Settembre 26, 2021

Schubert XIV/la grande abbuffata_di Attilio Gatto

“Dove ho sbagliato? Dove ho sbagliato?”, si chiede Schubert. Ma non riesce a darsi una risposta. Si, è vero, ogni tanto gli è scappata qualche piccola bugia, ma niente di imperdonabile: si è fatto passare per un grande cuoco, uno chef stellato, si è attribuito raffinatissimi piatti, ha lasciato intendere di essere l’inventore della burrata salentina, ha sparso la voce di essere lui il vero artefice del successo di un indimenticabile film di Marco Ferreri, “La grande abbuffata”. E gli amici, che gli vogliono bene, fanno finta di credergli.

Tutto si può perdonare a Schubert, che in fondo è buono d’animo, un pezzo di pane, una pasta d’uomo. Ma una sera accade il fattaccio. Lo riconoscono subito nell’enoteca ch’è un tripudio di di vini, grappe, formaggi. Appena entra, il chiasso furibondo della sala si trasforma in un imbarazzante silenzio. Il proprietario del locale, due baffi spioventi su un viso burbero, lo fissa per cinque interminabili minuti e gli dice:”Questo è il conto”, srotolando davanti agli occhi increduli di Schubert uno scontrino fiscale lungo due metri di collera.

È stato dodici volte in quel locale e andandosene satollo, con voce rassicurante, ha detto:”Alla prossima.” Poi l’oblio. L’ oste ora è furibondo, Sequestra gli amici di Schubert e gli intima:”O tiri fuori i soldi o per loro sarà come un ergastolo”. Sono ancora lì, rinchiusi nell’enoteca, dopo mesi di pane e acqua. Schubert, l’occhio lucido, continua a chiedersi:” Dove ho sbagliato? Dove ho sbagliato?” ( 14 – continua )

Illustrazione di Stefania Morgante

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