Luglio 14, 2024

Per allattare ‘pazienza’ è la parola chiave. Incontro di Simonetta Columbu con Desiré Marvosti

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Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno. Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre. Questa è la nostra principale natura. …diceva Shakespeare

Sono madre da quasi due mesi di un meraviglioso bimbo e scrivo quest’articolo perché credo che allattare rappresenti qualcosa di importante sia per la madre che per il figlio, credo anche che il mondo cinico e razionalista in cui viviamo infici questo momento importante e magico. La nostra società è ruvida, veloce ed impaziente. Ma per allattare ‘pazienza’ è la parola chiave. Si, perché a differenza di ciò che si potrebbe pensare l’allattamento per quanto sia un qualcosa di naturale, nasconde delle sfide che non sempre possono essere vinte da sole. C’è quindi bisogno di qualcuno di esperto che ci aiuti.

Quest’aiuto ha secondo me due valori: Uno di carattere pratico ed uno di natura psicologica. Quello pratico ci ha aiuta ed indirizza sul ‘’come fare’’ e sul cosa ‘’non fare’’. Tante donne vivono l’allattamento in maniera negativa e sconfortante a causa di vari problemi come ragadi al seno che creano molto dolore, mastiti, un bimbo che si attacca male a causa di un frenulo corto non diagnosticato. Etc.

Ma tutti questi problemi possono essere prevenuti grazie a piccoli accorgimenti capaci di rivoluzionare il nostro viaggio rendendolo un’esperienza bellissima. Il secondo motivo è di carattere psicologico. Spesso proprio all’interno della proprie famiglie si viene aggredite con consigli non giusti e bersagliate da paure e credenze popolari. ‘’Il bambino piange, ha fame e tu non hai latte’’, ‘’hai male al seno? È normale, l’allattamento è così’’. Ecc ecc. Una madre inesperta, non istruita e che si trova in un momento di estrema vulnerabilità e fatica psicofisica non farà altro che seguire quei consigli. D’altronde si parla proprio del suo bambino…’’mica vorrai farlo morire di fame?’’.

Con questo articolo vorrei trasmettere alcune informazioni alle neo mamme e perché no… anche alle nonne e zie non troppo aggiornate. Ho deciso di intervistare Desiree Marvosi, puericultrice specializzata in allattamento. La nostra esperta risponderà alle principali domande ricevute sul web. Ciao cara Desiree! Ecco cosa ci chiedono le nostre meravigliose mamme.

Quanto è importante il colostro? Quando arriva la montata lattea?

Il colostro è un vero e proprio concentrato di anticorpi, chiamati IgA, il neonato non sa ancora produrli da solo. Si trovano nel colostro a decine di grammi per litro nelle prime ore dopo la nascita. Sono i protettori delle mucose intestinali e delle vie respiratorie del neonato.

E’ come se fosse un potente esercito in grado di stroncare qualsiasi attacco. I primi 3/4 giorni il neonato si nutrirà solo di colostro ma bisogna tener presente che la dimensione del suo stomaco equivale alla dimensione prima di una ciliegia, dopo 2 giorni di una noce, la natura ha studiato tutto alla perfezione. La montata lattea arriva intorno al 4 giorno stimolando la ghiandola con la suzione, ogni donna è differente dall’altra quindi non c’è un tempo precisisissimo, ma solitamente durante i primi 5 giorni la ghiandola inizia a produrre latte di transizione che solo dopo 15/20 giorni si trasforma in latte maturo.

Quest’ultima fase corrisponde al consolidamento dell’allattamento.

Primi giorni in ospedale dopo il parto, devo dare l’aggiunta al mio bebé? Ho paura che il mio latte non basti.

L’aggiunta deve sempre essere prescritta da un esperto in materia e le motivazioni possono essere tante purché valide. Ad esempio può esser prescritta per un calo ponderale maggiore del 10%, per un mancato recupero del calo fisiologico entro le prime 2 settimane di vita, ipoglicemia neonatale e tante altre situazioni.

Purtroppo però, troppo spesso, l’aggiunta si da con estrema facilità alle dimissioni. In realtà ci sono delle raccomandazioni secondo le quali si dovrebbe proporre come prima ipotesi il latte della mamma tirato, in alternativa il latte donato che si può richiedere direttamente in ospedale e per ultimo la formula artificiale. 

Come stimolare la montata lattea? L’unico modo è la suzione.

Attaccare il bimbo un minimo di 8\10 poppate al giorno.

Come vengono le ragadi? Come prevenirle?

Le ragadi sono figlie di un attacco scorretto. Allattare non deve mai provocare dolore, i primi giorni può essere normale sentire un dolore simil scossa all’inizio della poppata ma se il dolore persiste sicuramente c’è bisogno di valutare l’attacco, la posizione, la conformazione orofacciale del bambino. Anche un frenulo corto del neonato può far venire ripetute ragadi alla mamma. Si previene e si risolve esclusivamente con l’attacco corretto.

