Maggio 6, 2021

Supertifosi/La partita più importante_di Edoardo Scarpetta

Oggi, cari lettori,  faccio veramente fatica a scrivere del nostro Cagliari e non vorrei togliere spazio  ad altri cronisti di sport.

Mia madre mi ha sempre detto  quando ero triste per il Cagliari “Esti Scetti  una partita, e che ti dona a pappai su Casteddu?”. Scusate se non scrivo forse esa La grande saggezza di Filomena e di nostri anziani, che hanno preso la Laurea della Vita .

Ora, in questo mio periodo di isolamento Covid, quelle parole rimbombano in tutta la casa, se penso a tutti coloro che sono nella mia condizione, comunque privilegiata in quanto sto bene, ma soprattutto  se il mio pensiero corre alla mia amica Milena, che sta lottando con tutte le sue forze e la sua grinta in un letto di ospedale, e a tutti coloro che stanno veramente soffrendo gli effetti sanitari ed economici di questa pandemia. Chi non entra nella partita del Virus la vede come lontana e mostra quasi indifferenza, e a volte lo sfida. Invece è un pericolo reale e  non solo perché può avere effetti terribili in termini di salute ma perché  è anche una vera bomba psicologica, di cui a mio avviso pagheremo forti conseguenze.  Ebbene ieri era Pasqua e durante queste festività, oltre a un monte di solidarietà e vicinanza, una cosa che mi ha fatto dimenticare la tristezza dell’isolamento è stata la videochiamata dei miei nipotini. Altro che vaccino. Mi ha tolto per un po’ quel velo di malinconia e tristezza che da un po’ copre il mio viso. Anche tanti anni fa fui messo in isolamento per combattere un tumore ma era diverso. Ora non ho più l’età per certe cose. Non mi va di farmi rubare le feste, gli affetti, gli abbracci, i baci…

.E quindi mi stringo in un ideale abbraccio a chi ha dovuto e  deve patire la lontananza dai propri cari. Sofferenza sulla sofferenza

Ora vi voglio raccontare un po’ della mia storia: quando vivevo a Milano il lunedì dell’Angelo io e mio padre andavamo sempre alla parrocchia di Sant’Angelo in via Moscova. Per me era una gioia perché davanti al piazzale della chiesa e nelle vie laterali si svolgeva una piccola fiera e non c’era anno che non tornavo con un pesciolino rosso, un canarino, un pappagallino Sapete ero un ragazzino convincente. Ma al ritorno passavamo sempre davanti al Fatebenefratelli , storico ospedale di Milano . Mio padre un anno  si fermo’, ero già grandicello, e mi indicò le finestre bianche e chiuse e mi disse: “Edoardo , pensa sempre che c’è chi sta soffrendo in questo momento. Noi possiamo passare davanti senza fermarci, la nostra vita non cambierebbe anzi forse sarebbe migliore perché non penseremo  alle cose brutte  che ci possono capitare, ma sarebbe un grave mancanza” . L’anno dopo ci chiamarono dal Fatebenefratelli  avvisandoci che mio padre si era sentito male a Sant’Angelo ed era stato ricoverato. Quella volta io non lo accompagnai perché non volevo  che uscisse (non stava già bene )e pensavo che non accompagnandolo si sarebbe convinto e sarebbe stato a casa, ma dimenticavo che era testardo come me. Era  sardo, casteddaiu, di sant’Avendrace, delle case dei ferrovieri. Sardo dentro! Quel giorno persi una grande occasione per essergli vicino e ancora oggi non riesco a perdonarmi.

La vita cambia in un attimo, e allora dobbiamo sempre viverla intensamente  per non sprecare il dono che abbiamo ricevuto. Non dobbiamo esitare nel dire “ti voglio bene” alle persone che amiamo, non dobbiamo perdere tempo per VIVERE.

La passeggiata del lunedi’ dell’angelo terminò come accadeva tutti i giorni.

Quando  rientravo  nella casa di ringhiera di Via Pasubio , salivo le scale consumate dal tempo e alla prima rampa c’era una piccola madonnina di gesso, bianca e blu. Io , ogni giorno  da quando ero piccolo, le passavo davanti mandandole un piccolo bacio, il bacio di un bambino, poi diventato ragazzo. Ma anche quando sono cresciuto, fino ai miei diciotto anni, quando cambiai casa, passando davanti alla madonnina le davo una carezza sul piedistallo e pensavo a quanto ero fortunato ad avere una famiglia che mi voleva bene e invocavo la sua protezione.

E quindi proprio come allora ti do una carezza, nel nome di tutti coloro che oggi soffrono per tanti motivi.

Ognuno di noi, credente o non credente, deve avere la sua piccola luce!

La partita più importante è quella che si combatte nello stadio della VITA e questo bisogna sempre ricordarlo. E pensiamo sempre anche un po’ agli altri, a chi è solo… non rendete le persone oltre che sole anche isolate Vi è  una bella differenza se non vivi con indifferenza.

E allora sì che si da veramente un Senso alla Vita, e come diceva Vasco Rossi

“Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani è un altro giorno, arriverà “

E comunque voglio sempre gridare “Sempre Forza Cagliari”, perché mi fa sentire bene e da un senso di continuità a questa vita interrotta.

Forza Milena, tornerai a  dipingere il mondo in rossoblu! Forza!

3 thoughts on “Supertifosi/La partita più importante_di Edoardo Scarpetta

  1. Grazie Edoardo per questo contributo che riporta la nostra attenzione sulle cose importanti della vita. Forza Milena e auguri di pronta “negativizzazione” ad Alessio Cragno.

  2. Grande Edoardo…. è proprio così, a volte non ci sofferma abbastanza a pensare alle cose che ci sembrano poco importanti ma che alla fin fine son quelle che danno un senso alla nostra vita. Milena è una guerriera e anche questa volta supererà quest’altro terribile ostacolo che la vita le ha messo davanti. Mi riporta alla mente un Cagliari-Genoa ad Is Arenas quando dopo la partita passata sotto il diluvio universale lei non riusciva nemmeno a camminare verso la macchina zuppa fradicia come era… e con la sua solita ironia casteddaia mi disse “Seu sciusta commenti una puliga, ma tantu già mi asciuttu prima de arribai a domu, aicci gi du intedis a Marco!!” … ecco anche questa volta come allora son sicuro che tornerà a casa asciutta!!!! Anche la strada di tutti quelli che, come te in questo momento, sono alle prese con questa brutta bestiaccia si rimetterà in piano… alla pari di quella del nostro Casteddu…. un abbraccio e sempre FORZA CASTEDDU

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