Agosto 9, 2026

Torre degli Ulivi: Posidonia e dintorni_di Rossella Tenardi

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La situazione della spiaggia di Torre degli Ulivi presenta caratteristiche del tutto eccezionali rispetto alle normali spiagge interessate dall’accumulo di Posidonia oceanica. In questo caso, infatti, l’arenile è immediatamente adiacente a numerose abitazioni e rappresenta di fatto il prolungamento delle proprietà private e dell’area RESIDENZIALE.

L’enorme quantità di posidonia secca accumulata nel corso degli anni costituisce un potenziale rischio per la pubblica incolumità, sia per il pericolo di incendio, sia per gli effetti delle mareggiate che hanno già dimostrato di poter mettere in pericolo le abitazioni. 

Ricordo che solo pochi mesi fa, infatti, alcune famiglie della zona sono state evacuate a causa di un’emergenza legata al mare, dimostrando come l’area sia già stata interessata da eventi di protezione civile.

il principale ostacolo agli interventi non sarebbe rappresentato dalla mancanza di volontà dell’Amministrazione comunale, bensì dalla convinzione che la normativa sulla tutela della Posidonia impedisca qualsiasi intervento significativo. 

Tuttavia se si studiasse il caso specifico, appare evidente che la normativa preveda la possibilità di deroghe e autorizzazioni motivate quando ricorrono situazioni eccezionali legate alla sicurezza pubblica.

L’errore di fondo, è quello di continuare a considerare Torre degli Ulivi come una normale spiaggia balneare. In realtà si tratta di una zona abitata, con abitazioni costruite a pochi metri dalla battigia, nella quale la presenza di enormi accumuli di materiale vegetale secco espone direttamente persone e beni a rischi concreti.

L’obiettivo non è ottenere una spiaggia più bella o più fruibile per finalità turistiche, ma mettere in sicurezza un’area nella quale vivono stabilmente centinaia di persone. L’eventuale maggiore fruibilità della spiaggia rappresenterebbe soltanto una conseguenza positiva di un intervento finalizzato esclusivamente alla tutela della sicurezza.

in altre località del Comune sono già stati effettuati interventi di movimentazione della Posidonia e che, secondo quanto riferito anche da personale del Corpo Forestale, tali operazioni possono essere autorizzate mediante specifici provvedimenti comunali, purché effettuate con mezzi idonei e nel rispetto delle procedure previste.

Le norme e le linee guida non dicono che la Posidonia non possa mai essere toccata, ma prevedono invece diverse possibilità:

movimentazione temporanea;

spostamento in altre aree della stessa spiaggia;

deposito controllato;

riposizionamento successivo;

nei casi non altrimenti gestibili, anche rimozione permanente. 

Negli ultimi anni la Regione Sardegna ha INFATTI, finanziato specificamente alcuni Comuni per gestire la Posidonia spiaggiata, proprio in virtù delle medesime norme.

Essa riconosce espressamente che i Comuni possano effettuare attività di:

gestione dei depositi;

movimentazione;

contrasto all’erosione;

fruizione sostenibile e quando necessario, rimozione permanente dei depositi. 

Questa è una differenza enorme rispetto a quanto spesso viene detto ai cittadini.

 L’ordinanza del 2026 è ancora più interessante perché dopo le mareggiate del gennaio 2026 la Protezione Civile regionale ha emanato disposizioni molto chiare.

In particolare:

la Posidonia va mantenuta quando possibile;

ma se i volumi diventano eccessivi si può intervenire;

si può intervenire in presenza di situazioni di pericolo;

si possono rimuovere rifiuti e materiali pericolosi;

possono essere delimitate le aree oppure effettuati interventi con mezzi idonei.

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