio Campidano, e in particolare nel comune di Sanluri, furono tante le iniziative di approfondimento sulle cause e sulle difficoltà delle famiglie nel sostenere gli ammalati di Sla. Riunioni e assemblee organizzate da Associazioni sociali e culturali con dei bravi relatori per chiedere alla Giunta regionale di assumere “iniziative per la cura e il sostegno dei pazienti colpiti dalla misteriosa Sclerosi laterale amiotrofica e delle relative famiglie». Ricordo come se fosse oggi, la manifestazione di sensibilizzazione che si svolse a Sanluri organizzata dall’associazione “Amigus de Brunu”, in cui l’assessore regionale alla Sanità annuncia fondi sia per assistere a casa i pazienti colpiti dalla Sla che per attivare la ricerca.

Fu un periodo di grande mobilitazione grazie anche alla forza e la costanza organizzativa dell’Associazione “Is Amigus de Brunu”, che fu un esempio di lotta a favore dei malati di Sla in Sardegna. “Is Amigus de Brunu” sono gli amici di Bruno Leanza di Sanluri, affetto da Sla, immobile da oltre 22 anni. Anicetto, seguendo da vicino le attività del territorio, spesso si trovava ad assistere a questi dibattiti per cui quando gli fu scoperta la malattia conosceva già ogni dettaglio.

Pur essendo ancora attivo fisicamente immaginava con la mente le future difficoltà. Le sue lacrime descrivevano il suo dolore. Quando si trovò lui ad aver bisogno di un sostegno finanziario per l’adeguamento della sua casa di abitazione alle nuove necessità l’aiuto dei suoi amici non si fece attendere: l’8 luglio 2010 si tenne una grande maratona di solidarietà, alla quale sono stato testimone, per aiutare Anicetto Scanu, che all’epoca aveva 57 anni.

La manifestazione musicale si svolse dalle ore 19.00 fino a tarda notte, nell’affollato Campo Sportivo Comunale di San Gavino Monreale, con l’obiettivo di raccogliere i fondi per l’acquisto di un ascensore per lo speaker, costretto a non poter uscire dalla sua abitazione. Salirono sul palco, oltre al Sindaco del Comune Gianni Cuccu, tantissimi artisti sardi che hanno voluto dare il loro contributo per la riuscita della manifestazione.

Dalla sua abitazione, circondato dall’affetto dei suoi cari e di chi gli prestava assistenza Anicetto parlava sempre della sua sfida con la Sla: lo faceva con grande serenità d’animo senza mai manifestare il rifiuto della vita. Testimonianza confermata, il giorno del decesso, dal giornalista Gian Luigi Pittau, che lo conosceva molto bene, quando ha riportato le parole di Anicetto: “la Sla cerca di toglierti tutti i sapori reali della vita, le sole armi per combatterla sono l’amore ed il sorriso, il buonumore e l’ottimismo, la serenità e la voglia di farcela a tutti i costi, la gioia di aiutare chi sta peggio di te, sembrano poche ma se ti guardi alle spalle vedrai una fila interminabile di persone che hanno bisogno di te”. Questo era Anicetto e in quelle parole si spiega il motivo perché avesse tanti amici.

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