Marzo 16, 2026

 A Carloforte per “La Giornata internazionale della lingua madre”_di Rosella Capriata 

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Il 21 febbraio, è stato dichiarato dall’UNESCO, nel 1999, come La Giornata Internazionale della Lingua Madre. Con essa si intende valorizzare la diversità linguistica, il multilinguismo e la tutela della lingua madre quindi, promuovere la salvaguardia di tutte le lingue usate dalle popolazioni del mondo. 

La nostra lingua madre è la voce del nostro cuore, bene insinuata nelle fondamenta dell’identità culturale del nostro popolo. Infatti, le lingue sono portatrici delle memorie, dell’integrazione sociale e non sono esclusivamente strumenti di comunicazione. Purtroppo, in questo tempo della globalizzazione, molte lingue diventano sempre più fragili e in grande pericolo, tendono a perdersi nelle lingue più importanti, più diffuse; con esse si perdono i ricordi, le tradizioni, le espressioni particolari. 

Dunque, quale giornata migliore per riflettere sulla nostra lingua madre? Per capire meglio le possibilità che abbiamo per la tutela del nostro patrimonio linguistico? 

Così La Nostra Giornata, patrocinata dal comune di Carloforte e sostenuta dalla Regione Sardegna nell’ambito del Progetto TuLIS – tutela delle lingue sarde, è stata introdotta dall’Assessore alla Cultura del Comune, Betty Di Bernardo, che ha parlato del lavoro svolto dai responsabili dello Sportello linguistico, del Progetto TuLIS, che prevede la pubblicazione dei tre volumi di Cùntime ‘na fùa e si è sviluppata attraverso la presentazione degli esiti dei progetti Lingua Madre del 2025, svolti a Carloforte. 

Successivamente, La Tavola Rotonda, coordinata da Andrea Luxoro, ha avuto come focus le due abilità linguistiche, che riteniamo debbano essere attentamente sviluppate e curate: la scrittura e la lettura; da qui il tema: La letteratura in tabarchino e in alcune varietà linguistiche della Sardegna

Myriam Quaquero ha sapientemente dialogato con Franco Carta, su due pubblicazioni: Su papéri de s’ammentu, 2025 NOIQUI editore e Il Poeta Ibrido, 2025 Tomarchio editore, che contengono poesie in logudorese e campidanese, le due varianti della lingua madre sarda possedute dal Poeta. Il poeta ha poi deliziato l’uditorio con la lettura in sardo e in italiano di alcune sue poesie. 

Per finire, sono state presentate, a cura della sottoscritta, le ultime novità editoriali in lingua tabarchina: Quattro storie in tabarchino, il primo volume di Cùntime ‘na fùa, cinque fiabe della tradizione popolare carlofortina in tabarchino, entrambi editore GIA di Giorgio Ariu, rispettivamente del 2025 e 2026. 

A conclusione della serata, sono state invitate a parlare Margherita Grasso e Maria Carla Siciliano, le quali hanno riferito sul loro lavoro nello sportello linguistico e, la prima sulla prossima pubblicazione di un piccolo dizionario tabarchino/italiano, la seconda sulla sua attività di traduzione in lingua tabarchina. 

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