Dicembre 14, 2025

Overtourism e affitti brevi_di Giorgio Ariu

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m-artizzu

Overtourism, affitti brevi e b&b anche su piattaforme irlandesi e globali espellono identità e cittadini, distruggono le città.

Molti i miliardi a favore dei gestori dei portali (vedasi anche importanti e intercettate evasioni fiscali).

Peraltro aumentano a dismisura gli affitti e il costo delle abitazioni del centro, nuovi dormifici. Poveri studenti e giovani coppie(i record negativi della natalità).

E che dire del tanto mitizzato turismo crocieristico: qualche gadget, poi il pranzo,tutti in coda verso il rientro, ché già pagato e abbondante.

Tutto ciò, a mio modesto avviso, significa anche iperconsumo della città.

E la trasformazione della città asseconda tutto ciò.

Per saperne di più,s tudiare anche il Caso Barcellona.

Non a caso il fatturato dell’extra alberghiero in Sardegna pare si avvicini agli 800 milioni (molto prossimo a raggiungere quello degli Hotel).

Magari sulla Questione ci torneremo da lunedì sulle testate GIA-ilcagliaritano.it

Foto di copertina: Maurizio Artizzu

1 thought on “Overtourism e affitti brevi_di Giorgio Ariu

  1. Gentile Dott. Ariu,

    ho letto il suo intervento con interesse e attenzione. Apprezzo che abbia sollevato il tema, perché troppo spesso certi effetti collaterali del turismo vengono sottovalutati o ignorati. Eppure, mi permetto di dire che alcune delle affermazioni presenti nel suo testo — proprio per come sono formulate — rischiano di fare l’opposto di ciò che si propongono: invece di portare chiarezza, finiscono per semplificare fenomeni molto complessi.

    Dire che gli affitti brevi “distruggono le città” o che “espellono identità e cittadini” ha una forza espressiva, ma restituisce un’immagine univoca e schiacciata, quando in realtà gli effetti sono molto diversi da quartiere a quartiere, da città a città. In certi casi si è trattato di recuperare immobili vuoti da anni, altrove sì, si è assistito a processi di espulsione. Ma è proprio questa differenza che ci dovrebbe interessare.

    Anche il legame diretto tra affitti turistici e calo della natalità è problematico. È vero che trovare casa in città è diventato difficile per molti giovani, ma le ragioni per cui si fanno meno figli in Italia sono molto più profonde e non possono essere ridotte a una questione di metri quadri in centro.

    Infine, anche la descrizione del turismo crocieristico — “qualche gadget e poi tutti in coda verso il rientro” — è forse troppo rapida. Il problema c’è, ma va raccontato con più strumenti, altrimenti rischiamo di trasformare un tema serio in una caricatura.

    Lo dico anche con una certa cautela, perché mi rendo conto che, nel poco spazio di una replica come questa, anche la mia risposta rischia di restare in superficie. Forse è proprio questo il punto: alcuni fenomeni, se trattati in poche righe, più che chiarirsi si riducono, fino quasi a perdere la loro ragione.

    Con stima,
    Valentino Cocco

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