Ricordo di Paolo Poli a Cagliari, a dieci anni dalla scomparsa. E ora c’è il nuovo libro di Gianluca Meis_di Attilio Gatto

C’è un ospite speciale e non ho l’auto. Ma lui non ha problemi. Mi dice: “Ma dai, si fa una passeggiata e una chiacchiera”. Cagliari, anni ‘90, sono in Rai, viale Bonaria. Vado verso viale Diaz. Lì c’è l’albergo dov’è sceso Il personaggio che devo intervistare. E non si fa attendere. Eccolo Paolo Poli, alto, sottile, giacca e papillon multicolore, eleganza d’altri tempi, eccentrico e straniante.
Lui parla, racconta ed è una favola sentirlo mentre trasforma la realtà dentro sostantivi ed aggettivi scoppiettanti, che sorprendono. Due volte ho intervistato Paolo Poli, due volte ha dato fondo al suo repertorio d’ironia creativa. Quando è in scena poi è irresistibile, teatro en travesti, girandola di voci, comicità variopinta.
E a dieci anni dalla scomparsa, su Paolo Poli c’è un nuovo libro di Gianluca Meis, “Un graffio elegante”, edito da Graphe.it. Un libro raffinato, come il grande attore. Scrive Meis:”…sicurezza di interpretazione e di improvvisazione, bagaglio di un consumato mestiere, consente a Poli di muoversi con agilità e scioltezza da un genere teatrale all’altro…istrionico, brillante, capace di travestimenti in grado sempre di sorprendere e di lasciare disorientati”.
E disorientati lascia anche questo libro, “un ponte verso l’intelligenza e l’ironia”, non esaustivo, afferma l’autore, ma certamente prezioso per gli amanti del teatro e della personalità, anzi della persona del magnifico Paolo Poli, un grande artista che “sapeva volare sulle cose del mondo”.
In copertina Paolo Poli in un’illustrazione di Stefania Morgante
