Ottobre 25, 2021

Gabriele Littera, dal successo di Sardex alla candidatura alle Comunali di Serramanna. Occupazione e imprenditorialità le parole chiave_di Fabio Salis

Passione, studio, idee innovative, spirito imprenditoriale.
Questi sono i presupposti alla base del successo ormai decennale di Sardex, la moneta sociale complementare più famosa in Italia che permette ad imprese, liberi professionisti e associazioni di scambiare beni e servizi sulla piattaforma online SardexPay.


Il Sardex non è una criptovaluta, dunque non ha nulla a che vedere con i bitcoin, ma, con il valore di scambio di 1 a 1 con l’euro, consente alle piccole e medie imprese del territorio di accedere ad una community formata da diecimila attività aderenti al circuito, nel quale c’è la possibilità di trovare clienti e fornitori attraverso la costruzione di nuove relazioni. Grazie al supporto reciproco dei partecipanti, si genera un’economia reale in cui si muovono milioni di prodotti e servizi dei territori.


Nato trentasei anni fa a Cagliari, Gabriele Littera si è laureato nel 2008 in Marketing e Comunicazione all’Università degli Studi di Teramo e, una volta conclusi gli studi, ha deciso di rientrare in Sardegna insieme ad altri amici, divenuti poi soci, costruendo una nuova opportunità e mettendo a disposizione del territorio le proprie idee e competenze. Il percorso di Littera ora si arricchisce anche della candidatura a sindaco alle Comunali di Serramanna, il suo paese di origine, dei prossimi 10 e 11 ottobre.

Il gruppo di ragazzi, formato da Franco Contu, Gabriele e Giuseppe Littera, Carlo Mancosu e Piero Sanna, ha dato vita a Sardex S.p.A., l’innovativa startup che ormai rappresenta una realtà consolidata anche nel panorama nazionale e che guarda anche all’estero. E dire che tutto era partito da Serramanna, in particolare dalla casa della nonna di Gabriele, la signora Elvira, che è stata sede principale, poi ufficio e sede legale, nei primissimi anni di vita della startup.

Gabriele Littera


“A seguito della crisi dei mutui subprime e di Lehman Brothers, dal 2008 al 2010 abbiamo approfondito temi che riguardano il credito, la finanza e la moneta, spinti dalla passione e dalla curiosità. C’era la volontà di capire meglio come funzionava questo mondo. Da quel momento in poi abbiamo preso coscienza del fatto che fosse utile costruire uno strumento che avrebbe potuto essere d’aiuto al nostro tessuto economico, visto che la crisi finanziaria si stava facendo sentire e sapevamo che si sarebbe trasformata in una crisi produttiva ed occupazionale.

A partire dal 2010 Sardex è divenuta operativa”, così Littera ha spiegato com’è scaturita l’idea di creare una moneta complementare. “Inizialmente dal punto di vista operativo prendevamo gli appuntamenti telefonicamente e organizzavamo incontri tra la nostra rete commerciale e ogni singolo imprenditore interessato. Successivamente abbiamo esteso il nostro raggio d’azione al Nord e Centro Italia, con delle realtà in cui siamo presenti in maniera diretta o tramite dei nostri partner e con una rete ampia di collaboratori. L’accoglienza è stata buona, nonostante nel nostro paese siano presenti realtà territoriali con molte caratteristiche differenti, per esempio la sola provincia di Vicenza ha lo stesso numero di partite IVA di tutta la Sardegna. Ciononostante oggi, per la legge dei grandi numeri, abbiamo più imprese aderenti al nostro circuito nella penisola che in Sardegna”.


Il vero aspetto innovativo di questa moneta risiede nel fatto che le imprese non intacchino la propria liquidità in euro per effettuare gli scambi, ma utilizzino questa moneta complementare, e, sottoscrivendo un costo di iscrizione e un canone mensile commisurato alla loro grandezza, possano effettuare qualunque transazione senza nessun altro costo: “Sardex è una moneta che si affianca a quella tradizionale e non ha l’obiettivo di sostituirla, ma di arrivare dove essa non arriva e risulta conveniente in quanto non è soggetta a tutti i principi regolatori del sistema finanziario tradizionale. Il criterio è che può essere spesa solamente con gli altri partecipanti al circuito che la accettano. Il nostro obiettivo è quello di dare uno slancio all’economia reale, nella quale altrimenti il potenziale inespresso sarebbe ancora più elevato”.


Nel breve-medio termine, gli obiettivi di Sardex sono quelli di consolidarsi in maniera ancora più capillare al di fuori della Sardegna e continuare sulla strada dell’equity crowdfunding: “Oggi una componente del nostro capitale è rappresentativa di trecento piccoli soci, pensiamo che tra qualche anno questo percorso di distributività diffusa del progetto possa proseguire attraverso la quotazione in borsa. Ci aspettiamo che la tecnologia sia di supporto per la nostra crescita. Abbiamo iniziato un percorso di rinnovamento complessivo dei nostri sistemi informativi e anche dei processi aziendali”.


Mettere a disposizione della comunità il proprio sapere aiutando le aziende a fare rete e crescere è il principio seguito in questi anni da Sardex e ora l’obiettivo di Gabriele Littera è quello di esportare questo tipo di mentalità anche nel Comune di Serramanna: “A questo turno ho deciso di candidarmi sindaco, perché la politica mi è sempre interessata e anche per il fatto che avrei la possibilità di passare il testimone in azienda a colleghi in gamba, capaci di portarla avanti e farla crescere senza una mia presenza costante”.

La scorsa settimana Littera ha presentato ufficialmente i candidati presenti nella sua lista civica “Serramanna città migliore”. Tra le linee programmatiche in primis ci sono i temi dell’occupazione e dell’imprenditorialità, vitali anche per tutti i comuni limitrofi del Campidano: “È necessario lavorare per far sì che il tessuto economico esistente possa svilupparsi ancora di più e per far sì che una serie di finanziamenti esistenti che stimolano la nuova imprenditorialità vengano promossi e fatti conoscere a quella fascia di popolazione che può generare un reddito, avviando nuove modalità di impresa. Dobbiamo rendere maggiormente attrattivo il nostro paese e il tessuto produttivo per avvicinare imprese che non sono presenti, ma che potrebbero esserlo. L’occupazione è il primo passo da compiere per creare benessere e far crescere il territorio”.


Un altro aspetto fondamentale del programma elettorale è il tema della centralità di Serramanna nel territorio in cui si trova: “Dobbiamo recuperare un ruolo guida, ragionando come un nucleo attorno al quale ci sono paesi più piccoli a cui fare riferimento, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di sviluppo imprenditoriale, la cultura, l’arte, l’ambito sportivo vista l’offerta di strutture sportive nel nostro territorio comunale.”

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