Marzo 16, 2026

Nel libro di Tarcisio Agus “Tunisard”, esperienze di cooperazione tra Tunisia e Sardegna

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Presentato al pubblico TuniSard, edizioni Gia di Giorgio Ariu Editore, Cagliari.

tunisard

Un volume che ripercorre un’esperienza di cooperazione internazionale sviluppata vent’anni fa nell’ambito del Programma di Sviluppo Umano a Livello Locale (PDHL Tunisia), promosso dalle Nazioni Unite per sostenere le cosiddette “zone d’ombra”, ovvero i territori più fragili e bisognosi di interventi strutturali.

Il libro documenta quattro anni di attività svolte in Tunisia da un gruppo di amministratori locali, tecnici e giovani coinvolti in un percorso di interscambio istituzionale e culturale. L’esperienza ha permesso di avviare progetti condivisi, instaurare relazioni con le comunità locali e approfondire la conoscenza di un Paese ricco di storia, tradizioni e paesaggi di straordinaria intensità.

Accanto alla descrizione dei progetti realizzati, TuniSard restituisce il valore umano degli incontri, il dialogo con le istituzioni tunisine e le speranze maturate per una seconda fase del programma, che non ebbe poi seguito. Il volume ricorda inoltre le iniziative portate avanti negli anni successivi attraverso la O.N.G. “Piccoli Progetti Possibili”, l’Arci Sardegna, l’associazione “Amici di Sardegna”, la A.Se.Con e altre realtà impegnate nella cooperazione mediterranea.

Il titolo TuniSard richiama simbolicamente il legame tra Tunisia e Sardegna, un ponte culturale e umano che ha continuato a rafforzarsi nel tempo grazie a progetti, scambi e collaborazioni istituzionali.

Il libro propone anche una riflessione attuale: in un mondo attraversato da tensioni e disuguaglianze, la cooperazione internazionale rappresenta uno strumento fondamentale per costruire relazioni di pace. Il testo sottolinea l’importanza di promuovere percorsi educativi che avvicinino le giovani generazioni alla conoscenza di culture diverse, favorendo il rispetto reciproco e superando pregiudizi e atteggiamenti di superiorità.

TuniSard si presenta dunque come una testimonianza collettiva e un invito a investire, anche con risorse limitate, in progetti di cooperazione diffusa, capaci di unire territori e comunità attraverso il dialogo, la solidarietà e la condivisione di esperienze.

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