Coppette in argento:

Dipende dalla mamma e da come ci si trova. Le coppette vanno posizionate sul capezzolo a fine poppata per lenire piccole ferite, il fine del loro utilizzo si basa sulle proprietà cicatrizzanti e antibatteriche dell’argento. Se la mamma ci si trova bene perché no?

E’ possibile che non venga la montata lattea? Il cesareo potrebbe ritardare il suo arrivo?

Partiamo dal presupposto che gli unici casi in cui è davvero impossibile allattare è se la mamma è affetta da galattosemia, una rara malattia metabolica e in caso di operazione chirurgica che ha comportato l’asportazione della ghiandola. I casi in cui la montata lattea potrebbe ritardare sono tanti, come ad esempio nel caso di mamma affetta da diabete, ipotiroidismo, ma anche in casi di mancata stimolazione della ghiandola. In caso di cesareo se il bimbo viene subito messo skin to skin con la mamma e viene subito attaccato al seno non si rischia assolutamente di ritardare l’arrivo della montata.

Perché la mia bimba di 20 giorni sta sempre attaccata e non si sazia? Quanto dovrebbe durare una poppata?

Il primo mese è molto importante per il consolidamento dell’allattamento. Immagina che il tuo seno e il tuo bimbo si stanno conoscendo e stanno prendendo le giuste misure, se la tua bimba sta sempre attaccata vuol dire che sta calibrando la produzione per soddisfare il suo fabbisogno giornaliero. Poi oltre a questo ricordiamoci che la suzione è importantissima per i neonati poiché rilassa, conforta, lenisce, sfiamma. Le poppate all’inizio durano un’infinità di tempo però vi assicuro che arrivati a 4 mesi diventeranno dei piccoli divoratori velocissimi. Quindi per rispondere alla seconda domanda, la poppata non ha un orario prestabilito, se il bimbo si stacca o rimane sonnolento sul capezzolo vuol dire che è ben sazio e soddisfatto. Osservateli e poi saprete dirmi voi quando è la fine della vostra poppata.

Come far attaccare bene il bimbo al seno?

Dipende, la posizione che preferisco è la biological norturing dove la mamma è semisdraiata e il bimbo pancia pancia su di lei afferra quasi autonomamente il seno. Questa posizione incoraggia gli istinti naturali tuoi e del bambino. Se stai provando la classica posizione a culla ti consiglio di puntare il capezzolo verso il naso del bimbo sfiorandolo cosi da attivare il riflesso di ricerca, aspetta che spalanchi la bocca e inserisci gran parte dell’areola. Il mento deve essere ben attaccato al seno e il naso libero. Ricorda sempre di tenerlo pancia pancia. L’attacco deve essere profondo per garantire il transfer di latte.  

Allattamento dopo un anno è ancora importante? Fino a quando allattare?

Sicuramente il latte non diventa acqua, l’OMS raccomanda l’allattamento al seno fino ai 2 anni, quindi la certezza è che il latte non perde proprietà. Non esiste un’età precisa in cui il bimbo deve abbandonare il seno, lo faranno quando sono pronti o quando la mamma decide che è arrivato il momento.

Come smettere di allattare senza creare traumi al bebe?

La regola principale è farlo in modo graduale, se decidi di voler smettere inizia a scalare le poppate già da mesi prima. Ci sono tantissime modalità diverse in base alle esigenze della diade, un consiglio universale non esiste. Importante però sapere che il Dostinex ( la famosa pasticca che in tanti ti consiglieranno) non manda via il latte, ha senso assumerlo prima della montata o in caso di iper produzione, ma non per mandare via il latte da un giorno all’altro

Desi che consiglio vuoi dare alle neo mamme?

Il mio consiglio è quello di frequentare un buon corso pre parto dove si parli di allattamento. È importante iniziare ad aver confidenza con questa pratica già dalla gravidanza. Veniamo da una società in cui le nostre mamme non allattavano quindi non è più un comportamento acquisito con naturalezza, serve un po’ di conoscenza per non cadere in ansie e in trappole sociali. Il mio augurio è quello di godervi ogni attimo del vostro allattamento, del vostro neonatino che vi guarda fisso negli occhi con quello sguardo da ammaliatore, di godervi quelle manine che vi toccheranno continuamente la faccia, perché sembrano momenti infiniti ma in realtà voleranno e li ricorderete con grandissimo amore. Ultima cosa: fidatevi sempre del vostro istinto e della vostra percezione, la mamma non sbaglia mai!

Grazie Desiree. 

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