Gennaio 26, 2022

Quartu città di mare: tutela e rilancio contro l’erosione costiera_Fabio Salis incontra il vicesindaco Sanna

Compresa tra la pianura del Campidano, l’oasi del Monte Sette Fratelli e il parco di Molentargius, Quartu Sant’Elena è una città ricca di storia che conserva ancora intatte le sue antiche tradizioni artigianali ed enogastronomiche.

Il terzo Comune della Sardegna per numero di abitanti è rinomato anche per la bellezza e il fascino dei beni naturali che la circondano, in particolare quelli della zona umida del Parco di Molentargius e della costa, che si estende dal Poetto fino a Geremeas. Il mare e le altre aree naturali rappresentano risorse di inestimabile valore per il territorio quartese, non solo dal punto di vista strettamente ambientale, ma anche come potenziale volano per il turismo.
A partire dallo scorso novembre si è insediata in città la nuova Giunta comunale, guidata dal Sindaco Graziano Milia, il quale già durante la campagna elettorale aveva evidenziato come Quartu avesse bisogno di recuperare la consapevolezza di sé stessa come città di mare, puntando ad acquisire un ruolo forte all’interno dell’intero territorio regionale. Gli obiettivi dell’Amministrazione Comunale sono quelli di tutelare e valorizzare i beni naturali, implementare le attività turistico-ambientali e migliorare i servizi annessi, con la prospettiva di una connessione produttiva tra centro storico e litorale.

Abbiamo approfondito tutti questi temi assieme al Vicesindaco e Assessore all’Ambiente, Turismo, Bilancio e Personale del Comune di Quartu, Salvatore Sanna, che è stato in precedenza anche Sindaco di Villasimius dal 1978 al 2001 e dal 2004 al 2014, nonché presidente dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara dal 2000 al 2001 e dal 2004 al 2014.

Recentemente è stato approvato dalla Giunta Comunale il progetto di riqualificazione della passeggiata del Lungomare Poetto quartese in cui è prevista una continuità con quella del tratto cagliaritano.

“Le risorse, per un importo complessivo superiore ai 3 milioni di euro, arrivano dal Patto per lo sviluppo della Città metropolitana di Cagliari. Per il momento è interamente finanziato il primo lotto, che interessa il tratto compreso tra il Margine Rosso e l’ex Bussola. L’intervento spazia dalla rinaturalizzazione della spiaggia alla piantumazione dell’ex pineta, dalla creazione di un nuovo parcheggio alberato alle nuove aree verdi. E poi sono previsti nuovi spazi per ciclisti e corridori, punti di osservazione naturalistica rivolti verso lo stagno di Molentargius, nonché l’installazione di nuove pensiline dei bus. La zona parcheggi sarà prossima alla strada a 4 corsie.

Si sta inoltre già lavorando alla ricerca degli ulteriori finanziamenti, pari a circa 5 milioni, necessari per poter arrivare alla ricongiunzione col tratto sotto la giurisdizione cagliaritana.
Non è infatti possibile continuare ad avere un Poetto gestito da diverse Amministrazioni. Occorrerà istituire un organismo di gestione congiunta tra Cagliari e Quartu e questo è un ragionamento che il Sindaco sta intavolando con il collega di Cagliari. Tutto ciò farebbe il paio con il Parco di Molentargius, che già viene gestito in maniera congiunta.
Da un lato bisogna quindi essere nelle condizioni di garantire un livello di protezione ambientale e della biodiversità di elevatissimo livello, dall’altro è fondamentale creare nuove possibilità di lavoro sostenibile.”

Il Parco di Molentargius è un’altra area di fondamentale importanza, sia dal punto di vista naturalistico, per le specie di flora e fauna che lo popolano, che storico-culturale. Assieme al consorzio di gestione del Parco state lavorando per una sua adeguata valorizzazione.

“L’Ente Parco è gestito da un Consorzio di gestione, di cui Quartu detiene il 45% di quota di partecipazione. Il Comune ha tra l’altro espresso l’attuale presidente, Stefano Secci. I progetti di valorizzazione e gestione, come previsto dalla legge istitutiva del Parco stesso, sono prerogativa dell’Ente, che ha pertanto progettato un piano, sul quale sono chiamati a esprimersi anche i Consigli comunali. Siamo appunto in attesa di riceverlo formalmente, per poterlo esaminare ed esprimere conseguentemente il nostro parere.

Bisogna puntare a realizzare interventi incisivi per migliorare i servizi, anche se l’obiettivo principale resta la conservazione della biodiversità e della fauna selvatica che lo popola. Non solo i fenicotteri, ma anche le altre specie di fauna e di flora studiate e catalogate. Il punto è come riuscire a far interagire tutte le straordinarie risorse ambientali del compendio, da un lato proteggendolo e dall’altro garantendo alla popolazione quartese e metropolitana una fruizione ottimale.

