Maggio 22, 2022

Marina Berti, quella luce negli occhi_di Attilio Gatto

Anni ottanta. A Cagliari c’è Radio Flash, la Radio di Paese Sera. Direttore dello storico quotidiano romano è Giuseppe Fiori. Nell’emittente fa il bello e cattivo tempo Giuseppe Podda, corrispondente de L’Unità.

Due maestri e anche due personaggi piuttosto difficili da affrontare.

Podda mi dice che devo intervistare Marina Berti, affascinante e magnetica protagonista dello spettacolo italiano.

Sono contento, ma anche in notevole soggezione. Non ho da molto superato i vent’anni. Il teatro, il cinema, mi appassionano. Ma confrontarmi con un mito è altra cosa, è compito arduo. E poi ho negli occhi la straordinaria duttilità del marito, Claudio Gora, che svaria dal teatro al cinema alla regia.

Resta impressa la sua formidabile interpretazione ne “Il sorpasso” di Dino Risi e, sempre diretto da Risi, “Una vita difficile”, con la memoria di quello schiaffo di Alberto Sordi che lo fa finire in piscina.

Nello studio radiofonico incontro Marina Berti e, con una certa emozione, comincio a farle le domande. Lei sembra pensare ad altro, poco interessata, distratta, ma all’improvviso le s’illumina il volto e racconta, svela, cambia completamente atteggiamento.

Un’intervista magnifica con una donna eccezionale. Forse questa è la professionalità, saper accendere la luce al momento giusto e poi vestire i panni della quotidianità, senza divismi, senza voler stare perennemente sulla cresta dell’onda.

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