Dicembre 1, 2021

Anniversari/Enzo Tortora: una pagina di malagiustizia_di Attilio Gatto

17 giugno 1983. Mattina presto. Roma, via del Corso. Un uomo frastornato, tra due carabinieri, esce dall’Hotel Plaza. Enzo Tortora, direttamente dalla vetrina tivù al carcere. È il “caso Tortora”, clamoroso errore giudiziario. Per il presentatore 13 mesi tra galera e arresti domiciliari, processi, condanna a 10 anni, infine l’assoluzione. Le accuse vengono dai pentiti, tra questi Pasquale Barra, “o’ animale”, protagonista dell’efferato omicidio di Francis Turatello, 1981, Nuoro, carcere di Badu’e Carros, Enzo Tortora è morto 33 anni fa, il 18 maggio 1988.

L’ha consumato un tumore. Bruciante l’immagine dell’arresto. Tortora in manette, incredulo, stanco. L’hanno svegliato alle 4 del mattino, hanno atteso la luce del giorno per uscire dall’albergo. Un’immagine imbarazzante, odiosa, purtroppo indimenticabile, fissata nella memoria dagli scatti e dalla riprese tivù. Pasquale Barra è sulla scena dell’imboscata a Turatello, “faccia d’angelo”, boss della mala milanese, insieme ad altri tre complici.

Decine di coltellate e anche scempio del cadavere. Barra, chiamato “o’ studente” perché allievo di “o’ professore”, Raffaele Cutolo, si conquista sul campo – 67 omicidi – il nuovo appellativo, “o’ animale”. Quest’uomo in carcere si pente e viene creduto. Scatta il blitz contro La Nuova Camorra Organizzata, 856 ordini di cattura, e tra questi Enzo Tortora, accusato di traffico di droga e associazione di stampo camorristico.

Enzo Tortora con Marco Pannella

Un calvario per il presentatore di “Portobello” e della “Domenica sportiva”, una pessima figura per la giustizia italiana. All’indomani dell’arresto, Enzo Biagi scrive:”Fino all’ultima sentenza, per la nostra Costituzione, stiamo parlando di un innocente. Invece in ogni caso, è già condannato: dalle riprese televisive, dai tItoli dei giornali, dalla vignetta del pappagallo che finalmente parla e dice: Portolongone.” Quando si libera dell’incubo, Tortora rientra in tivù e dice:”io sono qui anche per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti e sono troppi; sarò qui, resterò qui anche per loro.”

La lotta contro le ingiustizie e la malattia finisce nella sua casa milanese. Enzo Tortora muore a 59 anni. Con le sue ceneri una copia della “Storia della colonna infame” di Manzoni. Pasquale Barra, “o’ studente” diventato “o’ animale”, cinque anni fa, detenuto nel carcere di Ferrara, si è portato nella tomba decine di omicidi. Resta una pagina di malagiustizia che ha messo alla prova il Paese.

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