Settembre 26, 2021

Il Cagliaritano del Martedì_La generazionale polemica dei cartelloni no-vax_di Luca Neri

Allora. La premessa è che più o meno qualsiasi professoressa o professore insegna che non si comincia mai un discorso con “allora”. Alla prova dei fatti, poi, lo fanno tutti. Un po’ per prendere tempo, un po’ per formulare con precisione un discorso complicato. E questo è un discorso complicato, giuro. Motivo per cui conservo la licenza dell’allora e proseguo. Dicevo del discorso complicato. Lo è perché in realtà non mi andrebbe più di tanto di affrontare questo tema: un po’ perché c’è di mezzo la politica, e tendenzialmente quando si entra su questo terreno si finisce per pestarne parecchie; un po’ perché effettivamente la discussione riguarda il nulla, e discutere del nulla è ben più complesso che farlo su un argomento specifico. Ma proviamo l’impresa.

Il sindaco di Cagliari e la sua ultima sfidante alle urne hanno iniziato a bisticciare per colpa dei fantomatici cartelloni no-vax comparsi per le vie del capoluogo.

La discussione – se così si può chiamare – si è evoluta all’incirca come qualsiasi altra contesa in cui c’è di mezzo una cretinata detta da qualcuno: l’incazzato fa l’incazzato e assegna la colpa della cretinata a qualcuno. Il signor qualcuno condanna la cretinata ma si appella alla libertà di espressione: sempre la stessa identica solfa. È successo seicentomila volte in passato, succederà altre seicentomila.

Ma facciamo chiarezza: posso scrivere su un cartellone pubblicitario che Luca Neri mi sta antipatico? Sì, e posso scrivere anche che non mi voglio vaccinare. Dirò di più: ho entrambe le dosi, reputo i no-vax dei completi idioti (ehi, posso farlo, è la libertà di espressione), ma reputo sacrosanta la possibilità che gli amici problematici possano manifestare in piazza contro le punturine e affiggere cartelloni in cui consigliano di stare alla larga da Pfizer, Moderna, Astrazeneca e tutti gli altri Pokemon Leggendari. Allora sto dicendo che ha ragione Truzzu? No, anche perché non spetta a me stabilirlo, e non mi importa nemmeno farlo. Il problema cruciale di quei cartelloni non è tanto il messaggio in sé (“Il vaccino è sporco e cattivo”), quanto le sue declinazioni. Perché posso scrivere che Luca Neri mi sta antipatico, ma non posso scrivere che picchia i bambini nel tempo libero. E non perché mi metta in cattiva luce, semplicemente perché non è vero (lo giuro). Se il cartellone si fosse limitato ad esprimere un’opinione, facci pure, direbbe il ragionier Filini. Ma così non è. I manifesti comparsi a Cagliari sparano numeri su reazioni avverse e morti, spacciando il vaccino per un siero letale (non ci dicono quanti siano i miracolosamente sopravvissuti), e annunciando a caratteri cubitali la sperimentalità dello stesso: una balla (non lo è più). Allora sto dicendo che ha ragione Ghirra? Nemmeno, anche per lo sviluppo della polemica, che riassumo in brevissimo. La consigliera ha pubblicato una foto con un asino, attribuendogli – di fatto – il virgolettato del sindaco. Una cafonata, si può dire serenamente. Ovviamente, e guai a farsela mancare, è arrivata la risposta del primo cittadino, con una sorta di chi lo dice sa di esserlo che mi ha ricordato i sereni tempi delle scuole elementari.

A volte, mica sempre, sarebbe bello discutere unicamente del merito delle questioni. Perlomeno quando non si è al bar. O quando si è in Consiglio Comunale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *