Gennaio 26, 2022

Schubert V/La riffa_di Attilio Gatto

La notte porta consiglio. Schubert s’è svegliato di buon mattino con un’idea fantastica, afferrata nel mondo misterioso dei suoi sogni. Saltato giù dal letto, il tempo di bere un buon caffè ed eccolo già oltre il cancello di casa. Un cielo terso illumina la giornata settembrina, allietata dal cinguettio degli uccellini sugli alberi.

Schubert pensa: che pace! E, come d’incanto, si sente pronto a mettere in atto il suo piano, il suo straordinario marchingegno. Dunque, ha deciso di organizzare una riffa di beneficenza. Ha adocchiato alcuni pezzi – diciamo così – pregiati che fanno parte della sua collezione privata: candelabri di tutte le fogge, tappeti orientaleggianti, mobili presunti rococò, servizi di piatti e di stoviglie di dubbia provenienza. “Tutto per i poveri, per chi ha bisogno”, dice, trattenendo a stento le lacrime.

Quell’ipotetico patrimonio è chiaramente il trionfo del superfluo destinato a chi non ha il necessario. Non è certo che Schubert ne sia cosciente, comunque non rientra nello spettro delle sue preoccupazioni. Egli sta realizzando il suo sogno e non si dovrebbe fare altro che ringraziarlo, inchinandosi al suo estro, alla sua arte, al suo genio.

La riffa delle meraviglie viene accolta da sorrisi smarriti, da incerti lasciapassare, ma l’ego smisurato di Schubert, ancora una volta, si è imposto. E questo lo rende felice. Può concedersi il meritato riposo, magari una meditazione yoga, da cui certamente scaturiranno nuove favolose idee, capaci di colorare la grigia, stagnante realtà.

In copertina illustrazione di Stefania Morgante

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