Luglio 4, 2022

Schubert XXXI/Il cappotto_di Attilio Gatto e Sefania Morgante

40 gradi all’ombra, ma Schubert, l’eccentrico, ha freddo. Attraversa la spiaggia avvolto in un cappotto e risponde spavaldo alle risate della folla. Spavaldo ma anche con nonchalance. Schubert non ha un gran concetto del popolino vociante. Egli è di poche parole. Predilige l’azione. Nella notte, munito di cappotto, inforca un paio di occhiali scuri. Travisato al massimo. E penetra nelle cabine degli spavaldi impertinenti. Naturalmente le vuota, portando via sei canne da pesca, otto sgabelli, tre sdraio e un gommone.

Una razzia di cui le vittime fanno presto ad accorgersi e ad individuare il ladro. Vendetta, tremenda vendetta. Per Schubert non sembra esserci scampo. È inseguito da una folla inferocita. Chiede aiuto. Ma nessuno si muove. Tutti fermi ad ammirare lo spettacolo della caccia a quel curioso personaggio in cappotto e occhiali scuri. Eppure Schubert non rinuncia alla via di fuga, alla salvezza. Si butta in acqua, paletot compreso, e tenta di raggiungere una boa lontana. Senza successo. Ora è in mezzo al mare, solo, abbandonato. Neanche i suoi nemici osano infierire.

Illustrazione di Stefania Morgante

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