Luglio 14, 2024

Incontro con Lavinia Savignoni: quando mente e corpo sanno far bene l’amore insieme_di Simonetta Columbu

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È un’attrice, danzatrice, autrice, regista e produttrice romana, Pre Trainer di GYROTONIC® e GYROKINESIS®. E’ stata campionessa Italiana di Ginnastica Ritmica per 10 anni consecutivi.
Recentemente ha portato in teatro il suo monologo “Il Corpo Perfetto” da lei interpretato che parla
dell’ossessione di volere un corpo sano, perfettamente funzionante, bello e da postare sui social.

Luc de Clapiers de Vauvenargues disse: “Al pari del corpo, possiamo rendere l’intelletto più pronto e più agile: è necessario, a tal fine, esercitare l’uno come si esercita l’altro”.

Lavinia, sei d’accordo?

La mia materia è il corpo e le sue meravigliose funzioni, mente inclusa. Come strumenti di lavoro utilizzo delle tecniche antichissime come lo YOGA e la DANZA e altre molto moderne come il GYROTONIC(r) e la GYROKINESIS(r).

Qual è il rapporto tra corpo e mente?

Platone aveva creato la sua palestra fuori città dove i discepoli facevano attività fisica prima di fare filosofia, il lavoro sulla mente era legato a quello sul corpo. Del resto è attraverso le scoperte che facciamo con il corpo nei primi anni di vita che stimoliamo e attiviamo la nostra mente.

Siamo più pigri nella mente o nel corpo?

I sensoriali e gli esercizi teatrali di immaginazione sono dei maestri in questo senso, attraverso la stimolazione sensoriale facciamo affiorare ricordi, nascere pensieri, emozioni, abbiamo impulsi ad agire, a muoverci in un determinato modo, tutto passa o è passato sempre, prima o dopo, per il corpo. Se ci sentiamo depressi o tristi o appesantiti nella mente, fare una corsa a perdifiato può cambiare la chimica del corpo, abbassare il cortisolo (ormone dello stress) e stimolare endorfine e serotonina, gli ormoni del benessere, la mente diventa più lucida e i pensieri cambiano forma. Allo stesso modo, se accade qualcosa che ci dà una scarica di endorfine, come vedere una persona di cui ci siamo appena innamorati per esempio, ci viene voglia di correre o saltare, perché abbiamo ricevuto una botta di energia dalla mente. Mente e corpo sanno far bene l’amore insieme, essere complici, sanno come ascoltarsi e reagiscono sempre l’uno all’altra.

Di cosa si occupa La GYROKINESIS?

E’ una disciplina nata dal corpo (e mente!) di Juliu Horvat, un essere umano illuminato che ha dedicato e dedica ancora la vita a studiare come funziona la nostra energia.

Come alleggerire una mente stressata?

E’ un tema enorme che include cosa mangi, chi frequenti, cosa fai per riposarti e come occupi il tempo libero oltre agli esercizi dei format di Gyrotonic o Gyrokinesis che ci possono aiutare. Il corpo è fatto di energia che va alimentata e pulita. Si sporca facilmente col cibo, rendendoci pigri e pesanti, si sporca con le cattive frequentazioni rendendoci stressati o nervosi, si sporca con il cattivo esercizio facendoci uscire dolori e problemi posturali. 

Lavinia Savignoni

Spiegaci meglio…

Ognuno di noi ha il suo equilibrio psico-fisico, ognuno dovrebbe imparare a conoscersi per capire di cosa ha realmente bisogno, anziché seguire come automi la dieta, il training o la vita sociale del momento. Questo ascolto profondo dell’essere deve avvenire costantemente, bisogna allenarsi a farlo se non si è in grado di percepire le reali esigenze e i segnali che manda il corpo. Il nostro corpo è una macchina perfetta, avvisa quando è finito il rifornimento, avvisa quando va pulito, avvisa quando ha bisogno di consumare carburante perché ne ha accumulato troppo, avvisa quando si rompe, spesso molto molto prima di rompersi fa accendere delle spie rosse che noi siamo bravissimi ad ignorare. I bimbi piccolissimi sanno tutto questo e lo applicano. A volte sento madri dire: ‘lascialo piangere è un capriccio’ oppure ‘devi mangiare adesso perché è ora di cena e a quest’ora si mangia’ oppure ‘scendi che li se cadi ti fai male’ o ‘non correre, non urlare’ Da quando sono mamma a volte mi colgo anche io nel dare direttive ai bimbi, ma il più delle volte li lascio fare, perché loro sanno quando è il momento di mangiare, dormire, bere, giocare, correre o urlare. Difficile si tratti di capricci. Loro esprimono tutto, usano la loro energia sapientemente e quando la esauriscono chiedono cibo o riposo. Sono io che li aiuto a soddisfare i loro bisogni ma sono loro a mostrarmeli in modo più o meno chiaro dato che ancora non parlano a 8 mesi. Quando cerco di imporgli qualcosa mi accorgo che loro si disorientano, perché è come se gli stessi dicendo: ’quello che senti tu è sbagliato’.

Imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi?

Si, se cresci un essere umano facendogli sempre credere che quello che sente lui è sbagliato e che sei tu adulto che sai di cosa ha bisogno, crescerai esseri umani incapaci di percepire il corpo e i suoi bisogni, figurati poi quando devono relazionarsi col corpo di un’altra persona da adulti! Da bambini il nostro respiro è puro, non è ancora offuscato dai problemi posturali. Crescendo, accumulando traumi, dispiaceri e cattive abitudini posturali, diminuiamo il nostro respiro, lo costringiamo ad essere alto, breve, veloce, l’opposto di quello che naturalmente è.

La respirazione…

Con il respiro possiamo fare tutto. Imparare a modulare il respiro può aprire porte incredibili al movimento e ai pensieri. Gli atleti e i danzatori sono artisti del respiro. Gli attori e i cantanti anche. Ne hanno un disperato bisogno, nutrono la loro arte con il respiro. Invece, troppo spesso ci accorgiamo del respiro solo quando stiamo male, se abbiamo dolore acuto, se ci spaventiamo, o in un grande affanno. Ci accorgiamo del respiro nei momenti estremi.

Lavinia Savignoni

E nella quotidianità?

Nella quotidianità il respiro non esiste per la coscienza, la nostra mente è una sfaticata, lei è fatta per ottimizzare i tempi, è abituata a trovare scorciatoie. Dato che il respiro è automatico non è qualcosa di cui la mente deve occuparsi. Per questo facciamo tanta fatica a concentrarci solo sul respiro come si chiede in meditazione. E’ innaturale osservare il respiro ma è straordinario farlo e ancora più incredibile è imparare a modularlo a seconda delle esigenze fisiche. Le donne sperimentano questo super potere durante il parto naturale. Io con il respiro ho fatto 16 ore di travaglio gemellare senza anestesia. Il respiro mi accompagnava nelle onde, la mente collaborava sapendo che il dolore ha un ciclo di pochi secondi, c’era collaborazione in tutto il mio corpo, un’orchestra in cui ogni elemento sapeva bene cosa suonare e la mente doveva necessariamente collaborare. 

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