Gennaio 16, 2026

A Montevecchio per i 25 anni dell’associazione “Sa Mena”: la memoria della miniera rivive in un volume_di Tarcisio Agus

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Giornta-della-presentazione

Montevecchio – Venerdì 5 dicembre, nella sala conferenze di Montevecchio – già ex mensa degli impiegati della miniera – l’associazione degli ex minatori Sa Mena ha presentato il volume celebrativo del suo venticinquesimo anno di fondazione, edito da Gia Editore e curato da Giorgio Ariu.

Il libro ripercorre la storia dell’associazione, nata per custodire la memoria mineraria che in queste terre vide nascere e prosperare due tra le più grandi realtà industriali europee: Ingurtosu e Montevecchio.

Tra le numerose iniziative ricordate, particolare rilievo hanno quelle svolte nelle scuole, affinché le giovani generazioni sappiano riconoscere e tutelare l’immenso patrimonio storico e culturale che ha segnato l’ultima fase dell’era industriale nei territori di Arbus e Guspini.

Ampio spazio è dedicato anche ai più significativi avvenimenti della vita di miniera. Tra questi, il gravissimo incidente del 4 maggio 1871 al cantiere Azuni, quando il cedimento di un serbatoio d’acqua travolse il camerone delle operaie: undici vittime, tra cui otto bambine di età compresa tra i 10 e i 15 anni.

Il volume ricorda inoltre le grandi lotte sindacali. Lo sciopero del 1903, considerato la prima piattaforma sindacale in Italia, portò conquiste decisive: le otto ore lavorative, il salario minimo e l’adeguamento degli stipendi dei lavoratori assoldati da società esterne. Gli operai ottennero anche il riconoscimento di un compenso equo per i caballantes, i padroncini che trasportavano i minerali fino al porto di Cagliari.

Un altro episodio di rilievo fu lo sciopero del 1961, guidato dalle donne – mogli, madri e sorelle degli operai – che riuscirono a sostenere i lavoratori asserragliati nei pozzi, aggirando i controlli e facendo arrivare viveri grazie alla complicità dei ragazzi di miniera. La protesta è ricordata anche per l’intervento delle forze dell’ordine, che tentarono di fermare la marcia con l’uso di lacrimogeni lanciati da un elicottero: un fatto inedito per l’epoca.

Il libro raccoglie inoltre episodi e visite memorabili, come quella del liceo Dettori di Cagliari nel 1910, alla quale partecipò il giovane Antonio Gramsci, destinato a diventare uno degli intellettuali italiani più noti nel mondo.

Non meno importante è il ricordo del lavoro degli ex minatori, insieme ad associazioni ambientaliste locali, che hanno riattivato il percorso storico Sa ia de sa Mena, la via della miniera che da Guspini conduceva ai cantieri di levante. Un tracciato che oggi arricchisce il Cammino Minerario di Santa Barbara, mantenendo viva la memoria degli antichi tratturi percorsi dai minatori.

Un libro da leggere e vedere, che richiama la storia della miniera di Montevecchio, una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che l’associazione Sa Mena continua a custodire e tramandare con passione, anche attraverso le iniziative annuali, eloquentemente rappresentate e documentate .

A Montevecchio per i 25 anni dell’associazione “Sa Mena”: la memoria della miniera rivive in un volume_di Tarcisio Agus

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