A Cagliari con “SARDEGNA TERRA DI NURAGHI” l’autunno è dedicato all’antica civiltà sarda
Una rete sempre più diffusa, con 42 città della Sardegna coinvolte e un numero di relatori che cresce di stagione in stagione al punto da fare diventare i “Dialoghi nuragici” organizzati dall’Associazione “Sardegna Terra di nuraghi”, il primo appuntamento regionale di conoscenza dell’antica civiltà sarda, che anche quest’anno registra, solo su Cagliari, la partecipazione di circa 200 persone a evento.
Nel capoluogo (Sa Manifattura, ore 18.oo) gli incontri sono cominciati il 29 di settembre e proseguiti il 7 ottobre con due temi di assoluto interesse e fascino. Il primo: la dimensione del sacro nella Protostoria della Sardegna, affrontata da Anna Depalmas, Professoressa Archeologia UniSS e Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione, introdotta nell’occasione da Gianfranco Cocco, socio dell’Associazione. Nel corso della serata sono state analizzate le architetture e gli spazi di culto della civiltà protostorica sarda che tra il 1800 e l’800 avanti Cristo ha lasciato un patrimonio paesaggistico e monumentale ricco di migliaia di siti, espressione della spiritualità delle antiche comunità dell’Isola e oggetto dell’istanza che proprio di recente, su proposta dell’Ufficio UNESCO del Ministero della Cultura e dopo la scelta della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, ha cominciato l’iter di analisi a Parigi ai fini dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il secondo incontro ha invece avuto come filo conduttore il Mediterraneo come grande via di scambi, incontri e influenze reciproche, con un focus specifico sulle contaminazioni e l’analisi sui legami tra l’Egitto faraonico e la Sardegna nell’antichità. Ed è proprio in questo quadro, come è stato sottolineato nel corso della serata guidata da Silvia Einaudi, professoressa di Egittologia dell’Università di Cagliari, introdotta nell’occasione da Sandra Tobia, socia dell’Associazione, che la Sardegna emerge come un crocevia e non come un’isola isolata, capace di dialogare con le grandi culture del suo tempo pur mantenendo tratti di forte originalità.
Il calendario cagliaritano proseguirà con le serate del 10 e del 24 di novembre, sempre a Sa Manifattura. “Egeo e Mediterraneo nel tardo Bronzo. Economia, commercio e politica” è il titolo del Dialogo nuragico in programma il 10, con Emanuela Alberti, Ricercatrice dell’Università di Firenze, che sarà introdotta da Antonello Sanna, socio dell’Associazione. “I suoni dell’antica civiltà della Sardegna sono ancora tra noi?” è invece la domanda a cui Myriam Quaquero, musicologa, introdotta da Alessandra Fanni, socia dell’Associazione,cercherà di dare una risposta il 24 novembre a chiusura della programmazione di Cagliari. È grazie al nuovo ciclo di incontri autunnali che anche gli appassionati e gli studiosi di Cagliari fino a fine novembre potranno apprezzare un nuovo modo di raccontare l’unicità della storia sarda più antica, con spunti di riflessione, contributi e analisi unici.
Pensati per raccontare in modo nuovo l’unicità straordinaria e identitaria dell’antica civiltà sarda, straordinario asset di sviluppo economico, gli incontri (55 in tutta la Sardegna) nascono dalla volontà dell’Associazione di portare il patrimonio nuragico al centro del dibattito culturale, attraverso iniziative capaci di unire ricerca, divulgazione e partecipazione. con l’ambizione di creare una comunità sempre più consapevole del proprio patrimonio e del ruolo che esso può svolgere nella costruzione del futuro dell’isola. Alla base dei Dialoghi Nuragici c’è infatti la convinzione che il percorso di valorizzazione internazionale del patrimonio nuragico deve essere accompagnato dalla consapevolezza di tutti sull’importanza della propria storia e del paesaggio monumentale. Conoscere meglio la civiltà nuragica significa infatti rafforzare il rapporto delle comunità con il proprio patrimonio e, allo stesso tempo, costruire una narrazione della Sardegna che la faccia finalmente conoscere al mondo. In questa prospettiva, i Dialoghi sono già diventati uno strumento di partecipazione: studiosi, associazioni, amministrazioni e cittadini sono chiamati a condividere conoscenze, esperienze e responsabilità nella tutela, nella conservazione e nella promozione di un patrimonio che appartiene all’intera Isola.
I Dialoghi nuragici di Cagliarirappresentano, in questo senso, un invito a guardare i nuraghi con occhi nuovi: monumenti apparentemente immobili, ma inseriti in un paesaggio unico al mondo, che hanno continuato a vivere, cambiare e raccontare la Sardegna attraverso i secoli.
