Settembre 26, 2021

Sviluppo locale e marketing turistico: vado a vivere in paese_di Andrea Floris

Andrea Floris

La programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 rappresenta un’importante opportunità per le politiche di sviluppo delle aree interne.  Seguendo le indicazioni del PNRR gli ambiti più rilevanti sembrano essere la digitalizzazione applicata alla tutela attiva del territorio, all’innovazione ed alla competitività culturale e turistica, alla e transizione ecologica ed alla valorizzazione del capitale naturale/culturale.

Il risultato atteso è quello dell’attivazione di uno sviluppo intensivo in grado di accrescere il benessere e l’inclusione sociale di chi già vive in quelle aree e invertire il trend demografico sia con la fine dell’emigrazione che con l’attrazione di nuovi residenti e la ripresa delle nascite.

In Sardegna il destino di questi territori, molto estesi e con un potenziale di sviluppo in larga parte ignorato e sottoutilizzato, rappresenta la vera scommessa per la ripartenza dell’intera isola. La convinzione diffusa che molte delle loro risorse siano potenziali e/o vincolate, ci mette davanti alla necessità di liberarle attivandone il capitale latente lungo due direttrici: l’offerta dei servizi essenziali alla popolazione, considerati quali precondizioni dello sviluppo e la promozione di progetti di sviluppo locale, centrati sulla valorizzazione delle risorse specifiche dei luoghi.

Si tratta di un intervento che sottintende una forte collaborazione a più livelli: comunitario, nazionale, regionale e territoriale per ovviare ai limiti di un approccio top-down (deciso senza le comunità locali), sia di quello bottom-up (autoreferenziale in quanto elaborato nella convinzione di possedere le risorse economiche e professionali necessarie per le iniziative di sviluppo).

Un altro aspetto rilevante è che i Comuni di ciascuna area interessata ai progetti realizzino forme di associazione che consentano di abbinare, alla loro azione ordinaria, iniziative comuni di sviluppo locale. I nostri centri dell’interno hanno rilevanti risorse naturali, culturali e umane, la cui attivazione potrebbe dare un contributo importante al livello di crescita aggregato ma, se li confrontiamo con i competitor nazionali ed internazionali, ci accorgiamo del ritardo infrastrutturale e tecnologico che preclude la crescita del settore turistico, proprio quello sul quale gli Enti locali ripongono maggiormente le loro aspettative.

I Comuni minori sono percepiti come portatori di contenuti identitari e di richiamo specifici e, come tali, rappresentano per il viaggiatore in cerca nuove esperienze, emozioni e gusti una delle soluzioni più ricercate.
Nel momento in cui si forma la domanda turistica, risultano fondamentali le informazioni che il potenziale visitatore raccoglie per realizzare un viaggio virtuale nelle realtà che si accinge ad esplorare. Compito dell’Ente locale è adeguare la promozione del territorio ai nuovi standard, predisponendo banche dati, informazioni, forme di comunicazione che si avvalgono della tecnologia multimediale necessaria per la promozione del cultural heritage attraverso tre percorsi:

• quello della comunicazione (presentazione dei contenuti ad un’utenza ampia e diversificata attraverso, ad esempio, testi, audio, video);

• quello dell’intento didattico (rivolto a scolaresche, prediligendo ambiti applicativi come la realtà aumentata, gli spazi virtuali emozionali e partecipativi);
• quello del turismo culturale (con l’utilizzo di dispositivi mobili dove le informazioni storico-culturali si fondono con quelle georeferenziate).

Altrove queste risorse si sono già dimostrate capaci di attirare una nuova tipologia di visitatori, attenti ai particolari, ai quali è necessario fornire informazioni coerenti e distinte nelle forme, nei modi, nel linguaggio comunicativo.  I piccoli centri hanno bisogno di visibilità e possono ottenerla colmando l’attuale gap tecnologico e affidandosi alle potenzialità del web ed alla digitalizzazione delle risorse del suo territorio. Gli operatori turistici ricorrono abitualmente a strumenti e infrastrutture “web-based” per far conoscere e promuovere, su larga scala, le potenzialità attrattive e le principali caratteristiche ricettive dei territori, nonché tutte le attività legate a una particolare zona d’interesse. In questo modo hanno potuto raggiungere utenti che, altrimenti, avrebbero scelto altre mete.

Il tema del turismo minore sembra un’opportunità sia per il rilancio economico delle zone interne che per migliorare e ampliare la stagionalità dei flussi e stimolare forme di turismo anche di tipo individuale, non solo culturali e/o escursionistiche. Lo sviluppo locale di tipo partecipativo può essere la risposta giusta, in particolar modo quelle di aree vulnerabili e con capacità limitate, valorizzando i comuni e le risorse meno storico-culturali meno note, si può tutelare il territorio, creare nuove opportunità occupazionali e riequilibrare il rapporto, oggi compromesso, tra zone interne e costiere della Sardegna.

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