Maggio 6, 2021

Ma il Partito Sardista esiste ancora?_di Antonio Delitala

Dal 17 aprile sono iniziate le commemorazioni o celebrazioni del 100’ anniversario del Psdaz. Son riuscito fortunosamente a seguire i momenti di inaugurazione  scopertura di una lastra di marmo con alcune frasi  di Bellieni in italiano. Da dirigente del Partito, da ex segretario nazionale, da responsabile di tanti organismi minori  sono stato tenuto all’oscuro , avrei desiderato essere avvertito anche con un semplice sms. Cosi per tutti gli altri sardisti! Così come le mie, le proteste sono tantissime, tutti gli altri dirigenti ma anche i semplici militanti con decenni di tessera hanno manifestato la loro amarezza. Ripeto amarezza perché si sentono esclusi, si sentono parte di un processo di esclusione, di emarginazione dagli eventi, dai momenti importanti di un partito che ha segnato la storia della Sardegna. In tanti mi hanno chiesto se il Psdaz esista ancora considerato che scientificamente da oltre due anni nessun organismo politico viene più riunito e la voce del popolo sardista non è  più conosciuta. In troppi sardisti vi è il convincimento che il 17 aprile segni la fine, la commemorazione del nostro Psdaz e invece ci sia la celebrazione di un nuovo Partito Sardista appartenente ad altri. 

Emilio Lussu

Leggo su l’Unione, una intervista rilasciata da Mario Carboni in occasione del 100 anniversario del Psdaz. Troppe domande mi assillano, perché lui? Quando in vita ci sono ancora molti ex-Segretari, ex-Presidenti e ex Assessori che hanno significato momenti importanti della vita socioeconomica della Sardegna lasciando testimonianze indistruttibili del loro operato che avrebbero avuto ben altre esaltanti parole?

Rimango molto perplesso dalle parole della intervista le cui parole sono di commemorazione , sono da epitaffio di un Partito che ha espresso eccellenti persone che hanno brillato in tutti i campi della vita civile per iniziative e idee e che sono state fatte scomparire.

Il Psdaz merita ben altro di quattro parole di ricordi fumosi e di comportamenti ambigui di personaggi che oggi ricompaiono perché il Segretario è presidente della Regione. Sono stati volutamente taciuti nomi importanti come Titino Melis, Mario Melis, Carlo Sanna, Francesco Puligheddu, Bachisio Morittu, ne vorrei ricordare tanti altri,  e tanti altri eccellenti sardisti morti e ancora in vita.

Con amara meraviglia in tanti sardisti ancora attivi militanti da decenni vediamo comparire personaggi che sino a pochi anni fa erano fieri oppositori del Psdaz e oggi sono nominati da sardisti in cariche di governo . In tanti dirigenti esclusi prendiamo  atto che è in atto una pulizia ad escludendum della dirigenza sardista che ha portato il Partito al governo con dure lotte e sacrifici politici di anni. Personaggi con tessere recenti e senza tessere sono stati chiamati dall’attuale dirigenza e hanno occupato velocemente posti di responsabilità politici ed istituzionali mettendo in atto interessi e politiche che niente hanno di sardismo ma rispondono ad interessi personali o di altri partiti.

L’intervista su L’Unione Sarda , totalmente priva di progettualità futura , di un accenno a un modello sardo socio economico diverso troviamo solo ricordi da dimenticare, è il chiaro esempio di una commemorazione di un partito che con queste idee e modalità è destinato alla scomparsa.

I sardisti non sono morti , sono ancora tanti e guardano il futuro, tutti non accetteranno una tale conduzione del partito così distruttiva .

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