Naturalmente c’è moltissimo da fare. Vogliamo farlo anche nell’ottica di un ampliamento della gestione condivisa delle straordinarie risorse naturali dell’area vasta.”

Le aree del litorale, che vanno dal Margine Rosso a Geremeas, nel corso dei decenni sono cresciute in maniera disordinata e le spiagge hanno dovuto fare i conti con una forte antropizzazione del territorio. Ora è necessario agire il più in fretta possibile per salvaguardarle, anche dai cambiamenti climatici.

“Prima di pensare a come utilizzare un contesto ambientale a fini turistici, occorre pensare a come proteggerlo, affinché vengano preservate le sue peculiarità. Un esempio interessante in tal senso è la spiaggia di Mari Pintau, un gioiello di cui deve andare fiere l’intera Sardegna. Sino a una quindicina di anni fa c’era la sabbia, mentre ora sono rimasti i ciottoli. Questo cambiamento non è avvenuto per caso, ma a causa dell’uso scellerato e incondizionato che è stato fatto nel corso dei decenni. È quindi evidente come non sia in grado di sopportare per altri anni l’assalto indiscriminato dei bagnanti. È altrettanto certo che non possiamo imporre divieti prima di aver elaborato un opportuno piano di salvaguardia. Si tratta di trovare le risorse economiche per avviare uno studio scientifico che definisca le capacità di carico, per poi capire la forma di gestione migliore, eventualmente introducendo il meccanismo del divieto di ingresso superato una certa soglia di bagnanti. Si tratta di strategie che devono essere messe in pratica se si ha veramente a cuore la conservazione delle spiagge.
D’altronde nel litorale quartese ci sono dei punti di erosione costiera talmente preoccupanti che alcune abitazioni, costruite in prossimità della riva, presto si ritroveranno l’acqua all’interno. È il risultato dell’incontro tra certe scelte umane scellerate e i fenomeni metereologici preoccupanti, come ad esempio il riscaldamento globale. È fondamentale agire nell’immediatezza, perché altrimenti in un arco temporale abbastanza ristretto saremo costretti a dire addio a lunghi tratti del litorale quartese, soprattutto quelli che sono stati antropizzati al massimo livello.”


Anche l’arenile del Poetto ha necessità di una serie di interventi per porre il freno al fenomeno dell’erosione.

“La situazione richiede una rinaturalizzazione del contesto, andando a ricostruire il cordone dunale reciso dalla strada a quattro corsie e da tutti gli interventi che negli anni si sono succeduti, altrimenti la spiaggia sarà sempre a rischio di erosione. L’embrione di dune che si sta ricreando, grazie anche all’azione del vento, va rinforzato attraverso delle tecniche di ricostruzione e di protezione del cordone dunale.

Abbiamo grandi sfide davanti a noi e ci darebbe una grossa mano un maggiore coordinamento a livello regionale, dove ci si sta concentrando sulle concessioni balneari piuttosto che avviare un’azione congiunta, che interessi l’intero Golfo di Cagliari, su un fenomeno preoccupante come questo dell’erosione costiera.”


La Giunta Milia punta all’instaurazione di un dialogo costante con gli altri Comuni anche per quanto concerne la creazione di percorsi naturalistici e la possibile estensione dell’Area Marina Protetta all’intero Golfo degli Angeli.

“È fondamentale connettere la straordinaria ricchezza ambientale di un luogo carico di tradizioni, offrendo al turista la possibilità di fare un’esperienza completa e pienamente coinvolgente. Dobbiamo pensare a dotare questo territorio di alcuni servizi che oggi non ci sono e che favoriscano una mobilità sostenibile all’interno dell’intera area: il turista che sbarca a Cagliari ha spesso l’intenzione di arrivare rapidamente in altri Comuni rivieraschi, come ad esempio Villasimius; noi dobbiamo dargli valide motivazioni affinché decidano di fermarsi anche a Quartu.

Non bisogna pensare al turismo, ma ai turismi, perché ce ne sono un’infinità che oggi vengono alla luce. Il nostro ragionamento dev’essere teso a impostare particolari percorsi turistici che facciano leva sulla storia e la bellezza dei paesaggi, ma favorendo anche la valorizzazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Vi sono risorse allo stato attuale inutilizzate o comunque senza alcuna connessione l’una con l’altra: hanno necessità di opportuna valorizzazione. Tutto ciò concorrerebbe a rendere ancora più competitiva non solo la città di Cagliari, che rimane il punto di riferimento principale e a cui chiediamo di svolgere un ruolo di leader e di traino dell’intera Sardegna, ma anche tutto il Sud dell’Isola, perché il contesto territoriale, ambientale e paesaggistico del territorio quartese è altamente competitivo sul piano della competitività turistica e culturale.
In tal senso anche l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara potrebbe svolgere un ruolo interessante, stante la disponibilità di alcuni Sindaci interessati, in particolare quelli di Sinnai e di Castiadas, ad allargarne i confini. In merito la decisione finale spetta comunque al Ministero dell’Ambiente.”

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