Agosto 6, 2021

Il Cagliaritano del martedì/La figuraccia della rissa in Piazza Yenne_ di Luca Neri

Alla fine si son menate. E oddio, non che fosse naturale, ma facciamo che fosse almeno prevedibile. Perché lo avevamo detto, se metti insieme ventimila giovani è altamente probabile che almeno due siano cretini. Almeno.

Sabato scorso, per esempio: la mezzanotte era passata da un pezzo, ma in centro c’era ancora un fracco di gente.

Due ragazze, fortunatamente incognite ma difficilmente candidabili al Nobel, hanno pensato bene di darsele in Piazza Yenne. E cosa succede nel 2021 se trasformi il punto più popolato del capoluogo in un ring? E certo, ti fanno il video, e il video diventa virale.

Dunque, di solito queste zuffe (la parola rissa mi dà foneticamente fastidio) vengono stigmatizzate più o meno sempre allo stesso modo: si condannano i due wrestler coinvolti, come ovvio che sia, ma poi si sposta sistematicamente l’attenzione sugli spettatori. Solitamente ad essere bersagliati sono questi ultimi, e gliene si dice di tutti i colori perché nessuno interviene.

Ora, tolta quella categoria di minus habens che prende proprio gusto ad assistere alle scazzottate – e che spero un giorno possa diventare specie in via d’estinzione – non mi sono mai trovato troppo d’accordo con la crocifissione dei non interventisti. Probabilmente perché tendo a mettermi nei loro panni.

Non ho mai messo le mani addosso a nessuno, assistere a queste liti mi spaventa e se un insetto mi rompe le scatole lo accompagno all’uscita piuttosto che farlo fuori. Figuriamoci se penserei mai di mettermi in mezzo alla baruffa per separare i due litiganti. Nel caso di sabato, effettivamente qualcuno è intervenuto. Ma era una persona “normale” come potrei esserlo io.

Il problema, e qui sta il senso e la logica di questo articolo, era che nei paraggi non ci fossero forze dell’ordine. Il soqquadro è durato una manciata di minuti, nessun uomo in divisa è intervenuto.

E con questo non voglio mica prendermela con le forze dell’ordine, ci mancherebbe, ma con chi avrebbe dovuto far sì che fossero sul posto e potessero intervenire. Perché tendenzialmente quella zona è pure presidiata, con una-due-tre pattuglie stabilmente in controllo dell’ingresso del Corso.

Il problema è che a una certa sbaraccano. Avranno i loro turni, è evidente, ma è proprio nelle ore più piccole che mi aspetto ci siano. Perché una scazzottata in pieno centro, checché se ne dica, è un fallimento per tutti. Perché nessuno deve sentirsi in dovere di essere Batman, o peggio, rischiare di prenderle da un deficiente o una deficiente.

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