Maggio 22, 2022

Schubert XXXVI/L’olio_di Attilio Gatto e Stefania Morgante

Una macchia d’olio sulla via di casa. Schubert la evita all’ultimo secondo. Niente scivolone, la vita è salva, nessuna ferita. È andata bene, ma accidenti!, chi è il responsabile? Schubert alza lo sguardo e vede un uomo grande e grosso intento alla frittura. Non c’è dubbio, l’olio viene da lì. Gli occhi di Schubert diventano rossi, iniettati di sangue. Vorrebbe prendere a pugni l’omone, ma la taglia del gigante glielo sconsiglia.

Schubert ha paura, ma non permetterebbe mai che tutto vada bene per il fellone. Si lancia a testa bassa contro la friggitoria ambulante e colpisce con la fronte il mezzo per 270 volte. Tentano di fermarlo, ma non ci riescono. È una furia. Il sangue cola sul viso di Schubert, ma la friggitoria è irrimediabilmente danneggiata. Schubert può vederla prima di svenire. Il friggitore è disperato, Schubert è sopraffatto dal dolore. Finisce in ospedale, ma mancano i posti letto. Bisogna attendere e attenderà per due settimane. No, non può dire, il vecchio buon Schubert, che tutto è filato liscio come l’olio.

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