Agosto 6, 2021

Il Cagliaritano del martedì/Siamo a posto: stanno arrivando gli educatori di strada_di Luca Neri

Non ci voglio credere. Stanno per sbarcare sul pianeta Casteddu nuove creature mitologiche: gli educatori di strada. Animali fantastici e dove trovarli. A Cagliari, ovviamente, dove il cambiamento e lo sviluppo sociale – ormai è evidente – sembra debba essere scongelato dagli anni ’70. Ma andiamo a cercare di capire cosa stia succedendo.

Da qualche settimana il problema centrale del capoluogo isolano sembrano essere diventati i ragazzi che fanno casino. E lo è, un problema, per carità: vedere tredicenni ubriachi marci per strada, scazzottate tra teenager al pubblico ludibrio e giovincelli che trattano la marijuana come le figurine Panini non è il massimo della vita. Solo mi chiedo perché sia diventata un’emergenza solo oggi, visto che il fenomeno esiste da circa dieci anni, anno più anno meno. Semplicemente sino all’altro ieri la maggior parte di chi si voleva scassare lo faceva in discoteca (la maggior parte, mica tutti) e allora il problema non esisteva. Ora che l’habitat naturale è stato bandito, succede tutto a cielo aperto, e allora qualcuno si è accorto che effettivamente qualche fanciullo con l’argento un po’ troppo vivo effettivamente c’è (apperò).

Ora, scendiamo nel concreto. Hai un quindicenne che il sabato sera vuole uscire di casa, recarsi nel tuo bel centro storico, spaccarsi di alcol, fumarsi qualche canna e se capita fare brutto coi coetanei. Come fai ad evitare che il suddetto ragazzo eviti le suddette attività? Ipotesi uno: li fai fuori tutti come Erode in Giudea. Un tantino troppo drastica, anche se poi l’ultima volta uno buono davvero era uscito fuori. Ipotesi due: dissemini forze dell’ordine in giro per la città, marchi a uomo qualsiasi under 18 (o under 20, o under 23), crei un bell’ambientino rilassato e disteso e alla fine qualcuno si fa male davvero. Non male, la teniamo buona. Ipotesi tre: crei valide alternative di svago all’interno della città e del centro, metti su qualche evento compatibile con la pandemia. Folle idea e folle chi l’ha partorita.

Ipotesi quattro, tenetevi forte: piazzi una manciata di gazebo nel centro, istituisci la surreale figura dell’educatore di strada. Quest’ultimo avrà l’ingrato compito di braccare i ragazzi e le ragazze che passeranno dalle sue parti per fargli un pippotto generazionale su quanto faccia male alla salute e sia sbagliato sbevazzare e drogarsi. È lei. È la risposta che cercavamo.

Ora, sarò sicuramente io un rompiballe incontentabile. Ma quando vedo idee come queste, immagino sempre l’aspettativa di chi le ha pensate. Un sognatore, sicuramente. Che immagina un vivace giovane con la canna in mano fermarsi al gazebo della speranza, ascoltarsi dieci minuti di scalatore delle Ande  (per pochi) e altre nozioni che sicuramente lo coinvolgeranno una cifra e avere l’illuminazione. Nel sogno (o nel progetto, guai ad offendere) il ragazzo guarda con disprezzo la sua mano, getta e calpesta lo spinello e ricomincia la sua nuova vita. Il tutto con la musichetta dell’apparizione mistica di Fantozzi come colonna sonora ed un’abbagliante luce divina a fare da filtro.

Siamo a posto. Abbiamo risolto il problema.

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