Settembre 26, 2021

Schubert XVII/Imperatore_di Attilio Gatto

Schubert ha deciso. Schubert fa il viaggio. Avventura e pericolo sono il suo mestiere. Camminata lungo la via Appia. In pellegrinaggio, nei luoghi della storia e della memoria. L’antica Roma è ai suoi piedi. Schubert ha in mano i destini del mondo. Egli non s’immagina Imperatore. Egli è Imperatore.

Come un attore che si è impadronito del metodo Stanislavskij, dopo gli anni dell’”Actor’s Studio”, Schubert l’Imperatore può decidere vita e morte dei suoi sudditi. Ma egli è magnanimo. Come il Principe di Machiavelli, non cerca odio, ma consenso. Ama farsi amare. L’Adalgisa, l’adorata metà, è rimasta a casa. Ella è donna, s’ha da occupare di faccende domestiche.

A ciascuno il suo. Mai farsi travolgere da astratti concetti di parità. Mai lasciare la strada vecchia per la nuova. E più vecchia della Via Appia, che c’è? Se viaggio fa rima con paesaggio, Schubert ha visto di tutto: sorrisi, pianti, espressioni ebeti, smorfie vivaci, visi indecifrabili, delitti compiuti col volto dipinto di bontà, solidarietà che si coniugano a facce repellenti. “La realtà è semplice, ma qualche volta è complessa”, esclama in quel di Brindisi, accanto alle colonne che celebrano la fine della Via Appia. E ora? Ora che fa Schubert? Dietrofront. C’è qualcosa che gli sfugge. Ma trova la sintesi:”Perché parto, se poi torno?” Casa, dolce casa! ( 17 – continua )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *