Luglio 14, 2024

Il risveglio della tradizione masese: torna Santa Caterina d’Alessandria_di Daniela Fois

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Ad Elmas si risveglia la tradizione. Il paese torna a celebrare uno dei suoi culti più antichi e significativi: la festa di Santa Caterina D’Alessandria V.M.. Dopo due anni di inattività a causa della pandemia, già l’anno scorso si erano ripresi i festeggiamenti con portata limitata. Quest’anno tuttavia l’organizzazione ha permesso di restituire alla comunità masese la grande festa prescritta dalla tradizione. Le celebrazioni avranno inizio la vigilia di Pentecoste, sabato 27 maggio, e si protrarranno per quattro giorni in un ricco programma culturale che si concluderà martedì 30 maggio.

La ricorrenza religiosa storica del luogo è strettamente legata alla chiesa di Santa Caterina di Semelia, la quale sorge nell’area campestre che oggi dal centro abitato si estende verso l’aeroporto e lo stagno di Santa Gilla. Si tratta di un monastero antico che fiorì già nella Sardegna dei giudicati, quando i monaci Vittorini di Marsiglia vennero chiamati ad insediarsi nel casolare preesistente. Essi si fecero promulgatori del rito dedicato alla santa egiziana, dando origine ad una tradizione che sopravvisse persino al loro allontanamento dal monastero. Nemmeno lo spopolamento dell’area, il quale vide Santa Caterina spogliata delle vesti di parrocchia – onore poi assegnato alla chiesa di San Sebastiano, nell’attuale centro abitato – arginò la devozione dei suoi fedeli. La chiesetta fu rimessa alle cure dell’eremitano, una figura custode autorizzata dalla Curia, che la tenne attiva e permise di continuare le grandi celebrazioni una volta l’anno.

Nel corso dei secoli, tuttavia, il terreno ha cambiato vari proprietari costringendo i fedeli a spostare i festeggiamenti all’interno del paese. Solo nel secondo dopoguerra, nel 1947, grazie ad un accordo con i possidenti di allora, la chiesa campestre tornò a disposizione dei cittadini di Villa del Mas. Tutt’oggi, sebbene gli edifici attorno alla cappella abbiano perso smalto e solidità, essa resta simbolo della longevità non solo delle celebrazioni di cui è sede, ma anche della comunità locale di cui testimonia l’insediamento sin dal 1079.

Svariati documenti ufficiali – a partire dal Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, 1833 – profilano nel tempo una festa a cadenza annuale, il lunedì dopo la Pentecoste, giorno dedicato alla santa. Si parla di tre giorni di grandi attività, inclusa la famosa corsa dei cavalli, e tanta partecipazione dai paesi circostanti.

Grazie allo storico comitato – oggi ufficialmente Associazione Oratorio e Circolo Santa Caterina d’Alessandria – che dal 1947 si occupa di tener viva la tradizione, la celebrazione storica masese rimane fedele a tali usi. Quest’anno l’associazione ha messo grande impegno nel far risorgere la festa, combinando attività culturali e religiose per finalizzare un evento che vuole essere momento di comunione. Sebbene la corsa dei cavalli non sia più inclusa tra le attività, infatti, il programma proposto è meritevole.

La festa si aprirà con la Compagnia D’Armi Medioevali di Sanluri, che dal 2000 porta avanti un progetto di rievocazioni storiche attraverso l’allestimento di borghi medioevali, banchetti con danze e giullari, e dimostrazioni dell’uso di armi d’epoca. Per tutta la giornata, in Piazza Padre Pio, sarà possibile fare un tuffo nella Sardegna tardo-giudicale e assistere alle magnifiche dimostrazioni della compagnia per “un assaggio di atmosfere di altri tempi che non ti aspetti”. 

Contemporaneamente, sarà possibile visitare, all’interno dell’Oratorio, la mostra fotografica su Elmas, allestita grazie alla collaborazione di diverse associazioni e istituti locali. Questa rimarrà aperta al pubblico per tutta la durata dell’evento.

Imperdibile anche l’esibizione dei Fantafolk, di Vanni Masala e Andrea Pisu, che porteranno sul palco la magia di due strumenti simbolo della tradizione musicale sarda come l’organetto e is launeddas, riarrangiando pezzi non solo di musica isolana ma anche della scena pop internazionale.

Ma la musica sarà elemento portante durante tutta la manifestazione. Le processioni per le vie del paese saranno infatti accompagnate dalle “Launeddas” di Alberto Pilidu e dai concerti di campane di Elvio Usala con il suo “Arrapiccadori de Campanasa”. In occasione dell’ultima processione, fissata per il 30 Maggio alle 20.00, si aggiungerà loro anche la Banda Orchestrale “E. Porrino” di Elmas. Presenti anche il coro “Schola Cantorum di Villa del Mas”, che si esibirà domenica 28 maggio alle 21.00, il coro polifonico di “Santi Ausili’e Monti” di San Basilio, il “Cor’e Cresia” e il “Coro di Santa Cecilia” di Elmas che accompagneranno la Santa Messa delle 19.00 rispettivamente il 28, il 29 e il 30 maggio.

In programma anche laGara Poetica Campidanese a Chitarra, Commedia in Lingua Sarda con l’associazione “Random Teatro” e i Ballus de Pratza con i gruppi folk masesi “Su Masu” e “Sa Nassa”, presenti anche alle processioni.

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