Gennaio 26, 2022

Schubert XXIX/Mamuthones_di Attilio Gatto e Stefania Morgante

Schubert ha nostalgia della Sardegna. Prende un aereo ed eccolo a Cagliari, città carezzata dai raggi del sole e non dimenticata dalle piogge. Egli però già conosce il mare e “la spiaggia quasi africana” del Poetto. Ora vuole osare di più. E punta verso l’interno dell’isola. Destinazione Mamoiada, paese di Mamuthones e Issohadores. Carnevale non è lontano nel freddo gennaio dei fuochi di Sant’Antonio.

Le antiche maschere scavate nel legno sono alla prima uscita. I ritmi dei campanacci fendono l’aria. Ma ecco, c’è qualcosa di strano. Un Mamuthone è fuori registro, barcolla, trema. È Schubert in uno dei suoi meno riusciti travestimenti. Si è ubriacato col buon vino offerto dalle donne di Mamoiada, ma non intende ammetterlo. Mangia dolci per recuperare la lucidità. Inutilmente.

Un Issohadore lo riconosce e lo prende al lazo. Schubert prigioniero del Carnevale di Sardegna. “Non è poi male”, dice. E continua a bere, a mangiare. Fino a non poterne più. Schubert s’addentra nella notte di Mamoiada. Lo trovano all’alba, spossato, ispirato, mentre canta in lingua barbaricina. ( 29 – continua )

Illustrazione di Stefania Morgante

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